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Stamattina

10 luglio 2014

Ti guardavo, stamattina.

Eri stesa sul letto di traverso come una lunga giovane serpe

la pelle nuova liscia argentata argentina brillava di scaglie

brillava al sole che invadeva la stanza e non ti svegliava.

Avevo aperto la porta senza far rumore per guardarti

e guardandoti ti amavo.

Paralizzata dalla bellezza delle tue braccia intorno al cuscino

dal colore caldo delle tue trecce di sonno

dall’ombra delle tue cosce di miele

dal miracolo del tuo respiro sottile

dal mio essere presente a un mattino della tua grazia.

Era all’incirca l’ora in cui sei nata

le sette di mattina

ma allora era inverno, e buio, e io più giovane

e tu sveglia mi guardavi.

Stamattina no.

Dormivi,

e a guardarti ero io, incredula, sospesa,

sgomenta.

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5 commenti

  1. meraviglia.


  2. Quanta tenerezza in questi bellissimi versi
    Complimenti
    Rodrigo


  3. Vi ringrazio. Passo poco di qui, ma forse dovrei passare più spesso.


  4. Passi più di qui. Sigh.


  5. guardavi la tua bellissima figliola? capisco benissimo i sentimenti che hai descritto così bene, non ti sembra strano a volte, quando li guardi, che un tempo lontano (i miei sono più grandi come ben sai) li hai portati dentro di te e li hai partoriti?, a me fa effetto ancora di più guardare Lorenzo, pensare che è il figlio di mia figlia….
    un abbraccio a tutte e due



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