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Il settimo padre (fiaba norvegese)

1 luglio 2014

C’era una volta un viandante. Cammina e cammina, arrivò ad una bellissima fattoria; era una fattoria signorile, così bella da sembrare un castello. “Sarà bello riposarsi qui”, si disse il viandante entrando dal cancello. Lì vicino c’era un vecchio coi capelli bianchi e la barba, che tagliava la legna.

“Buona sera, padre” disse il viandante, “Mi ospitate per questa notte?”

“Non sono io il padre di casa”, disse il vecchio; “entra in cucina e parla con mio padre!”

Il viandante entrò nella cucina; li trovò un uomo che era ancora più vecchio, inginocchiato davanti al focolare, che soffiava sui carboni.

“Buona sera padre, mi ospitate questa notte?” disse il viandante. 

“Non sono io il padre, qui in casa”, disse il vecchio. “Ma entra e parla con mio padre: è seduto a tavola, nella sala. “

Il viandante entrò nella sala e si rivolse a quello che era li seduto; era molto più vecchio degli altri due, e batteva i denti, tremando violentemente, e leggeva in un grosso libro, come un bambino.

“Buona sera, padre, mi ospitate questa notte?”

“Non sono io il padre in questa casa; ma parla a mio padre, quello seduto sulla panca”, disse l’uomo seduto a tavola che tremava e batteva i denti.

Il viandante andò allora da quello che era seduto sulla panca, che si stava caricando la pipa di tabacco: ma era così ingobbito e gli tremavano così le mani, che quasi non riusciva a reggere la pipa. 

“Buonasera, padre” disse di nuovo il viandante. “Mi ospitate per stanotte?”

“Non sono io il padre qui, disse il vecchio ingobbito. Parla con mio padre, che è a letto.”

Il viandante si avvicinò allora a un letto, dove c’era un uomo vecchissimo, ma tanto vecchio che sembrava che di vivo ci fossero rimasti solo gli occhi.

“Buona sera padre, mi ospitate per stanotte?”

“Non sono io il padre in questa casa, ma parla con mio padre, che è nella culla” disse il vecchio dai grandi occhi. 

E il viandante si avvicinò alla culla: e dentro c’era un uomo vecchissimo, così raggomitolato che non era più grande di un neonato, e al viandante parve impossibile che fosse vivo, sennonché sentiva il rumore del respiro che gli usciva di gola, ogni tanto. 

“Buona sera, padre, mi ospitate per stanotte?”

Ci volle molto prima che rispondesse, e ancora di più prima che finisse di rispondere: disse, anche lui, che non era lui il padre in quella casa, “ma parla con mio padre, che sta appeso al muro, in un corno.”

Il viandante esaminò le pareti, e alla fine gli dette nell’occhio un corno, ma quando ci guardò dentro per vedere cosa c’era, non trovò altro che un pallido spettro che assomigliava a un volto umano. Allora ebbe paura e gridò forte: “Buona sera, padre! Mi ospitate per questa notte?””

Allora dal corno uscì una sorta di debole pigolio, e a malapena gli parve di capire qualcosa che somigliava a “Sì, bambino mio!”

E allora apparve una tavola apparecchiata di cibi prelibati, con birra e acquavite, e quando ebbe mangiato e bevuto apparve un bel letto coperto di pelli di vitello, e il viandante fu contento di aver trovato, alla fine, il vero padre di casa. 

(trad. mia)

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6 commenti

  1. oddio non credo di aver afferrato bene la morale: tipo coltiva il fanciullino che è in te?, rispetta gli anziani? rispetta i bambini?
    oggi sono ancora fusa


  2. È una favola misteriosa, alchemica, che non capisco neanche io. C’è da un lato uno sviluppo in avanti, dall’altro una regressione, dal giovane al sempre più vecchio al bambino al feto, in un movimento a spirale verso l’origine dell’antenato come spirito. Non credo sia casuale che il settimo padre, l’antenato, viva in una sorta di corno / utero. È davvero enigmatica.


  3. Fasi della vita? ….non so…un pensiero ad un film visto qualche tempo fa…un vecchio che tornava bambino, non ricordo il titolo!


  4. Fasi della vita, anche. L’osservazione, acuta, che la vecchiaia è regressione fisica ma forse anche preludio ad una dimensione fuori dal tempo?


  5. lavorando x persone anziane questi pensieri mi stimolano sensazioni profonde. Sono io che aiuto loro che aiutano me…nello svolgersi della vita di tutti noi


  6. L’ha ribloggato su Il Canto delle Musee ha commentato:
    Una fiaba particolarissima, mi ha colpito molto per la sua singolarità e sicuramente per il suo mistero.



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