h1

La Stella, 6

19 aprile 2014

Una folata di vento spinse il fumo della sigaretta verso di me. Sentii un’ondata di nausea, e mi passai una mano sulla fronte. Se ne accorse, buttò la sigaretta e la calpestò col tacco dello stivale. “Quando partorirete?” Seguii con lo sguardo una fila di cipressi, da qualche parte lontano verso il fiume. Li contai, erano diciannove. “Alla fine di agosto.” “Non dovete affaticarvi. Mi fa male vedervi ogni sera alla Stella, mi fa…” “Anche a me fa male vedervi.” lo interruppi “ Ma ne sono anche contenta.” L’avevo detto in fretta, con l’ultimo respiro che mi restava, e ora non ne avevo più. “Davvero?” Con un gesto improvviso sollevò le dita verso il mio viso, esitò a mezz’aria, appoggiò la mano sul binocolo, come a sostenersi, e vi posò la fronte per un attimo, rialzandola subito, e attese la mia risposta.  “Sì. È vero.” dissi. “Fa male, ma fa bene.” 

Mi avvicinai di nuovo al binocolo, vi appoggiai gli occhi, cercai l’orizzonte, lo misi a fuoco. Gli parlavo seguendo il profilo delle colline, e le parole uscivano rapide, sussurrate. “Tutta questa morte che abbiamo intorno, io credo che c’entri. Io… in pace, non vi avrei mai detto queste cose. Ma non vi avrei mai conosciuto, se non ci fosse questa guerra.” “No.” “Lavorare non mi costa. Mi stanco, ma non mi costa. Stancarmi è l’unico modo che ho di riposare. Mi capite?” “È la stessa cosa per me.” “Torno a casa di notte e mi addormento, perchè sono esausta, ma almeno riesco a dormire. Non volevo questo figlio, ma se non avessi questa pancia che cresce, che covo come una chioccia, se non avessi Margherita, che farei? Allora, ci sarebbe solo la morte che abbiamo intorno. E io non voglio farla entrare in me.” Il mio stesso fiato mi bruciava le labbra , e le parole sfumarono nel silenzio. Da qualche parte mi parve di sentire il richiamo di un cuculo, poi un lungo silenzio, poi la sua voce, diversa. Bassa, quasi un sussurro.

“C’è un poeta che io amo molto, che ha scritto: resistere è tutto.” Gli occhi chiusi, la fronte appoggiata al binocolo, ascoltai il sussurro alle mie spalle. Mi parve che fosse infinitamente lontano, e infinitamente vicino. “Resistere è tutto. Io, come voi, non ho scelto di essere qui. Non posso scegliere quello che vorrei. Posso scegliere di guardare in faccia quello che mi aspetta, questo sì, qualunque cosa sia. È l’unica forma di resistenza che conosco. Resistete anche voi: fatelo anche per me.” Sentii la sua mano posarsi leggermente sulla mia, sul metallo verde. Fu un attimo. Una grande stanchezza mi pesava sulle spalle, e non riuscivo a parlare più. “Mi promettete?” Alzai gli occhi a guardarlo, e feci cenno di sì con la testa, perchè la mia gola era chiusa.

“Mamma! Andiamo?” Margherita si era alzata in piedi, Renata si stava togliendo fili d’erba dalla gonna. Avevano le tasche piene di fiori, parevano inebriate dal sole, i visi arrossati, impazienti di proseguire. “Sì. Vengo subito.” “Andate, ora. Ci rivedremo presto.” Passando davanti ai soldati, vidi le loro facce imperturbabili sotto gli elmetti. Nessuno pareva essersi accorto di nulla. Non era successo nulla, solo i miei piedi erano pesanti come piombo. “Mamma, dai!” Le raggiunsi, come ubriaca. “Ma che ti faceva vedere, quello?” Gli occhi neri di Margherita cercavano, senza riuscirci, di scrutarmi dentro. “Il binocolo, come funziona il binocolo. Se ci sono ancora, quando torniamo su gli chiederò di farlo vedere anche a voi.”

Presero a correre per la discesa, verso Santa Chiara, lasciandosi spingere dalla forza di gravità, perdendo fiori qua e là, ridendo nella polvere. Anch’io mi abbandonai all’ineluttabilità della discesa, a passo veloce, e scendendo sfioravo con la mano la siepe di rovi che costeggiava la strada, e col dolore del contatto mi impedivo di pensare. Ma mi muovevo nella sua lente, lo sapevo bene, catturata dal suo occhio che mi seguiva, presa in esso e dunque libera.

Dopo un’ora, al ritorno, su al bivio non c’era più nessuno. Due tracce di pneumatici, qualche mozzicone di sigaretta, i buchi del treppiede. Le ombre ora lunghe dei cipressi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: