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Veramente liberi

21 agosto 2013

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Come si è veramente liberi?

Sull’aereo che mi riportava al Grande Nord ho letto un’intervista interessantissima a Gherardo Colombo a proposito del libro che ha scritto insieme a Elena Passerini: “Imparare la libertà. Il potere dei genitori come leva di democrazia”.

Mi è capitato di rado di sentirmi in una simile sintonia con qualcuno come mi sono sentita leggendo le risposte di Colombo alle domande che gli ha posto la giornalista.  Su questo tema difficile, l’educazione alla libertà, mi è parso che lui riuscisse ad esprimere quello che ho sempre pensato, e per “sempre” intendo da quando ho una figlia e mi devo quotidianamente giostrare tra conflitti, intenti educativi, scoppi emotivi e un sistema scolastico alternativo che ho scelto consapevolmente per lei. Tutto questo, in una società come quella norvegese, che ha un’idea educativa e rieducativa molto lontana da quella italiana, ma molto affine al mio modo di sentire. Uno dei motivi per cui sono qui è che ritengo, nonostante tutto, che sia meglio per lei crescere qui. Ma leggere Colombo mi ha rincuorata: anche se il suo è un pensiero della minoranza, anche in Italia esistono dunque persone che condividono le mie opinioni.

Leggo:

“La scuola non serve a conquistare un pezzo di carta per una professione più remunerativa di un’altra, ma a darti quell’insieme di conoscenze che ti aiuta a fare ogni tua scelta con piena consapevolezza.”

“Se sei promosso, ti regalo il motorino, promettono molti genitori, trasformando un mezzo di locomozione in un premio: Ma è come dare uno zuccherino all’animale addestrato che ha compiuto il suo esercizio alla perfezione.”

“Il metodo educativo più efficace è il comportamento, dare il buon esempio. Non si può predicare una cosa e farne un’altra. L’incoerenza dell’educatore vanifica tutte le sue belle parole.”

“Gli adulti, più che educare spesso addestrano i bambini all’obbedienza, mentre bisogna prepararli a prendere decisioni e condividerle con gli altri.”

“Non credo nella funzione rieducativa della punizione. Il carcere non serve a nulla, anzi, è l’incubatrice di nuovi delinquenti.” Non imporrebbe il carcere neanche ai ragazzi responsabili di atti di bullismo o di stupro? “Neppure a loro. Ovviamente, chi è pericoloso per gli altri deve essere messo in condizione di non svolgere la sua pericolosità. Ma la strada della riabilitazione non è quella di aggiungere sofferenza a sofferenza. Non si cura il male con altro male. La via giusta è quella di rendere le persone consapevoli del male che hanno fatto. C’è un sistema, adottato in tanti Paesi, ma non nel nostro, se non artigianalmente: si chiama giustizia riparativa. La sua finalità è riparare al dolore procurato alla vittima e rendere l’autore consapevole di quel che ha fatto, ma senza che rimanga schiacciato dal senso di colpa. “

 

Si è veramente liberi, allora, quando si è posti in grado di prendere le proprie decisioni, quando si è consapevoli delle nostre responsabilità e delle conseguenze che queste hanno per gli altri, quando si è educati non all’obbedienza (e quindi a come meglio eluderla, o fare in modo che gli altri obbediscano a noi) ma alla responsabilità. Si è liberi quando si è in grado di comunicare e gestire conflitti con gli altri senza isolarsi, senza aggredire, rispettando le opinioni altrui avendone raggiunte di proprie.

E mi rendo conto che hanno ragione i norvegesi quando dicono che “i figli sono in prestito” – il nostro compito, il nostro “potere” per il tempo in cui ci sono dati in cura, è renderli in grado di essere liberi e responsabili, autonomi nelle loro scelte e quindi in grado di amarci veramente, cioè di staccarsi da noi per farsi una vita propria.

Perché la libertà si impara nella libertà.

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3 commenti

  1. Educazione, liberta’, figli. Un pensiero per i fratelli Cervi una famiglia distrutta dal dolore. “dopo un raccolto ne viene un altro” la forza di continuare con gli stessi principi ed ideali per crescere i nipoti rimasti senza i padri, morti per difendere il diritto alla liberta’


  2. i figli sono in prestito, mi piace, ma ora aggiungerei: anche i genitori sono in prestito, quindi non maltrattateli, non sgualciteci ma soprattutto perdonateli


  3. @Zefirina: Verissimo – anche i genitori sono in prestito, non sai per quanto li avrai e bisogna tenerli bene perchè fanno quello che possono. Io spesso lo dico a mia figlia: sto facendo del mio meglio, magari sbaglio ma ci sto provando. E lei – se in quel momento non è troppo arrabbiata – capisce.



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