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La vena giugulare (sonetto)

29 luglio 2013

 

Il luogo che io canto è peculiare

è nodo palpitante d’infinito

col polpastrello ne tasto l’ordito

con la mia lingua lo ascolto pulsare. 

 

Qui sento l’onda sfigmica vibrare

qui del cuor freno l’ala con un dito

qui batte la tua vena il suo spartito

qui sfioran le mie labbra il tuo ansimare.

 

Il polso sul tuo collo io lo divino

tachi, bradi, persino l’aritmia

del tuo miocardio io qui la so auscultare.

 

Forte pulsa la vena giugulare

rapida o lenta, fine melodia

musica, che scandisce il mio cammino.

(sempre nell’ambito di questo gioco – appena pubblicata qui)

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