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23 luglio 2013

 

bakklandet-3

 

 

“Una ardente facoltà di contemplazione amorosa, là dove il possesso sarebbe più naturale e gratuito: forse è questa – contro ogni apparenza – la vera giovinezza; quella che nel poeta, nell’uomo di cuore, si prolunga fino alla morte”.

Cristina Campo – “Due poeti”

 

 

Temperatura perfetta.

Leggero vento di mare, vie silenziose, ruote di bicicletta sull’acciottolato sconnesso. Lieve tessitura di nuvole nel cielo azzurro brillante stoviglia. Le sfumature pastello delle case di Bakklandet, la carezza del sole sulla pelle.

Per la prima volta in quasi vent’anni sento di amare questo luogo intensamente, non è mio eppure posso amarlo, questa spiaggia dove l’oceano della vita mi ha posata e dove ho sofferto la solitudine e il gelo e il buio ma dove anche sono stata accolta e riparata e lasciata crescere e amata e dove ho concepito e partorito mia figlia. E mia figlia ora cresce qui come un fiore di mare nel vento, e ha i capelli pieni d’onde e lo sguardo fiero e intelligente, e non conosce ancora il dolore.

Leggero vento di mare. Contemplo questo luogo che non possiedo, questa vita che non possiedo, con meraviglia.

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10 commenti

  1. sempre poetica … questo post trasmette serenità


  2. Questo forse è il segreto della felicità: non smettere di meravigliarsi. Grazie per averci fatto partecipi


  3. @Zefirina: Mi fa piacere!

    @Nidia: Felicità è una parola grossa… amore per la vita.


  4. Non li possiedi…ma sono i tuoi luoghi, la tua vita.


  5. @Tania: Sono anche questi, perchè sono anche questa.


  6. Che bello questo tuo pensiero, questa sorta di ‘immersione’ nel luogo, una moderna ‘infinita’ sensibilità nello spazio che ci accoglie, dove il ‘naufragar m’é dolce in questo mare’. È quel senso di conquista di quell’aria che ci consola in un pomeriggio di luce bella e limpida; pura come l’ho vista dalle tue parti qualche anno fa.
    A volte ci scontriamo con i sogni, con i progetti e con tutto il resto, perdendo poi di vista tutta la vita che intanto scorre e ci trascina con se in un turbine emotivo che non conosce freni. Mi rende felice ascoltare parole come le tue, perchè mi fanno pensare che in un mondo alla deriva, la gioia, la serenità e l’accoglimento della bellezza sono possibili solo per mezzo della nostra volontà; in una sorta di nuovo umanesimo, fatto di persone e di gesti e coralità!
    Buone tante altre giornate


  7. @Lois: Grazie di quello che scrivi. La penso come te. Io credo che accogliere la bellezza, riconoscerla e goderne senza impossessarsene sia qualcosa che arricchisce la nostra vita, che di per sè è tanto dolorosa. Si tratta appunto di volontà, o meglio di un atteggiamento mentale. In qualche modo, me ne rendo conto, questo è un lusso – ma il vivere in un angolo di mondo “facile” e “pulito”ha il suo prezzo. Nel luogo bellissimo e tormentato dove vivi tu, la vita è più forte, più violenta, più saporita. Ovunque si viva, però, nulla è gratis.
    E sono soprattutto d’accordo sull’aspetto relazionale, comunitario, che sottolinei tu: la meraviglia, e la gioia, vanno condivise.


  8. “Dum fata sinunt vivite laeti”
    diceva Seneca, per quello che possiamo allora proviamoci!!
    Buona serata


  9. e’ sempre cibo per l’anima passare di qui a leggerti.


  10. E quindi, Elisewin cara, per me ha senso continuare a scrivere.



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