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Luoghi santi

10 luglio 2013

“L’amore, come la nostalgia, fabbrica luoghi santi”

Vladimir Jankèlèvitch

  

Attraversare sempre lo scarto, infimo e infinito, tra il possibile e l’impossibile. Saper accendere, e preservare, la fiamma – finchè c’è la nostra vita, e oltre la nostra vita. Continuare a fabbricare luoghi santi, in un infinito narrarsi del passato nel presente. Continuare il lavoro dell’amore, che tenta di superare lo scarto e non vi riesce mai, ma in questo tentativo illumina, guida, dà senso. Attingere da ciò che siamo stati, e da tutti quelli, senza nome, che sono stati prima di noi. Tramandare la fiducia nell’impossibile a quelli che verranno.

 

 

“Che il presente significhi vita, e il passato morte, è una falsa ovvietà, allettante e fuorviante. Ciò che di vivo esiste nel presente è soltanto il riaffiorare di una vita del passato. “

Giorgio Colli, “Dopo Nietzsche”


 
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