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Le cose che non esistono

3 luglio 2013

 

“Le cose più importanti sono quelle che non esistono, o esistono appena.”

(Vladimir Jankelevitch)

 

Ci sono realtà volatili, fragili, instabili, o anche troppo dolorose per poter esistere. Non a tutti è dato di sentirle – molti, inconsciamente, le temono. Molti non sono pronti, capaci.

Nel film “Stalker” di Andrej Tarkovskij, entrare nella “Zona” richiede coraggio, ma richiede anche una trasformazione: cautela, sussurro, perizia, prudenza. Silenzio. Si entra nel terreno del sacro, del mistero. Nella Zona si agisce diversamente, perchè si è diversi – se si ha il coraggio di entrare, si acquista il coraggio di guardarsi dentro: si è esposti, e nudi, e veri.

Nel silenzio, le cose che non esistono ci parlano. Liberi dall’abitudine e dal rumore di fondo, ci apriamo alla percezione. E dobbiamo muoverci, camminare, procedere, ma evitare i passi falsi. Occorre attenzione, ascolto, oltre la frontiera trasparente. Tutto è rarefatto, e lo si afferra con acuta leggerezza, osservazione minuta, gesti minimi ed essenziali, rispetto. “A cuor leggero, con mani leggere”, scriveva Cristina Campo.

Il terreno è minato. Entrare è difficile e pericoloso. Solo gli Stalker ne escono, messaggeri del sacro, condannati a rientrarvi. Ci aiutano a cercare le cose che non esistono.

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