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Vagamente endorfinica

12 maggio 2013

 

 

 

Sono una persona molto poco atletica – la mia pigrizia é proverbiale, anzi leggendaria.

Ho sempre preferito attività sedentarie, in primis leggere, all’attività fisica. Forse anche perchè sono stata allevata più o meno dai nonni, come un vaso di porcellana Ming: non sudare, non cadere, non infrangerti, non farti male. Sono il tipo che a scuola cercava di sgamare le ore di ginnastica accusando malori, che poi ha sempre adorato gli ascensori, le scale mobili, tutto ciò che permette insomma di arrivare dove si deve arrivare col minor sforzo possibile. Non ho mai fatto sport, ad eccezione dell’equitazione: uno sport dove si sta seduti, e dove la perizia consiste appunto nel far fare a qualcun altro (il cavallo) quello che deve fare. Anche in questo frangente, del resto, riuscivo solo a trasmettere la mia pigrizia al quadrupede, che è comunque, di norma, pigro di suo. Scarso sforzo, scarso successo. Ma mi stavano bene gli stivali.

A quarant’anni, poi, ho scoperto la palestra.

Inizialmente ci andavo con una collega: sembravamo due dinosauri asmatici. Coordinazione, zero. Fiato, men che meno. Polso a duemila dopo due minuti di spinning. Difficoltà enormi nel sollevare un peso da cinque chili. La collega si è arresa. In me invece è scattato qualcosa: dopo la sofferenza delle prime volte, è subentrato con straordinaria rapidità il “trip” da endorfine: e se ne può diventare dipendenti, anche se non l’avrei mai creduto. Ho dovuto superare lo scoglio del “fiatone” – qualcosa, nel mio immaginario di iperprotetta,  di potenzialmente pericolosissimo. Tuttora devo combattere con una voce interna che, verso il quarto minuto al massimo delle pulsazioni, mi intima di fermarmi perchè sto per morire. Solo che, adesso, io so che non sto affatto per morire, che non solo sopravviverò per almeno altri 40 minuti, ma che lo rifarò, almeno tre volte la settimana, e che mi farà molto bene.

Se io smetto di andare in palestra regolarmente, anche per poco, immediatamente compaiono il mal di schiena, il mal di nuca, le tensioni muscolari, il mal di testa. Non solo: ma se io un giorno non mi sento in forma, se ho voglia di stendermi sul divano e invece mi costringo ad andare in palestra, ne esco dopo un’ora completamente “guarita” e di umore incomparabilmente migliorato. Il problema è solo superare quella soglia: uscire di casa, andarci – il resto viene da sé.

Ora, non è che io sia diventata atletica. Tutt’altro. Non ne ho il fisico, la natura, la costituzione. Ho bisogno di un istruttore cattivo che mi urli di non smettere, di fare ancora una serie, ho bisogno del gruppo, della musica, del non poter mollare davanti a tutti. Da sola non posso allenarmi: sarei troppo indulgente. Tre ore di palestra la settimana non bastano comunque a diventare atletici. Avrò sempre le mie ciccette, sarò sempre un tipo da divano, da caffè, da tavolata. Sono ancora pigra, e golosa. Però, l’attività fisica mi ha fatto e mi fa dei regali: a quasi cinquant’anni, son soddisfazioni:

Riuscire a scattare di corsa, in salita, per non perdere l’autobus, lasciando indietro ragazze che hanno la metà dei miei anni

Fare sei piani di scale rapidamente senza fiatone

Frenare la perdita di massa muscolare, che dopo i quaranta è continua e inesorabile (per dire: non farsi venire le “ali da pipistrello” )

Sentirsi in una forma infinitamente migliore di dieci anni fa

Non avere mal di schiena, mal di spalle, dolori articolari, torcicollo. Non soffrire di ipertensione.

Poter mangiare sostanzialmente quello che mi pare senza esorbitare (in realtà, questo per me è il motivo principale per cui faccio attività fisica: la gola) – eppure controllare l’appetito

Stare bene nel mio corpo: un corpo che funziona, che fa tutto quello che gli dico di fare, che è affidabile

Poter “buttare fuori” con una bella sudata le tensioni, le ansie, essere corpo, movimento, forza.

Non è poco. E poi, appunto, ci sono le endorfine: la sensazione che si prova dopo un’ora di allenamento duro, quando si è fatto la doccia e finalmente si recuperano gli zuccheri con qualcosa di buono, può vagamente ricordare, credeteci o no, le sensazioni di appagamento che si provano in altri frangenti.  Vagamente. Piacevole. Runner’s high.

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4 commenti

  1. Benvenuta nel mondo dell'”attività fisica” .. E non è che io sia un’atleta! Per dire, in questo momento non sto facendo nemmeno un corso settimanale in palestra, però, però, bene o male ho sempre fatto un po’ di sport e ne conosco bene i benefici soprattutto mentali. Aggiungo, anch’io sono estremamente pigra ma so quanto ci si senta bene dopo e quanto sia utile essere in forma per alzarsi dal divano senza fatica o quanto sia bello poter togliersi qualche sfizio goloso. Quindi ben venga lo sport e…. che serva da monito anche per me, per ricominciare.


  2. Duda cara, alzati immediatamente da quel divano, è un ordine! 😀

    Ormai sono sette anni dal mio incontro con uno step sulla via di Damasco, e ormai non potrei tornare all’esistenza larvale e perduta di prima, neanche se volessi – le endorfine danno la stessa dipedenza dell’eroina, cara mia, solo che quella ne inibisce la produzione sostituendola con il proprio fantasma. Il che, se ci si pensa, è estremamente perverso.

    Buon inizio attività!


  3. Il vero pigro, comunque, sceglie sempre il divano, non c’e’ pro o contro che tenga. Ormai sei troppo virtuosa per definirti pigra…!


  4. In realtà, Tania, io sono una virtuosa del divano: riempio i teatri con le mie esecuzioni!



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