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Il segnale

22 aprile 2013

Lunedì mattina, le 7.45, ho dormito male, tira vento.

Salgo sull’autobus che mi porta al lavoro. Faccio passare la card dal sensore posizionato accanto all’autista: non funziona. Riprovo. Sul display appare: importo insufficiente. Ma io ho  “riempito” la card con duecento euro due giorni fa, utilizzando il sito dell’azienda trasporti, dove dice “dal giorno successivo al versamento la card sarà operativa”. Come no.

L’autista mi guarda placido: “Non ci sono soldi”. “Sì che ci sono” gli abbaio io di ritorno “L’ho appena ricaricata con 1500 corone”. Provo freneticamente a ripassarla dal sensore, stesso piip desolato: rifiutata. L’autista replica “Sì, dicono che sarà operativa dal giorno dopo, ma poi non è vero. Ci vogliono almeno tre giorni.” Io naturalmente non ho contanti. Mi pare che tutti mi guardino. “Vuol dire che pagherò con un sms”. Per pagare il biglietto devo mandare un sms al numero dell’azienda, e aspettare la conferma del pagamento che arriverà dopo qualche secondo. L’autista mi guarda, poi fa ripartire l’autobus. Noto che sorride. “Fai pure con calma. Non ti arrabbiare.” “Non sono arrabbiata. Non sono per niente arrabbiata. Sono… irritata.” “Ecco, irritata.” Il sorriso si allarga. “Ma non essere irritata con me”  “Ma no, non ce l’ho con te. Ce l’ho con questo coso che non funziona!” Ora ride. È uno dell’ovest, ha la “erre” moscia. È un signore attempato, calvo e un po’ grigio, con la camicia ben stirata da mani premurose, e mi sento una stupida. Cerco di tenermi in equilibrio ad una curva, mentre sento che mi vibra in mano l’sms di conferma: pagamento registrato. “Non sono irritata con te – gli ripeto, e ora sorrido – anzi se non stessi guidando ti meriteresti un abbraccio. Buona giornata!” Lo sento ridere mentre vado a sedermi.

Mi siedo e penso: “Ce ne fossero di persone così.” Infilo il cellulare in borsa. Ce ne sono: sta a noi lasciare che ci trovino. Il segnale per riconoscerle è un sorriso.

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6 commenti

  1. Ce ne sono, non sono tante, ma ci sono Pioggia Blu, e per fortuna!

    Come ci sono persone che attirano solo persone negative (perchè forse esse stesse sono negative o si pongono male o con brutto modo o maleducazione nei riguardi degli altri),
    tu invece attiri o …ti fai trovare da quel tipo di persone deliziose e rare (come l’autista) che con “poco” riescono a metterti in pace con il mondo.
    Ah, la forza di un sorriso! 🙂

    Buona giornata
    ciao Ondina


  2. Cara Ondina, sai che io non penso che siano così rare queste persone? Penso invece che questa potenzialità esista in quasi tutti, ma che venga tarpata da situazioni contingenti legate al modo in cui si vive. Non penso che fosse un uomo straordinario. Penso che fosse un uomo normale, che probabilmente, almeno in un certo grado, sta bene con se stesso. E penso che il tipo di società in cui vive, le sue condizioni di lavoro, la sua qualità della vita, aiutino.

    Detto questo, è verissimo che il sorriso apre molte porte. Si dice dei newyorkesi che siano stressati e mai gentili coi turisti: io devo aver incontrato solo eccezioni. Uno ha perso almeno dieci minuti a spiegarmi il funzionamento della biglietteria automatica dall’A alla Z, diversi vedendomi con la cartina mi hanno chiesto dove volevo andare e mi hanno spiegato la strada.

    C’è anche da aggiungere che io se raramente incontro persone negative divento di Teflon: antiaderente.


  3. 🙂
    Son d’accordo con te, Arte, probabilmente questa potenzialità è tarpata pure dal fatto che in questa nostra (brutta) società ci si deve mostrare forti e duri (poveri noi!) 😦

    Simpaticissima l’immagine di te in versione “teflon”: ma credo sia pure molto salutare! 🙂
    Buona giornata
    Ondina


  4. Un sorriso ci unisce umanamente e basterebbe; scusami, ma quello che mi fa sorridere di più è il motivo per cui ti sei arrabbiata; cosa per la quale sei già lontana anni luce da quaggiù!! Giustamente, hai pagato per un servizio che ti avrebbero dovuto attivare in 24h e così non è stato, ma poi è stato sufficiente un sms per rientrare nei ranghi (l’autista solidale, tra virgolette, è stato un di più!!)… di servizi e di diritti/doveri ormai da queste parti non ce ne sono più… ti dico solo che la scala mobile della metrò che abitualmente prendo è ferma da novembre 2012, con tanto di locandina, avvisa mese dopo mese posticipa della consegna dei lavori (che di fatto non esistono… non c’è cantiere, ne operaio)…il biglietto bisogna obliterarlo prima…
    Ma il problema per me non sussiste (a parte la rabbia), è che in sostituzione non v’è ascensore ne altro, ma solo una ripidissima discesa con un centinaio di scalini, impercorribile per gli anziani, i disabili e le mamme con i carrozzini…
    Scusami, non era per polemizzare, ma il sorriso che mi è spuntato sul viso era per nascondere la rabbia!
    Buona serata 🙂


  5. Si, forse ce ne sono e noi dovremmo tutti sorridere di più. E’ pur vero però che a volte è difficile sorridere se ti trovi di fronte a situazioni come quella che descrive lois. Cerchiamo comunque di sorridere sempre, secondo me un po’ aiuta.
    I newyorkesi sono gentilissimi 🙂


  6. @Lois: Adesso mi verrebbe da scriverti: Ma voi avete il sole, il Vesuvio, le sfogliatelle e la vista da Sant’Elmo, mentre io stamattina avevo cinque gradi, grigio e vento.
    Potrei scriverlo, e lo penso.
    Però so anche che a Napoli la disoccupazione è al 47%, so le difficoltà che comporta viverci e le preoccupazioni e le frustrazioni, e la difficoltà di sorridere.Un episodio: una delle pochissime volte che mi sono imbattuta in una persona estremamente scortese è stato alla stazione centrale di Napoli, davanti a una biglietteria automatica. Non è un caso: è un’espressione di disagio, e colpisce tanto di più in quanto è in contrasto con gli altri aspetti del luogo, nel quale, come sai, mi sento singolarmente a casa.

    @Duda Tissa: Ciao e benvenuta. Infatti, vedi quello che ho scritto a Lois. Purtroppo a volte è un brutto circolo, è difficile sorridere se uno non vede nessun motivo per farlo.

    I newyorkesi sono gentilissimi, sì, e guarda, persino i camerieri parigini lo sono. Questi ultimi vanno solo saputi prendere per il verso giusto. 🙂



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