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Costassù e costaggiù

28 marzo 2013

In Italia è pericolosissimo tuffarsi in acqua dopo aver mangiato: viene la “congestione”.

In Norvegia, tutti si tuffano a stomaco pieno in acque gelide e la congestione non sanno neanche cos’è.

In Italia, i bambini vanno in bicicletta senza casco.

In Norvegia, grandi e piccoli usano il casco da bici.

In Italia, se fa freddo non si portano fuori i bambini piccoli.

Nelle scuole materne norvegesi i bambini piccoli dormono all’aperto ogni giorno, con temperature fino a meno 10 gradi.

In Italia, quando ero piccola, era molto pericoloso sudare giocando.

In Norvegia non è pericoloso arrampicarsi sugli alberi e anzi già all’asilo tutti lo fanno tranquillamente.

Eppure sono gli alberi italiani sono in genere  piu robusti.

In Italia, se piove, non si fa ginnastica all’aperto. Anche se è primavera, perchè ci si può ammalare.

In Norvegia ci si ammala se si dorme a finestra chiusa.

In Norvegia non si vende l’Aulin perchè fa male ai reni.

In Italia non fa male.

In Italia si sente dire che uno schiaffo da un genitore non ha mai fatto male a nessuno.

In Norvegia per questo possono dare tuo figlio in affidamento e condannarti ad una pena detentiva.

In Norvegia è impossibile acquistare legalmente alcol o sigarette prima dei 18 anni.

In Norvegia è normale che i giovani tornino a casa completamente ubriachi dopo le feste.

In Italia è pericoloso fumare ma non tanto.

In Norvegia è pericolosissimo, costosissimo e bruttissimo fumare. Eppure alcuni fumano.

In Norvegia non si può venire bocciati. Solo agli esami universitari sì.

In Norvegia, tutti gli esami universitari sono scritti, e anonimi.

In Norvegia si paga quasi tutto con il bancomat e nessuno ha piu contanti in tasca.

In Norvegia è considerato scortese puntare il dito a qualcuno, interrompere, non ringraziare, dopo aver mangiato,  chi ha cucinato, non finire il cibo nel piatto.

In Italia, può accadere che se finisci tutto ti riempiranno il piatto di nuovo.

In Italia, se ti togli le scarpe in treno ti guardano malissimo.

In Norvegia, il massimo della cafoneria è entrare in casa di qualcuno senza togliersi le scarpe.

Mia figlia è norvegese.

Mia figlia è anche italiana.

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17 commenti

  1. E come fa? Si adatta all’ambiente o prende il meglio delle due culture?


  2. Prende il peggio delle due culture!
    😀

    No, scherzo. Diciamo che per ora le abita entrambe, entra ed esce a seconda di dove si trova, e se non altro le mette in prospettiva e le relativizza, pur appartenendo ad entrambe.


  3. Paese che vai, usanze che trovi. Ho visitato la Norvegia qualche anno fa e l’ho trovata splendida. Pulita e “pura”. Probabilmente con tutte le sue contraddizioni si pone sulla base di un rispetto sociale e sulla forza di un’etica che da noi non è affatto presa in considerazione. Tua figlia in Norvegia cresce come cittadina, con diritti e doveri, in Italia (oggi più che mai) probabilmente si ritroverebbe perplessa e disorientata di fronte alla maleducazione ed all’assoluta mancanza di rispetto per gli altri.
    Probabilmente (e lo dico con la tristezza nel cuore), in questo momento è giusto che lei cresca a meno 10°!


  4. Lois, anch’io sono convinta che la Norvegia sia il paese al mondo dove è piu bello e sicuro e divertente crescere. Il problema può sorgere quando, da Paperopoli, ci si sposta nel resto del mondo. Però è anche vero che i giovani norvegesi soggiornano all’estero come forse nessun altro, visto che si può scegliere se studiare in Norvegia o altrove e si hanno gli stessi aiuti. E vedo che se la cavano benissimo. E allora mi dico che crescere in società dove si dà piu valore allo spirito di collaborazione che alla concorrenza, e dove l’attenzione etica è forte, non comporta, come vorrebbe il mito, un’ingenuità che renderebbe inetti a cavarsela e riuscire altrove, ma al contrario, “equipaggia” di valori e capacità che aiutano ovunque.
    Spero e mi auguro che questo valga anche per mia figlia.
    E che anche quello che vede e impara in Italia (e non sono solo cose negative, anzi!) le serva a capire meglio la complessità del mondo e delle sue realtà.


  5. Verrebbe voglia di viveri, giusto ieri riflettevamo con Vale se fosse meglio per Lori l!Olanda o l’America, l’Italia non é stata presa in considerazione, forse solo per l’università …..triste realtà


  6. Hmmm Zefirina, mi sa che si è persa qualche parola nel tuo commento, (non credo vi manchino i viveri in California)…

    Ma ho capito il senso!


  7. verrebbe voglia di dire tante cose, ma prevale la tristezza per un paese comunque in disfacimento, a tutti i livelli. mah.


  8. @Animapunk: Sì. Ma anche no. La tristezza c’è, ma non deve prevalere. Mia figlia è appena rientrata da un soggiorno scolastico in Italia, e abbiamo conosciuto persone brave, disponibili, preparate. Esistono sacche di pace, bolle di speranza, piccoli fuochi. Esistono ancora a dispetto di tutto. Ma lo so che è tutto molto difficile.


  9. Anche i miei figli stanno un po’ a metà del guado, però sempre più spesso mi viene la tentazione di fargli fare qualche mese di scuola tra i miei paesetti sotto il Gran Sasso. Per fargli provare la differenza, per provarla io, e perché tutta una serie di questioni che hanno a che fare con com’ è figlio 2 e come cerchiamo di aiutarlo, ecco, ho idea che in una scuola italiana, con dei bambini italiani improvvisamente smetterebbero di essere un problema. E fargli provare per un po’ che non è lui il bambino problematico, è il posto in cui è nato che nn è pronto a quelli come lui, forse a 9 anni, per qualche mese gli farebbe bene (non mi illudo che nel paesetto di stronzi ottusi i problemi non potrebbero essere altri, ma nei paesetti lo scemo del villaggio in genere viene accettato e in qualche modo inglobato, non si cerca di trasfrmarlo a tutti i costi in qualcosa che non è, e se non si adatta il reprobo è lui). Scusa lo sfogo, ci penso d qualche mese, la tabella comparativa me l’ ha tirato fuori.


  10. @Barbara: Io l’ho appena fatto, mia figlia è reduce da un soggiorno scolastico in Italia e si è trovata benissimo! Lei si trova benissimo anche qui, comunque il discorso è la diversa angolazione, una sorta di triangolazione geodetica che permette di stabilire posizioni e distanze. Pensavo di farci un post ma te lo dico già qui: fatelo!


  11. Ciao…carino la stessa lista vale anche UK-Italia (tranne il dormire fuori a -10 forse, ma qui -10 sono davvero rari!).
    Sara’ l’Italia ad essere strana,uhmm, particolare?
    Mi piace molto la Norvegia, ho lavorato tanto con i norvegesi, uno dei miei migliori amici e’ norvegese, per un lungo periodo di tempo coprivo settimanalmente la tratta Londra-Oslo-Hangelsud-Mongstad…
    Pero’ non ho mai avuto il coraggio di trasferirmi a Oslo, pur avendone (tutt’ora) la possibilita’.
    Fa freddo.
    Ora ho scoperto il tuo blog e ho tutta l’intenzione di leggerlo, chissa’ magari mi fara’ vedere le cose da un altro punto di vista!
    Un saluto.


  12. @Camomilla, benvenuta su Pioggia Blu.

    Direi che sì, indubbiamente, è l’Italia ad essere particolare, assolutamente particolare, un paese unico al mondo (in ogni senso).
    Freddo in Norvegia? Bah. Sì. Sì e no. Il problema non è il freddo. Io soffro molto più freddo in Italia, in inverno. Qui le case sono caldissime e ti vesti in maniera appropriata al clima. Poi preferisco di gran lunga il freddo asciutto di qui al clima freddo umido di Londra. Il problema è piuttosto la lunghezza dell’inverno, che è notevole. Ma almeno uno qui si può permettere di viaggiare.

    Il mio blog, però, parla relativamente poco della Norvegia. Spero che ti piaccia comunque.
    🙂


  13. Si, mi piacera’ comunque.

    Anche io trovo che il problema sia piu’ che il freddo in termini assoluti (e si anche qui vale lo stesso per le case ben riscaldate e i vestiti appropriati, infatti ogni anno a Natale a casa di mia madre congelo) e’ la lunghezza dell’inverno e la variabilita’ del clima.
    L’umidita’…no, alla fine penso sia piu’ un mito, non credo che a Londra piova veramente piu’ che a Oslo e ci sia piu’ umidita’.
    Pero’ ho il nettissimo ricordo delle orecchie che pungevano dal freddo al calar della notte quando ero li, sia al nord, a Mongstad, che al sud.
    Ma capisco che dopo un po’ ci si abitua anche a questo!
    Sai qual era la cosa che adoravo di piu’?
    Prendere un caffe’ bollente all’aperto sotto il fungo riscaldante con quelle meravigliose copertine a disposizione dei clienti all’esterno dei caffe’ sulle gambe.
    E’ stato proprio in uno di quei caffe’ che io e mio marito abbiamo deciso di lasciare l’italia la prima volta!

    A presto.


  14. Per me, a dirla tutta, ancora piu della lunghezza dell’inverno il problema è la mancanza dell’estate. Ma bisogna ovviare spostandosi, appunto, e lavorando duramente su se stessi…

    Mongstad per te sarebbe il nord? Io vivo ben piu a nord…
    Per me è Mongstad è l’Ovest, clima atlantico, quindi sì, umido. Comunque, è inutile, qui fa freddo ovunque.

    Io sotto al fungo con la copertina ci sto nelle notti “estive” (perchè tanto prende il freddo anche d’estate) quando si sta fuori tutta la notte perchè fa luce.

    A me Londra piace moltissimo ma credo che la Norvegia sia il paese dove è più facile essere genitori e più bello essere bambini – ma non posso fare confronti perchè non ho mai vissuto a Londra.


  15. Eh si piu’ a Nord di Mongstad non sono mai stata…
    Anzi aspetta, una volta di sfuggita a Trondheim, ma no per me e’ veramente troppo Nord.

    E’ la mancanza dell’estate. Eggia’. E’ proprio cosi’. E qui e’ la stessa cosa!
    Me le ricordo molto bene le giornate lunghissime norvegesi anche perche’, almeno dove ero io, alle 15.30/16.00 erano tutti via dal lavoro (compresa io) e facevo lunghissime passeggiate in solitaria per i percorsi pedonali lungo i fiordi intorno ad Haugesund. per poi cenare al porto.

    Noi stiamo molto bene a Londra, crescere un figlio/a/i/e qui e’ molto piu’ semplice di quello che possa sembrare dall’esterno.
    Poi dipende dalla propria personalissima scala di priorita’.
    Questa citta’ offre veramente tanto a tutti, basta volerlo.

    Per ora a noi va benissimo cosi’, almeno fino alla fine della primary school della piccola staremo qui.
    In teoria.
    Poi si vedra’.


  16. Ho appena inziato a curiosare su questo tuo blog.
    Mi piace. Mi piaci (ma già lo sapevo).
    Anche a ME Mi piacerebbe abitare in Norvegia, perchè amo il freddo e detesto il caldo e la luce.
    Allo stesso tempo (al di là delle mie scarse risorse economiche) non potrei mai lasciare l’Italia, la mia bella città del tricolore, con tutti i loro difetti, spesso cronicizzati.
    Riguardo la lista, mi vien da ridere al pensiero di togliermi le scarpe in treno … fuggirebbero tutti, poveri…!
    🙂


  17. Grazie, Rita (ma ti chiami davvero Rita?). Posso consigliarti un bel pediluvio? 😉



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