h1

Al caffè Pilsen

18 dicembre 2012

dino-campana_copertina-large

Campana… l’ho visto ammattire io stesso, in una tiepida sera di primavera al caffè Pilsen, che si trovava in piazza Strozzi nel settembre 1917. Campana era apparso dal buio della strada, polveroso e stanco, con un sacchetto di tela grossa che gli faceva da baule. Veniva da Signa, a piedi, e nel moticcio delle sue scarpe c’era, infatti, qualche filo d’erba che faceva un grande effetto in quel riflesso di specchi cittadini. Ci salutò (s’era una mezza dozzina d’intellettuali) col suo consueto saluto che somigliava molto ad una cartolina spedita da lontano, e si accomodò al nostro tavolo, con l’aria di volersi nascondere all’ombra del nostro clamore, da qualcuno che certamente lo inseguiva. Questa volta, amici miei, mi finisce male. Tutti sanno che sono stato io per causa di Sibilla a rovinare la poesia nazionale, e c’è chi mi vuol morto. Questa volta non mi salvo più! Rise quasi trattenendo il suo tormento nel fondo della barba rossa, e del suo ridere amaro giunse a noi un senso quasi pauroso. Qualcuno, istintivamente, trasse indietro la sedia. Fu l’ultima sera che vidi il poeta dei Canti Orfici: l’indomani era internato al manicomio.

Primo Conti

Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare,

Sorgenti, sorgenti che sanno

Sorgenti che sanno che spiriti stanno

Che spiriti stanno ad ascoltare…

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: