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There is no such a thing

7 dicembre 2012

There is no such a thing as a dying man
we’re alive to the moment we ain’t dead
and a drowning man is just a living man
who hasn’t run out of his last bit of breath

Ben Caplan, Down to the River

 

Parliamo di morte seduti davanti al fuoco bevendo vino rosso e ascoltiamo la notte sprofondare nel silenzio. Dimentico il titolo accademico e l’età e la posizione, l’accento di Oxbridge e la sostanziale differenza tra noi, parliamo di madri, la mia che non ricordo e la tua che non ricorda più chi sei, di vecchie lettere indecifrabili e lingue che un tempo parlavamo e non parliamo più, di numeri tatuati scoperti per caso su chi non voleva mai togliere la camicia, e non so più come abbiamo cominciato, ma insomma parliamo di morte.

Non mi insegni più la statistica. Mi dici invece che, in oncologia, le più brave a stabilire una prognosi accurata sono invariabilmente le donne delle pulizie. 

Mi dici che siamo vivi, perché sappiamo parlare di morte su questa montagna di ossa calcaree e lettere indecifrabili e madri che ricordiamo e che non ci hanno dimenticati  e numeri tatuati scoperti per caso perché tutto prima o poi viene sempre a galla, come emergono gli strati di roccia e  i cadaveri, e la verità. 

Che siamo vivi, finché sappiamo di esserlo. 

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2 commenti

  1. Non so se sia la ‘stagione morta’, ma in questo periodo affiiora spesso il tema. Ho visto recentemente lo straordinario ‘Amour’ che entra nelle pieghe del dolore con grande delicatezza ma anche in modo impietoso.
    Ringraziandoti per le riflessioni e le condivisioni sempre piacevolissime da leggere, ti scrivo una poesia che io trovo molto bella:
    AMICO

    ho visitato un amico che stava morendo.
    mi perdonò di essere vivo. mi sono accorto
    che me n’ero sempre vergognato. lui invece mi spiegò
    che non era una colpa. non l’avevo fatto apposta, io.
    mi spiegò che essere vivo non era una colpa. non facevo male
    a nessuno. ma ci volle lui per spiegarmelo. a lui ho creduto.
    mi spiegò che se facevo male non era con intenzione. mi perdonò.
    mi consolò. sei simpatico, mi disse, anche se non stai morendo. nella
    vita avrai tante cose belle, piacerai alle donne. mi fece far pace
    con la vita, come si fa con una fidanzata riottosa.
    (Carlo Bordini)


  2. Cara Nidia, grazie a te.
    In effetti, si tratta esattamente di questo: perdonarsi di essere vivi. È un’arte, che alcuni apprendono con fatica.



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