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Sassi nello stagno

22 novembre 2012

 

Su questo blog sta avvenendo uno strano fenomeno.

Sempre più spesso, io pubblico post che nessuno commenta.

Dice, e dov’è la stranezza? Scrivi dal 2005, il mondo cambia, il blog è diventato un prodotto di nicchia, ora siamo tutti su facebook, su twitter, è li che si dialoga, il blog è passè. Tutto vero. Niente di strano, cose che si sanno. La cosa strana è questa: che le visite giornaliere a questo blog, cioè il numero di lettori e la frequenza con la quale mi leggono, non solo non calano, ma sono in aumento – le cifre parlano chiaro.

Lettori muti, quindi.

Lettori passivi? Mi leggono, evidentemente tornano a leggermi, mi seguono, in un atteggiamento di ricezione nei confronti di quello che scrivo. Come si legge un quotidiano, o un libro, senza pensare di scrivere all’autore.

Lettori timidi? Altri, probabilmente, da quelli che mi seguivano alle origini, non più curiosi di me ma paghi di leggere quello che scrivo, non sentono evidentemente il bisogno di esporsi e cercare un contatto.

Lettori in cerca di quiete, che vengono qui per leggere in pace e riposarsi dal chiacchiericcio che c’è “di là”? Accomodatevi su una poltrona blu, vi offro un tè e metto su le Suite Francesi. Schiff o Gould? Latte o limone?

I miei post sono cambiati. Io sono cambiata. Non sono post che invitano al commento, me ne rendo conto. Non si rivolgono, non chiedono pareri, non polemizzano. Sono sassi lanciati da me stessa nel mio stagno, introspettivi, compiuti. Come sassi, cercano il fondo. Come sassi, pesano. È un periodo così. È un bel periodo, non è un bel periodo.

Ogni tanto, ricorrentemente, mi viene il pensiero di chiudere quest’esperienza. Non lo faccio perché amo questo mio spazio, più vado avanti e più ne vedo la storia, i contorni, l’evoluzione. Per ora ho ancora qualcosa da dire, qualcosa di mio, inattuale, personale. Così come sono io ora, diversa da com’ero quando ho aperto, diversa da come sarò quando questo blog cesserà di esistere.

Ci siete, lo so che ci siete e siete sempre di più – ma siete diversi, anche voi. E mi andate bene così.

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27 commenti

  1. io colleziono sassi tra l’altro e quindi a me mi (rafforzativo) troverai sempre o quasi a commentarti, di sicuro a leggerti
    io sono meno presente sul mio blog, scrivo a singhiozzi devo aver perso qualche lettore ed averne acquistati altri, ma va bene così per me è sempre stata una sorta di terapia, il diario che non ho mai scritto quando ero ragazza.

    così è se vi piace


  2. Anch’io colleziono pietre, cioè sassi. Butta, butta.


  3. Lo dici tu stessa, spesso scrivi post che non invitano al commento, ed evidentemente sono letti e gustati così.
    Personalmente, io…bè, sono un tipo silenzioso, quindi non mi preoccupo più di tanto del silenzio altrui (nel senso che non mi faccio domande al riguardo). (O dovrei…?!)


  4. No, Tania. La differenza è che il tuo blog è sempre stato così, mentre il mio è cambiato, e io notavo appunto questo cambiamento. Senza preoccuparmi, ma facendomi domande (e rispondendomi da sola!) 😀


  5. io, ad esempio,non posso più commentare dal pc dal quale di solito ho il tempo di connettermi ad internet…non ho nemmeno più scritto.. ora ho un portatile tutto mio, ed eccomi di nuovo qui – e grazie per la musica, questa era meravigliosa 🙂


  6. anzi, dammi un consiglio, schiff o gould? o..?


  7. @Anima: Dipende dall’umore. Schiff è la perfezione, secondo me. La perfezione viva, però, non accademica. È un mio idolo, mi ha conquistata a Vienna in un concerto di tre ore e mezza con pausa di dieci minuti nella quale, non avendo precedentemente cenato, non riuscii ad arraffare neanche un salatino… una fame… ascoltavo sull’orlo dello svenimento… forse con la fame di ascolta meglio?

    Gould è Gould, non suona Bach ma Gould, ma lo trovo trascinante, mi ipnotizza.

    Poi c’è Chiara Massini che le suona al clavicembalo, se piace. Lei è bravissima, ma il clavicembalo personalmente mi “stanca”.

    Ci saranno sicuramente altri, ma io dico Schiff.

    Magari la nostra pianista qui, Tania, la pensa diversamente. Io parlo da Arte profana.


  8. grazie x tutto ciò che scrivi !!!!!
    vorrei gridare, urlare…x tutto ciò che stiamo vivendo, ma preferisco il silenzio…e leggere, sognare, sentire la musica e i libri che trovo nel tuo blog così da sentirmi tra amici e condividere ….così riparto carica e serena, sicura che ci sono ancora persone come te, come me, come chi ti segue in rispettoso silenzio che apprezzano le cose belle, imparando come te, incuriosita forse, dalla civiltà della popolazione e dalla società in cui vivi .grazie, nicoletta


  9. Io ti leggo sempre, prendo volentieri un tè con il limone e due cucchiaini di zucchero, commento solo quando mi viene spontaneo farlo, per il resto di solito, rimugino, perchè i tuoi sassi non cadono mai inosservati. E ultimamente vado molto, troppo, di fretta. Ma è solo un periodo inevitabilmente e, fortunatamente, così. Poi le acque torneranno placide e mi unirò a te a gettare i sassi dalla riva, con i rimbalzi, anche. Glenn Gould, di preferenza, ma disposta all’ascolto di Schiff senza particolari insofferenze.


  10. @Cara Nicoletta, sono contenta che Pioggia Blu per te sia questo. Mettiti comoda!

    @Rosaverde: Per forza vai di fretta, ascolti Glenn Gould! 😉
    Torneranno tempi tranquilli…


  11. In realtà sei tu lo stagno e noi i sassi, pensaci bene.


  12. @Proet, ci ho pensato un po’ – ma sei che credo tu abbia ragione? Voi, e il resto.


  13. Artepilla dimmi, c’è stata invece una flessione nelle tue frequentazioni bloggheristiche? Io commento molti meno blog di prima, ho i lettori in aumento e i commenti in diminuzione. I vecchi blogger cari hanno spesso chiuso i loro blog e io non ho moltissimo tempo per cercarne di nuovi. Il lettore non blogger però ha meno desiderio di commentare, viene genuinamente per leggere.
    Io non credo insomma che questo fenomeno dipende dalla mutazione della tua scrittura, che mi pare blanda – a me questo blog piace sempre e la qualità è sempre quella, e non è il cambiamento su certe cose. Non commento la poesia perchè sai che gnelafò. Ma questa curva che osservi che si incrocia con la curva dei lettori è un fenomeno diffuso.


  14. Zauberilla cara, sì che c’è stata la flessione! Io ormai da tempo quasi non mi tolgo più le pantofole, cioè a dire non esco più di casa, ovverosia dar blogghe. Frequento solo pochi blog scelti, tra cui sai quale, e del resto sinceramente mi interesso poco. Ho ristretto, e coltivato, un orizzonte.

    Il fenomeno dei lettori in aumento e commenti in diminuzione dunque lo noti anche tu! E probabilmente è così: abbiamo un pubblico di lettori.


  15. Avviene magari anche un’altra cosa; mi prendo a esempio. Mi capita di scrivere dei commenti (ed io non sono neanche di commento breve) ma di non postarli. Ovvero: il post suscita un ossrvazione, un commento, che poi formulo, ma poi non posto. Non sto qui a considerare sui perchè, ma propongo questa terza categoria.


  16. @Mauro: Sì, in effetti appartieni a una categoria particolare.

    Scrivere qualcosa e non postarlo parrebbe essere una sorta di spreco, ma non so poi alla fine se questo sia vero – scripta manent. E se il post “suscita”, magari, da qualche parte, il commento “re-suscita”.


  17. c’è anche il caso in cui uno scrive dei commenti molto lunghi e meditati, poi li pubblica e questi vengono ignorati o travisati e a volte anche cancellati.
    son cose che scocciano e inducono al silenzio.
    che comunque di questi tempi è prezioso.


  18. @Francesco: Se ti riferisci a questo blog, posso dirti che ho cancellato un solo commento in otto anni, e non era tuo. Ignorati, nessuno. Travisati, termine che implica una volontà conscia di interpretare in altro modo le intenzioni di chi scrive, mai. Può darsi che abbia frainteso, questo anzi è probabile, e se senti che questo è avvenuto mi dispiace.

    Ma forse il tuo era un discorso più generale.

    Comunque, il silenzio è sempre prezioso, ma io la tua voce la sento sempre volentieri (anche se a volte magari ti bacchetto).


  19. tranquilla è in generale, anzi è un Generale.


  20. anzi, ne approfitto per annunciare che per qualche tempo non commenterò più né qui nè altrove, né col mio nome né collo pseudonimo di Proet, una contrazione di un vecchio nick usato precedentemente solo in un altro blog e ripristinato per non essere bannato dove sai.
    noi ci sentiamo private.
    saluti a tutti


  21. @Proet aka Francesco: Resto di stucco: è un barbatrucco!!!


  22. ! ah ecco ergp proet me l’ha fatta:) il generale ero io, e francesco ne deve essere in qualche modo ossessionato, se continua con lo pseudonimo a voler entrare per forza. Questa cosa mi lusinga – ma conferma un giudizio di valore su chi l’ha fatta – come persona disonesta e poco gradevole -che usa gli spazi e le relazioni per scopi viscerali e personali. Scusaci artepilla se ci siamo serviti del tuo spazio – francesco servendoti di un tuo post senza che gliene fregasse minimamente per arrivare a me, e io per rispondere a lui. Mi ritiro e non risponderò a francesco proet nè qui nè altrove. Almeno fino alla sua prossima ricomparsa in altre forme:)


  23. … Latte? Limone?


  24. io non commento ma, per dirla alla Moretti, “vi amo tutti voi che state in questo blog” 🙂


  25. Prova


  26. Io non commento piu’ per due motivi. Uno superficiale: WordPress mi chiede una password che ho cambiato varie volte dopo essermela dimenticata, e al secondo o terzo tentativo cancella il mio commento, il che e’ davvero una rottura (da qui la prova del post precedente).

    E poi perche’ i tuoi post sono davvero molto introspettivi, a volte anche un po’ ermetici. Mi ricordano certi brani musicali bellissimi che ascolto ma, anche quando dovrei perche’ li trasmetto alla radio, non so proprio commentare senza banalizzarli.

    I tuoi post vanno bene cosi. E si’, c’e’ un’evoluzione in te, ed e’ un’evoluzione bellissima da seguire, senza sentirsi capaci di aggiungere nulla.

    Anche di la’ da me ci sono lettori silenziosi. Alcuni riconoscibili per la provenienza, senza che li abbia mai conosciuti. Ad esempio, tutti i giorni che il Signore manda sulla Terra, ricevo una visita dall’Imperial College, anche se l’unica ricercatrice che conosco in quell’Universita’ (che non vedo da anni) non parla italiano, per cui non puo’ essere lei. E’ strano, no? Viviamo nella stessa citta’, parliamo la stessa lingua, eppure c’e’ chi mi legge silenziosamente senza desiderare conoscerci di persona.


  27. @Laura: 🙂

    @Fabio: Bè, se devi fare le prove microfono e poi magari ti sparisce tutto capisco che non viene voglia di commentare. La stessa cosa mi succede sul blog di Lola, dove ho perso molti commenti nel nulla telematico.

    Grazie per quello che dici. È interessante che tu veda il cambiamento come evoluzione. Se sia evoluzione o meno io non so dire, ma il cambiamento c’è.



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