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Come un ramo di tiglio

21 ottobre 2012

Quando un giorno tu mi hai trovata io ero piccola, cosí piccola, e fiorivo come un ramo di tiglio, silenziosa, dentro di te. In tanta piccolezza io non avevo nome, e lo desideravo ardentemente. Allora tu mi hai detto che sono troppo grande per qualsiasi nome: da allora mi sento parte del mito, del maggio, del mare. E come il profumo del vino, sono greve alla tua anima.

 
Reiner M. Rilke, da “Frühe Gedichte (Mädchen-Gestalten)” – traduzione mia

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5 commenti

  1. quando ci si sente così parte di qualcuno è vermaente bello


  2. È anche bello, tra le altre cose che è.


  3. Sono lieve alla tua anima, anche.


  4. Sempre un po’ un travaglio commentare con WordPress. Ho scoperto che non gli piace se clicco su Remember me e mi butta fuori dal sistema, chissa’ perche’.


  5. @Fabio: È verissimo: greve ma lieve. Credo che Rilke volesse esprimere una sensazione di ebbrezza, che, almeno nello stadio iniziale dell’ubriacatura, è una sorta di intorpidimento combinato a leggerezza. Greve e lieve, come lo è un profumo. Lo so che sei astemio, ma credimi sulla parola. Del resto, so che questa condizione la conosci bene – la tua osservazione ne è la prova.

    Io ho gli stessi problemi tuoi su blogger. Sono dei veri buttafuori…



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