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Puer aeternus

13 settembre 2012

(foto: Marianne Breslauer)

 

“La figura coincide in modo quasi letterale con l’archetipo del Puer Aeternus di Jung, elaborato da Marie Louise von Franz e poi da Hillmann. Vagabondo, che erra per il mondo alla ricerca della madre perduta, fanciullo inaffidabile e talvolta cattivo, Eros alato sempre disponibile al volo verso l’ignoto, vulnerabile, ferito e autodistruttivo, incapace di ancorarsi a terra e di confrontarsi col mondo orizzontale, destinato alla verticalità dello spirito, il Puer non può morire che cadendo. Il caso, ha scritto Groddeck, non è che un altro nome dell’Es.”

Melania Mazzucco, dalla prefazione a “Lei così amata”

 

 

 

 

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14 commenti

  1. Magnifica foto. Non ho letto niente di Mazzucco, rimedierò.


  2. @Laura: Ah io quando ho visto le foto di Marianne Breslauer sono rimasta senza parole. Ci dovrò fare un post.

    Mazzucco a me piace molto, ma devo dire che “Lei così amata” lo sto trovando un po’ noioso, anzi mi sta irrimediabilmente antipatica la protagonista Annemarie Schwarzenbach (sospetto che la ragione sia che in qualche modo c’entri la mia Ombra). Mentre invece, altri suoi personaggi li ho proprio amati. In generale, ha una scrittura che mi è congeniale, ma conosco gente che la detesta. Io se fossi in te comincerei da “Il bacio della Medusa”, ma a me è piaciuto anche molto “La lunga attesa dell’angelo”, sulla Tintoretta. Forse anzi a te piacerebbe più quello.

    Comunque, per tornare alla foto di Breslauer, io vorrei un paio di pantaloni esattamente così.


  3. grazie dei titoli, userò il metodo rabdomante sfogliandone qualcuno in libreria.
    I pantaloni te li vedrei benissimo!


  4. La foto è bellissima, ma i pantaloni…troppo larghi in fondo!
    scherzo.
    ANch’io devo leggere la Mazzucco prima o poi.


  5. A questo punto sono dell’opinione che Mazzucco dovrebbe cedermi una percentuale dei profitti sulla vendita dei suoi libri, con tutta la pubblicità che le faccio…

    Troppo larghi in fondo? Temo piuttosto, troppo stretti in cima!
    😦


  6. Ho quel libro sul comodino, cara Arte.


  7. Anche io non ho letto niente di Mazzucco e rimedierò, anche se es e puer no, per me non combaciano e sotto le mentite spoglie di una scrittura erudita riportano il vecchio clichet dell’inconscio tromberello e zuzzurellone. Che non credo sia sempre così ecco.
    La foto è ficherrima in ogni caso.


  8. Vi devo dire però, care Lola e Zauberilla, che io “Lei così amata” gli cambierei subito il titolo, e ci metterei “Lei così detestata”, perchè a me, diciamola tutta, questa Annemarie Schwarzenbach mi sta veramente sulle scatole, e più vado avanti e meno la sopporto, e anzi, Zauberilla, io vorrei che tu lo leggessi perchè Mazzucco insinua secondo me la diagnosi di schizofrenia mentre a me, che non sarò del mestiere ma neanche lei se per questo, fin dalle prime pagine lampeggia la scritta “borderline”, mi sbaglierò. Ma l’antipatia naturalmente non è legata a una diagnosi, ma piuttosto a certe caratteristiche del personaggio, primariamente a un senso di vuoto assoluto che io sento osservandola (non ultimo, in fotografia). Un vuoto delirante, proprio.
    Ma il libro è ben scritto, forse un po’ sopra le righe, ma Mazzucco è così, a me non disturba anche se capisco che può non piacere.

    @Lola, attenta perchè è deprimente, poi fai i sognacci.

    @Zauberilla: L’ho pensato anch’io!! Te lo giuro. Che non combaciano affatto. E infatti ero incerta se tagliare nella citazione l’ultima frase, perchè Groddeck, anche lui, figurati se non è un simpaticone – lo sai no, che si faceva chiamare Patrick Troll! 😀
    No, l’inconscio tromberello proprio no, non ci siamo. E anzi ti dirò, ora che ci penso, che questa cosa è una di quelle che più mi disturbano del libro – che il tromberellismo (legittimo eh, come no) ovvero la sessualità secondo me narcisistica del personaggio in qualche modo diventa caratteristica del Puer, mentre secondo me è proprio tutta un’altra cosa.


  9. ho già iniziato il libro 3 volte.
    Chiuso dopo una ventina di pagine…


  10. Proprio qualche settimana fa ho notato questo libro in libreria e mi chiedevo se leggerlo o no. Proprio oggi mi e’ tornato in mente e ho letto in giro recensioni. Poi, vengo qui e posti questo. Le coincidenze mi affascinano sempre e il destino puo’ essere un altro un altro nome dell’ Es..


  11. @Lola: Ahahahah! E invece io, dura a morire, sono strisciata fino a pagina 350, e spero ancora che avvenga il miracolo… non riesco a “lasciare” i libri, mi dispiace per l’autore… subentra il senso di colpa!

    @Elisewin: No no, é appurato, e confermato dall’autorità zauberillesca, che il destino NON è un altro nome dell’Es… io direi, più junghianamente, che si tratta piuttosto di sincronicità.
    Ma che esista, non c’è dubbio alcuno.
    E benvenuta!


  12. Ho prima commentato e poi letto i commenti, e capito che il punto di visto era leggermente diverso. Ci pensero’ su (anche perche’, lo ammetto, le mie conoscienze in merito a Es e compagnia bella sono molto vaghe e personali.., per nulla “scientifiche”). Grazie per il benvenuta, comunque mi piace passare da qui.


  13. @Elisewin: Ma tu mi pare avevi già commentato qui? Nel caso, scusa se non ti ricordavo – meglio un benvenuto di troppo che il contrario. 🙂


  14. Puo’ essere che abbia gia’ commentato, ma nulla di grave. E poi, i benvenuti fan sempre piacere!



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