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siamo due universi che si accarezzano

24 agosto 2012

Una ragazzina somala col chador mi guarda dal finestrino dell’autobus mentre piango in una piazza assolata, risorgimentale e brutta. Questa è l’ultima scena. 

Ma precedentemente sono accadute cose:

stelle d’acciaio hanno attraversato il cielo, proiettili sparati da un dio generoso artificiere per festeggiarci

lucidi maggiolini mi sono caduti in grembo come smeraldi ad adornarmi, e dense gocce di resina profumata a macchiare le sdraio e incollarci le dita 

rivoli di sudore si sono rincorsi sul mio corpo come serpi mentre mi guardavi dormire sotto i pini in un breve letargo vischioso

piedi quasi scalzi hanno sceso a tastoni gli scalini di pietra, e ci siamo guidati a vicenda sostenendoci per non cadere nel buio odoroso di bosso e alloro che scorreva in superotto, per ogni gradino un battito un respiro un boccone di tempo da divorare

ci siamo avvolti a ridere convulsi tra sipari di tende bianche appese tra il buio e la piazza illuminata come un teatro, e l’uomo tra la folla mi guardava di nascosto con occhi famelici di lupo bambino tra le dita

la mia mano ha ceduto dolcemente e si è posata sulla tua schiena umida, come un petalo stanco, e l’ho guardata alzarsi ed abbassarsi appena, al tuo respiro, come se non fosse mia

e il tuo calore è sceso sulla mia carne, e il tuo nome ha cantato in me, senza un suono.

 

Ma in seguito anche, continuano ad accadere cose:

la tua ombra ora abita la casa, e le ore della notte

da un’amaca di vento ascolto i grilli e i cani rinchiusi nei canili abbaiare e poi addormentarsi e il tarlo divora le assi del tavolo e qualcosa di probabilmente ancora vivo attraversa leggerissimo il pavimento

volo distesa e non sogno, perché non c’è più nulla da sognare

il mio smalto rosa si sta sfaldando

la tua ombra mi si stende accanto e mi dice 

“siamo due universi che si accarezzano”

 

e piove, un’acre pioggia soffocante riga il paesaggio intorpidito.

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4 commenti

  1. uhm.. sono al lavoro e non vedo l’ora di rileggermela bene bene a casa.


  2. Fai con comodo cara.


  3. Nella sua bellezza è estremamente emozionante e triste, pervasa da infinita nostalgia e malinconia per un’assenza: così io ho “sentito” questa tua riflessione.

    Buon fine settimana, ciao


  4. Ondina, hai “sentito” probabilmente giusto. Grazie.



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