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Il professore

17 maggio 2012

Il professore fa domande chiare e vuole risposte chiare. Abbiamo finito le giustificazioni, è il nostro turno di venire interrogati e la materia è difficile. Siamo preparati, ma la sufficienza appare un miraggio. È ancora lucidissimo. Non è andato in pensione da molto, in fondo. È ancora relativamente giovane, sportivo. Immaginava ancora molti anni a remare sul fiordo, e invece il pancreas gli ha teso un’imboscata. Ora è disteso sul letto, pallido e itterico, e ci interroga.

“Dottore, ti stai arrampicando sugli specchi. L’emorragia dura ormai da una settimana. Che possibilità ci sono che cessi? Con parole tue” sogghigna.

Il medico cerca il coraggio di guardarlo in faccia, e lo trova. “Abbiamo provato col coiling… è il tumore che la causa, purtroppo.”

“E il tumore non può essere rimosso, corretto?”

“Corretto.” È un’interrogazione in piena regola, e non si può neanche suggerire.

“E cosa proponi, dottore?”

“Abbiamo provato il coiling…”

“L’hai già detto. Non ti ho chiesto cosa avete provato. Ti chiedo: se smettete di farmi tutte queste trasfusioni, io muoio, corretto?”

“È molto probabile.”

“E non potete fare altro che farmi trasfusioni.”

“È così.”

“Allora smettete.”

“È molto probabile che morirai, se smettiamo.”

“Morirò lo stesso.”

Il professore ha deciso, inutile discutere. Il dottore è ormai certo della sufficienza piena, e va avanti:

“Se dovessi avere un arresto cardiaco, vuoi essere rianimato?”

“Rianimarmi, per poi riempirmi di sangue che esce di nuovo da un’altra parte? No grazie. Non diciamo sciocchezze.”

“Va bene.”

“Ora vorrei restare solo con la mia famiglia. Grazie.” Ci stringe la mano. Se avesse un registro, scriverebbe un bel voto.

Ossigeno, un diuretico per respirare meglio, piccole dosi di morfina, un po’ di valium, appena un poco. Passa solo un’ora e si addormenta in pace. La fine dell’ora è suonata, il corridoio è vuoto. Si esce spingendosi per le scale, nel sole.

Aveva deciso così.

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12 commenti

  1. Da pelle d’oca.
    Sono senza parole.


  2. Cara Ondina, ti assicuro che non sei l’unica.


  3. fortunato chi può decidere.


  4. La fortuna sorride agli audaci, non si dice così? Qui c’è anche coraggio.


  5. beh, mi par di capire che vi sono sopratutto competenze che non a tutti è dato di avere.
    è la conoscenza che ci rende liberi di decidere, io credo.


  6. È vero. La competenza in questo caso incontra altra competenza, in un rapporto simmetrico che permette decisioni veramente libere.


  7. “Conceda Dio a tutti noi bevitori una morte così facile e così bella!”


  8. Grandissimo , grandissimo Roth.


  9. Ecco che cosa significa aver coraggio.


  10. mi trasferisco in norvegia, va. sperando di godermela un po’ prima …. sono così stanca di questo pantano.


  11. Piano, piano, Animapunk: tra cent’anni, quanto ti troverai tu in quel frangente, l’Italia sarà una democrazia modello, totalmente risanata!


  12. tristezza…



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