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Tra tutte le forme

14 novembre 2011

Radka Toneff, “The moon is a harsh mistress”

 

 

“Se non opposi resistenza all’amata, fu perché tra tutte le forme con cui un essere umano si impadronisce di un altro, la sua soltanto, irresistibile, mi parve avere una giustificazione.”

 

Rainer M. Rilke

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14 commenti

  1. no, scusa, ma a Ratka ci sei arrivata tramite la mia bacheca Facebook o è una coincidenza pazzesca?


  2. Questa frase mi fa venire in mente una cosa che mi è successa.. anzi, che avei voluto succedesse.


  3. @Francesco: Direi che rientra nella categoria “coincidenze pazzesche”.

    Ho scoperto Radka Toneff poche settimane fa, grazie ad un ottimo settimanale culturale norvegese al quale sono abbonata, ”Morgenbladet”. Il settimanale aveva chiesto a 100 musicisti norvegesi quale fosse per loro il miglior album norvegese di tutti i tempi. Quasi all’unanimità, e con grande sorpresa di tutti, la risposta dei musicisti è stata “Fairytales” di Radka Toneff, inciso a Bergen nel corso di appena 3 giorni, dal vivo, nel 1982.

    Allora sono andata a d ascoltarlo, e da allora lo ascolto. Il pianista che suona con lei, Steve Dobrogosz, racconta che registrarono nel salone dei concerti del Grieghallen di Bergen, lui lei e un pianoforte. La prima registrazione digitale fatta in Norvegia. Non si conoscevano. Prima di incidere “My funny Valentine” si dissero solo: “in do”. E partirono. Se lo ascolti, è perfetto.

    Come ogni esempio di perfezione, l’album ha in sè l’elemento della precarietà, di qualcosa di molto fragile che esiste per un attimo, e sta per rompersi. Mi è venuta in mente, ascoltandolo, una frase di Pablo Casals: “Più si tende una corda, più questa suona bene. E sapete quando una corda di violoncello suona al meglio? Appena prima di spezzarsi.”

    Pochi giorni dopo l’incisione, Radka fu trovata morta per un’overdose di sonniferi in un bosco nei dintorni di Oslo.

    @Emiliana Paranoica: (Ma non ce l’hai un nome?) Se dici che avresti voluto che succedesse, allora vuol dire che è successa.


  4. E’ successa solo nella mia mente mi sa. (si, ce l’ho un nome, ma preferisco essere chiamata Paranoica)


  5. Solo nella tua mente. Nomen est omen, dunque.


  6. io davvero l’ho scoperta una settimana fa: un amico mio musicista, in preda a un blues pazzesco per una poetessa di Brooklyn che ha conosciuto durante un suo recente soggiorno in America, ha scovato un suo video dove canta “The ballad of the sad young man”, uno standard abbastanza cult che tutti i musicisti malinconici aspettano di sentire cantare da qualche cantante di jazz per innamorarsi all’istante di lei perdutamente. e infatti in quel video si vede che Arild la guarda completamente perso.
    anche a me dunque ha ricordato una che cantava quella canzone e che ho amato molto, senza successo.
    però Radka ha la marcia in più, intanto è una musicista e si sente e poi un pathos da far paura, anche se non tute le cose sono dello stesso livello e forse un po’ è stata condizionata dal suo entourage a buttarsi su uno stile un po’ all’americana.
    tuttavia è incredibile, almeno per me, scoprirla oggi, anche il suo lavoro sui testi poetici è molto avanti per quei tempi e già dal suo primo disco del 1977 canta Plath, Nikki Giovanni, Robert Creeley.
    e questo stesso disco di cui tu parli finisce con Emily Dickinson:

    I read my sentence — steadily —
    Reviewed it with my eyes,
    To see that I made no mistake
    In its extremest clause —
    The Date, and manner, of the shame —
    And then the Pious Form
    That “God have mercy” on the Soul
    The Jury voted Him —
    I made my soul familiar — with her extremity —
    That at the last, it should not be a novel Agony —
    But she, and Death, acquainted —
    Meet tranquilly, as friends —
    Salute, and pass, without a Hint —
    And there, the Matter ends —

    e questo già la dice lunga.
    probabilmente è stata molto amata ma anche molto lasciata sola.

    forse però tu volevi parlare d’altro, mi ritiro in buon ordine.


  7. @Francesco: “Mi ritiro di buon ordine”… ma che stai dicendo???

    Esistono di lei delle registrazioni televisive dove ha dei vestiti orrendi e canta divinamente, le avrai viste. È anche vero che non tutto è allo stesso livello, ma almeno quel disco io lo trovo splendido, pur non essendo io nè uomo, nè musicista, nè malinconica. Credo anche che lo stile un po’ “all’americana” le piacesse, credo le piacesse Joni Mitchell. A me piace.

    E “I read my sentence” in effetti è emblematica, per non dire programmatica.


  8. vuol dire che il tema del post è un altro mentre io sto continuando a parlare di Radka.
    giustissimo quello che dici su Joni Mitchell e appunto io Radka la preferisco nelle cose che più si staccano da quello e altri modelli oppure quando canta gli standard.
    però devo correggere quello che dice la tua rivista: il disco è stato registrato in Febbraio mentre lei è morta in Ottobre dello stesso anno.


  9. No, credo di aver sbagliato io e non la rivista.
    Effettivamente, ripensandoci, non credo che a Febbraio si sarebbe stesa a morire in un bosco con la neve alta, mentre ad Ottobre, sulle foglie, mi torna di più.

    Su questo blog nessuno resta in tema, tantomeno io.


  10. Tornando a Rilke: Avete mai sentito di appartenere a qualcuno?


  11. Io si, a volte. Ma non era vero.


  12. Addirittura “a volte”…
    Io solo una volta, e so che è vero.

    (Del resto, penso che anagraficamente potrei essere tua madre, quindi hai ancora molto tempo.)

    🙂


  13. Non c’entra niente con tutto ciò che è emerso finora dai commenti , ma “The moon is a harsh mistress” è anche il titolo di un romanzo di fantascienza del ’66 di Robert Heinlein (notizia da wikipedia). Non so chi abbia scritto il testo (molto bello, così come la canzone, e come la voce di Radka), forse l’autore stesso della musica Jimmy Webb, si è forse ispirato in qualche modo a quel romanzo?


  14. @Tania: Non ne ho la più pallida idea. Girerei la domanda al maestro qui, Francesco. Io non conoscevo neanche la canzone, prima di ascoltarla interpretata da lei. Però così a occhio mi pare che non possa essere una coincidenza.



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