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Nessun dove

14 agosto 2011

Come la follia è il tentativo di fuga da un Io originario, così il turismo è il conato destinato al fallimento di trovarsi altrove. Non c’è “altrove” in un mondo che non contempla il “dove”.

Carl Gustav Jung, “Misterium coniunctionis”, 1955-56

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12 commenti

  1. 1955 – 56. E chissa’ cosa direbbe Carletto Gustavo in questo mondo globalizzato nel quale i dove plurali collassano in uno solo… Bentornata Arte!


  2. Forse direbbe che stiamo assistendo a un tentativo di fuga da noi stessi, a un’illusione collettiva, fatta sistema e mercato in misura enormemente maggiore che ai suoi tempi.
    Ben ritrovato.


  3. Però ci sono degli altrove piuttosto interessanti in cui perdere se stessi qualche giorno per poi tornare nel solito dove con qualche immagine nuova, qualche odore, qualche idea…Sto fuggendo verso il secondo altrove di questo agosto: bentornata.


  4. Rosaverde, grazie per essere passata. Direi che, per quanto mi riguarda, più che di perdere se stessi si tratta di trovare uno spazio dove ritrovarsi. Sono la prima ad ammettere che apprezzo luoghi nuovi e lontani, ma mi rendo sempre più conto che non serve allontanarsi geograficamente se non si sa dove “ci troviamo”.
    Buon proseguimento!


  5. serve un navigatore che la tecnologia non inventerà mai.


  6. @Laura: CGJ invece di GPS…


  7. 😀


  8. Ma voi lo vedete lo spam su questo post? C’è un pop up orrendo che non riesco a cancellare. Si accettano consigli se ne esistono.


  9. io non lo vedo. A me successe con il blog Un’altra donna, che da un altro Pc ci vedevo annunci pubblicitari su diete cellulite etc.etc.


  10. Per fortuna ora è sparito, ma era una cosa lampeggiante che mi diceva che avevo vinto non so cosa (come no).


  11. bellissima citazione artepilla! Molto stimolante – anche se boh io er dove ce l’ho un sacco di gente pure. Però tanti no – tanti modi di parlare a chi il dove ce l’avrebbe, e lavorano perchè tu lo perda.
    E però mi pare carino dire – due terzi del misterium coniunctionis non è che la scritto Jung, ma la Von Frantz (che ci si è dedicata dieci anni – dieci) poi il sessismo di entrambi, il mito della femmina che non vuole riconoscimenti ha impedito che quel testo oggi portasse il nome di due autori. E però l’autori sono due).


  12. @Zauberilla: Pure io ce l’ho il dove, anche se è un po’ complicato da spiegare.

    Grazie della precisazione. Chissà perchè, mi immagino benissimo questa cosa, anzi la comprendo anche, ben lungi dal giustificarla. Nel senso purtroppo che io, nei panni della Von Franz e a quell’epoca, avrei probabilmente finito per fare la stessa cosa (ammesso che fossi stata in grado di scrivere un’opera del genere).



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