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Un piccolo particolare

16 giugno 2011


 

Questo signore ha appena assunto l’incarico di capo della Polizia del Regno di Norvegia. Si chiama Øystein Mæland, ha cinquantun anni.  Contrariamente a tutti i suoi predecessori, non è un giurista. È uno psichiatra, con un passato di primario  in una delle cliniche universitarie di Oslo, in seguito di sottosegretario alla Giustizia per l’allora ministra della Giustizia Anne Holt, quella che poi è diventata famosa anche  in Italia come scrittrice di gialli. Mæland è stato poi collaboratore del ministro degli esteri Stoltenberg e ha rivestito alti incarichi nel sindacato norvegese AUF. Una carriera brillante, insomma.Un uomo intelligente e rispettato.

Mæland è sposato, e sta per divenire padre. C’è un piccolo particolare, al quale la stampa peraltro ha dato pochissimo rilievo: Mæland è sposato con un uomo, e il figlio che aspettano nascerà da una madre “surrogata” in California, dopodichè verrà legalmente adottato dalla coppia e crescerà qui in Norvegia. Sicuramente avrà per compagna di giochi la figlia che l’ex ministro Anne Holt ha avuto dalla sua compagna, con l’aiuto di una banca del seme danese. Perchè Anne Holt e Øystein Mæland, un tempo colleghi, sono rimasti grandi amici.

 

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20 commenti

  1. Perché no. In Italia sarebbe tutta fantascienza, dal principio alla fine. Questo non vuol dire che sia tutto eticamente ineccepibile. Penso subito che donare il seme sia qualcosa di formalmente identico ma in senso emotivo profondamente differente dal “concedere” temporaneamente l’utero (e l’uovo). D’altronde la natura è così, e in questo caso, a parer mio, “favorisce” – da un punto di vista emotivo a cui sono legati tanti principi anche di natura etica – le coppie lesbiche rispetto a quelle gay.


  2. Hai ragione, Tania. Niente, mai, può essere eticamente ineccepibile per tutti, e specialmente in questo campo (penso tu ti riferisca alla procreazione assistita e all’uso di madri surrogate. Ma anche solo vent’anni fa, forse, sarebbe stata già l’omosessualità in sè ad essere un problema insormontabile, e dieci anni fa il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Tutti temi che, uno per uno, sono stati e sono oggetti di veri o presunti conflitti etici. )
    La discussione (seria) è l’unico strumento valido che abbiamo per affrontare realtà che esistono, sono accessibili, per alcuni sono le uniche praticabili, e allora vanno guardate negli occhi. Escluderle a priori è una scelta che non condivido, perchè – come tutte le posizioni “a priori” su qualsiasi tema etico – non tiene conto della vita, in tutte le sue manifestazioni e forme, che è, e avviene, e trova le sue vie sempre.
    Si tratta, in fondo, di un rispetto di base per le posizioni altrui, che purtroppo in molti paesi manca. Che poi di fatto non sia sempre facile, è vero. Ma è veramente l’unica via.


  3. più vado avanti e meno riesco a capire perchè non solo l’orientamento, ma proprio la situazione sessuale di qualcuno debba influire sulla sua situazione lavorativa e sull’occupare posti di rilievo. che c’entra? è come se a me eterosessuale dicessero,ma tu hai un compagno? e trombi? no?? ah allora…….oppure il contrario. meno male che altrove si guarda ad altri aspetti della personalità. il figlio, beh, auguri! certo a 51 anni avere un figlio è una bella fatica per tutti, magari il marito è più giovane….ha una bella faccia simpatica, comunque 🙂


  4. un altro mondo…possibile lì, impensabile qui


  5. @Animapunk: Anch’io me lo sono chiesta. Per me è ovvio che l’orientamento sessuale non ha nessuna influenza sulla capacità o meno di svolgere una professione o una funzione pubblica. Per molti questo non è ovvio, perchè alcuni orientamenti sessuali vengono visti come connessi a pratiche peccaminose, e questo in qualche modo inficierebbe l’integrità morale di una persona e quindi la sua dignità. Ricordo benissimo il Fini di una decina di anni fa, il quale asseriva che non avrebbe voluto un insegnante gay per suo figlio (e Fini non è Buttiglione, o peggio).
    È importante anche la distinzione che fai tra orientamento e situazione. Mentre alcuni potrebbero (al limite) accettare che un omosessuale possa essere un buon politico, avrebbero però problemi ad accettare il fatto che un omosessuale possa rivendicare il diritto alla legalizzazione della propria unione, o ad adottare un figlio, o a procrearlo con altri mezzi, come in questo caso.
    Insomma alcuni direbbero, e dicono, che accettano l’omosessualità come orientamento sessuale privato, ma quando si tratta di diritti legali la loro posizione è ben diversa (sei gay? può anche darsi che tu possa essere un buon capo della polizia ma non un buon padre).

    @Zefirina: Eppure sai una cosa? Ci arriverà anche l’Italia.


  6. @Animapunk: Anch’io me lo sono chiesta. Per me è ovvio che l’orientamento sessuale non ha nessuna influenza sulla capacità o meno di svolgere una professione o una funzione pubblica. Per molti questo non è ovvio, perchè alcuni orientamenti sessuali vengono visti come connessi a pratiche peccaminose, e questo in qualche modo inficierebbe l’integrità morale di una persona (e quindi la sua dignità, aggiungo io). Ricordo benissimo ad esempio il Fini di solo una decina di anni fa, il quale asseriva che non avrebbe voluto un insegnante gay per suo figlio (e Fini non è Buttiglione, o peggio).
    È importante anche la distinzione che fai tra orientamento e situazione. Mentre alcuni potrebbero (al limite) accettare che un omosessuale possa essere un buon politico, avrebbero però problemi ad accettare il fatto che un omosessuale possa rivendicare il diritto alla legalizzazione della propria unione, o ancora peggio ad adottare un figlio, o a procrearlo con altri mezzi, come in questo caso.
    Insomma alcuni direbbero, e dicono, che accettano l’omosessualità come orientamento sessuale privato, ma quando si tratta di diritti legali la loro posizione è ben diversa . Tipo: sei gay? può anche darsi che tu possa essere un buon capo della polizia ma non un buon padre. In questo caso, in genere si adducono motivazioni di riguardo e preoccupazione nei confronti del bambino. Nessuno, insomma, dice: i gay non sono buoni genitori perchè fanno sesso in un certo modo – però i loro figli “soffrono”, nebulosamente e diffusamente “soffrono”. (Se poi uno gratta la superficie, c’è sotto naturalmente l’idea che essere gay sia qualcosa di eticamente sbagliato. Ma non si dice.)

    @Zefirina: Eppure sai una cosa? Ci arriverà anche l’Italia.


  7. Molto carino e ben scritto e pure foriero di speranza. Dal mio punto di vita è un po’ come legge Asimov.
    Per il resto – boh ne abbiamo discusso tnte volte. Io pure trovo molto saggio quanto dice animapunka e puntualizza.


  8. @Zauberilla: Sì.
    E anzi, a proposito di una cosa che ha detto Animapunk mi sorge una domanda: È vero che avere un figlio a 51 anni è una bella fatica, e l’ho pensato anch’io. Ma l’avremmo pensato se si fosse trattato di un padre e di una madre? Avremmo cioè pensato, se la madre avesse avuto che so, 35 ma anche 40 anni e il padre 51: certo che essere padre a 51 anni è una bella fatica?
    Oppure questo pensiero ha a che fare col fatto che in questo caso non c’è una madre?
    O sto analizzando troppo?


  9. se solo ci fosse il sole in Norvegia…mi trasferirei immediatamente!


  10. Henry caro, non si può avere tutto…
    🙂


  11. diciamo che avere un bambino a 51 anni è faticoso per padri, madri e quant’altri….avendone avuti, lo so. non faccio distinzioni,alludendo ad un marito più giovane pensavo semplicemente a qualcuno di più in forze in famiglia, che non crolli alzandosi di notte, raccogliendo giocattoli per casa di giorno, ecc ecc ecc – se era una moglie era uguale. io quando vedo qualcuno/a che ha figli un po’ in là nel tempo penso sempre che, sì, la scienza consente tutto, ok, ma al di là di questo e della meraviglia che è, avere un figlio è una bella fatica quotidiana, un grande impegno, e averli da giovani è tutta un’altra cosa….


  12. @Animapunk: Sì. La fatica fisica di allevare figli non potrà mai essere sopravvalutata. Non la gravidanza, proprio l’allevarli. Come dici tu, fisicamente parlando avere figli prima dei trent’anni è incomparabilmente più facile che dopo i quaranta, e questo vale per madri e padri.
    Però non mi tolgo dalla testa il pensierino che ci sia una differenza di genere nella nostra percezione dell’età e della fatica… una madre ultraquarantenne con un marito trentenne non desta forse più “preoccupazione” di un cinquantenne che alleva un figlio con una trentenne? Io ho questo sospetto, ecco.

    Postilla OT: a me piacciono moltissimo i genitori giovani. Li ammiro, mi fanno tenerezza, mi ispirano gioia. Ammiro le società dove è possibile scegliere di fare figli in giovane età senza rinunciare ad un lavoro e ad una carriera.


  13. Infatti è proprio un piccolo particolare insignificante che non dovrebbe incidere su considerazioni meramente professionali.
    In Norvegia non incide, in Italia sarebbe il criterio per escludere deliberatamente la possibilità di svolgere una funzione pubblica.
    Meglio essere dei puttanieri che essere gay, questa è la triste mentalità del bel paese.

    Anche a me non piace escludere a priori una scelta che immagino sia stata ragionata molto più di tante gravidanze più o meno “capitate”. Tuttavia mi chiedo, sia nel caso di donne che hanno figli dopo i 50 anni, sia nel caso di uomini -indipendentemente dall’orientamento sessuale: lesbiche, gay o etero non fa differenza- se non si stia tirando un po’ troppo la corda.

    C’è un tempo per tutto. Non tutto ciò che è possibile è anche auspicabile.


  14. Hai visto cose noi umani…


  15. Rettifico:
    “Hai visto cose CHE noi umani…”


  16. Antonio, sai è appena apparso in TV per la bomba di Oslo? In uniforme, poi! Ho pensato: gli sta anche bene!


  17. Hanno fatto bene gli etero sessuali al 100% musulmani a portare il terrore nel cuore dell’omosessualità e della pedofilia.


  18. Hanno fatto bene i musulmani al 100% a portare il terrore nel cuore dell’omosessualità e della pedofilia.


  19. Povero idiota.


  20. E già… povero idiota. E speriamo lo sia davvero. Almeno un briciolo di “senso” a quello che ha scritto lo si potrebbe anche trovare… Queste persone mi fanno oscillare tra la rabbia omicida e la indulgente compassione. Ecco perchè si spera siano degli idioti, altrimenti cosa gli si deve augurare? Di vedere morire una ad una le persone che ama? Di essere consumato lentamente dal peggiore dei cancri? Di essere mangiato vivo a brandelli dalle iene? Boh? Di buono c’è che quando leggi queste cose puoi essere ben felice di non averle mai pensate, e soprattutto mai dette o scritte a qualcuno…
    Un abbraccio a tutti. O quasi.



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