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Sto pensando

18 maggio 2011

 

“Se ti importa di scrivere (e solo i santi sanno perché ti importa) tu devi possedere la conoscenza, l’arte e la magia – la conoscenza della musica delle parole, l’arte di essere senz’arte, e la magia di amare i tuoi propri lettori.”

Kahlil Gibran

Sabbia e schiuma

 

Sto pensando di riaprire il blog.

Sto pensando di chiudere.

Sto pensando di cambiare. È possibile cambiare?

Meglio chiudere?

Meglio continuare?

Chiudo.

Riapro.

Aspetto.

Fa differenza?

 

Vi chiedo: che ne pensate voi lettori? Ci siete ancora?

Lascio aperto questo spiraglio per qualche giorno. Per chiunque senta di avere qualcosa da dire a questo proposito.

Grazie.

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34 commenti

  1. A questo referendum voto ‘NO’, non chiudere. Io ti leggo sempre volentieri e non mi va l’idea di “perderti”.

    E’ una decisione che DEVI proprio prendere? Non puoi lasciare aperto questo spazio e scriverci solo quando ti va?


  2. Ecco, sì, esatto, la penso anch’io così, se potessi decidere io direi “non azzardarti a chiudere”, e anzi ti direi di scrivere più spesso: i tuoi racconti di vita, le tue sensazioni, un modo di vivere così diverso anche se tutto sommato “normale”, che mi affascina molto.


  3. @Enrico: È che sono in una fase decisionista, forse a sproposito.
    Comunque io sono per i blog aperti o chiusi. Altrimenti diventano come le seconde case, con il pezzo di formaggio ammuffito in frigo e il caffè che ha perso l’aroma.
    (Meno male che hai messo le virgolette al perderti se no ti menavo.)


  4. @Elena: Mi pare che tu commenti per la prima volta, quindi benvenuta. E grazie, anche del “normale”.


  5. …Chiudere? ma dico! Con tutti i lettori affezionati che hai…
    Certo, un blog è motivato anzitutto dalla voglia di scrivere, e solo in seconda battuta dalla vicinanza dei lettori o dai loro commenti. Penso inoltre che un blog non dovrebbe tacere per un po’ e poi ritornare: meglio scrivere meno frequentemente, ma sempre.
    Parli anche dell’eventualità di cambiare: ma in che senso?


  6. @Tania: In che senso? Se lo sapessi con chiarezza sarei già a buon punto. Diciamo che a volte penso che mi piacerebbe essere più rigorosa in quello che scrivo. Scrivere meglio, chiedere di più ai lettori, essere più brava nello stimolare alla discussione. Poi mi dico: ma io sono così?


  7. Mi sono posto in questi giorni la stessa domanda Arte, e come te non posseggo una risposta, se non il fatto che il pezzo di formaggio lasciato ad ammuffire in frigorifero e’ probabilmente la soluzione peggiore. Un blog e’ aperto, e attivo, oppure si chiude, anche quando magari, come te e alcuni tuoi lettori, l’esperienza dura da qualche anno.

    E’ indubbio che il mezzo e’ diventato in qualche modo obsoleto, in tempi di comunicazione rapidissima (Facebook, Twitter). I blog non sono piu’ punti di aggregazione nei quali entrano persone nuove. Si discute sempre un po’ tra di noi.

    Tutto cio’ che posso dire e’ che a me, se Pioggia Blu finisse, mancherebbe molto.

    So altrettanto bene che troveremmo il modo di non perderci.


  8. @Fabio: Che il blog come mezzo sia diventato obsoleto è il motivo che più va a favore del tenerlo aperto, nel mio caso.
    Il mio blog è diventato, soprattutto per mia precisa volontà, un punto di incontro tra amici e non tra sconosciuti. Gli sconosciuti, o diventano miei amici o finiscono con lo sparire. Mi va benissimo così, tanto che una delle alternative che sto contemplando è togliere i link ad altri blog: perchè, a parte quei tre quattro che sai, io non ne seguo altri, e la cosa che meno mi interessa al mondo è venire linkata o finire nei ratings o Dio sa cosa, che invece ho scoperto essere una realtà parallela anche per alcuni dei miei lettori.
    Che si discuta tra noi, quindi, è appunto lo scopo di questo blog. Riuscire a darvi uno spunto per fare questo sarebbe la mia ambizione. Realizzabile? Vedremo.

    Per perderci bisogna deciderlo. Non c’è pericolo.
    E tu non pensare nemmeno a chiudere, anzi se ti mancano “persone nuove” posso interpretarti tutta una gamma di commentatori, dal troll querulo lamentoso alla bella tenebrosa al nerd musicale. Say the word.


  9. La Pardona di casa ci pone un quesito e lo pone a se stessa. Non è cruciale in senso generale (come spesso capita) ma relativamete al blog si.
    Ovvviamente mi auguro che non chiuda, ma vorrei farle notare un impressione che mi è sorta leggendo il post, ed è che prima di formulare la domanda pubblica un frammento di Gibran dove, mi sembra, proprio in esso vi sia la risposta.


  10. @Mauro: Grazie per avermelo fatto notare. Effettivamente Gibran elenca, se non proprio risposte, quantomeno dei requisiti per la scrittura. Non so però se li possiedo tutti. Alcuni forse sì.


  11. no, in effetti non era la prima volta che commentavo, ma ammetto che forse poteva essere la terza o quarta al massimo… però ti vengo a visitare tutti i giorni, se vale qualcosa! Resta, dai!!!


  12. Chiudo e riapro. Due mie vecchie ossessioni.
    Il punto è perchè?
    Se non ne senti più la necessità ed hai bisogno di un maggiore silenzio chiudi.
    Io non me ne sono mai pentita … però ho riaperto, come ben sai, molte volte.

    Il punto crucile è perchè chiudere?
    O meglio, perchè tenere aperto?

    Il tuo blog stuzzica la mente e favorisce discussioni. Da lettrice, mi dispiacerebbe non affacciarmi più da questa finestra.


  13. ps. e’ SEMPRE possibile cambiare.


  14. Vedi,molto semplicemente, quando si continua a porsi delle domande e a porle agli altri, allora la scrittura non è finita. La sua esigenza,è ancora presente. Quando poi ci si trova di fronte alla necessità di trovare nuove parole, nuovi modi, è solo con la scrittura che si può rispondere ( ho il sospetto che questo tu lo sappia meglio di me).
    Se poi devo dirtela tutta, a me quel frammento gi Gibran sembra una fotografia del tuo blog.


  15. @Elena: Mi scuso per la figuraccia, sinistro presagio di rincoglionimento. Fedele lettrice perdipiù!

    @Lola: Ah beh, tu poi sei una veterana dello sparire e risorgere dalle ceneri con nuove identità. Lo trovo coraggioso e profondamente estraneo alla mia natura. Se chiudo, chiudo per non riaprire, e se riapro lo farò come me stessa.


  16. @Mauro: Grazie, davvero.

    (i nostri commenti si sono scontrati al minuto!)


  17. in quanto fedele lettrice, mi dispiacerebbe se chiudessi. Comunque, il commento di Fabio mi porta a una riflessione: non penso che i blog di per se stessi siano obsoleti. Certo, non sono “trendy” come fb o twitter, twitter soprattutto.. Piuttosto, penso siano una forma di comunicazione “alternativa” e anche un po’ piu’ complessa. Non mi piacciono i giudizi di valore e non ne voglio dare, pero’ leggere certi blogs puo’ essere, appunto, spunto di riflessioni ed emozioni diverse, quanto leggere una pagina di giornale, un breve racconto o una poesia o guardare una fotografia o un paesaggio. Il tuo blog e’ uno di questi..spero tu non chiuda questa finestra!


  18. macché figuraccia, hai tanti fedeli che commentano continuamente che non mi sembra affatto strano che tu possa non ricordarti di uno o due miei commenti lasciati chissà quando! 😉


  19. “La mente soppesa e misura,
    ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
    e ne abbraccia il segreto;
    e il seme dello spirito è immortale.
    Il vento puo’ soffiare e placarsi,
    e il mare fluire e rifluire:
    ma il cuore della vita
    è sfera immobile e serena,
    e in quel punto rifulge
    una stella che è fissa in eterno.”
    Kahlil Gibran

    Io penso che anche tu possa essere come vento che soffia e si placa, come mare che fluisce e rifluisce.
    E il seme del tuo spirito può germogliare di nuovo, ma lascia che goda del tempo naturale del riposo.

    “Vi chiedo: che ne pensate voi lettori? Ci siete ancora?”
    Come vedi ci siamo. Cosa pensiamo lo stai leggendo.
    Ma io, che sono più “sentimentale” che cerebrale, smetterei di pensare e mi concentrerei sul sentire.
    Senti di aver qualcosa da dire? Da dirci? Fallo. Quando? Quando lo senti. E’ possibile cambiare? E’ impossibile non cambiare. E credo anche che lo spirito delle persone aleggi anche nelle loro seconde case.


  20. @Elisewin: Incerta se ti ho già dato il benvenuto o meno, preferisco rischiare per eccesso che per difetto, quindi benvenuta.

    Grazie per quello che scrivi, lo condivido. Vorrei anche aggiungere una cosa che succede a me, e cioè che a volte io “scopro” un blog che mi interessa o che giudico valido o mi stimola. Tuttavia, non ho il tempo e l’energia di frequentarlo assiduamente e attivamente. Un tempo per me questo è stato un problema, perchè mi pareva di dover “ricambiare” o anche non volevo “lasciarmi scappare” le mie scoperte. In seguito ho capito che io non sono fatta così, che mi è più congeniale concentrarmi su quello che scrivo io e comunicare sul mio blog, limitandomi a frequentarne pochissimi altri. Non perchè li giudichi necessariamente i migliori, ma perchè esiste un rapporto di amicizia tra me e chi li scrive.
    E questo è in un certo senso il contrario dello spirito blogger, ecco.

    (Ma quanti belli lettorilli fedelilli, direbbe un’amica.)


  21. @Manuela: Grazie del bellissimo commento. Che tocca un conflitto che è centrale in me, e che evidentemente hai colto, cioè tra pensare e sentire, due facoltà che in me non sono integrate come dovrebbero. Penso che dovrei sentire di più e sento che dovrei pensare di meno, ma finisce che pensare è sempre incomparabilmente più rassicurante. Tuttavia c’è un’altra io che ogni tanto viene fuori, anche qui.


  22. Come direbbe Mourinho: perché, perché, perché?

    Aprire, chiudere… come diceva mia nonna: “non te l’ha mica ordinato il dottore!”

    L’importante è voler condividere pensieri e parole e tutto il resto viene fuori da sé. E una cosa è certa e forse l’ho ridetto: non si cambia, ma può cambiare l’obiettivo, la destinazione del viaggio e allora può mutare il modo di interpretare la diversa avventura. È come dare in mano ad un pittore fiammingo del 400 una pennellessa cinghiale, non farà più le sue miniature, ma troverà il modo di raccontare con quelle nuove pennellate, il mondo che si nasconde tra le setole e il colore.


  23. in che senso “come me stessa”?!

    Io sono sempre stata me stessa, un nome diverso non implica un gran che.
    Non trovi?


  24. @Mucca: Chi è Mourinho?

    L’immagine dei Vermeer con la pennellessa cinghiale in mano, che hai evocato nella mia testa, la trovo perfetta, anche come fonte di ispirazione per un “cambiamento”. Perchè è vero che non si cambia la propria natura, ma si possono cambiare i mezzi attraverso i quali esprimerla (anche se forse non del tutto il modo).

    @Lola: Sono certa che tu sei sempre stata te stessa, e questo è il motivo per cui io ti ho sempre riconosciuta subito in tutte le tue nuove “vesti”. Non ho mai pensato che uno pseudonimo significhi inautenticità. L’inautenticità c’è solo quando ci si finge altro da quello che si è (fenomeno peraltro diffuso in rete).

    Volevo solo dire che, per quanto riguarda me, l’elemento della continuità è importantissimo. Continuità di rapporti, pensiero, lavoro. Discorsi che partono da tanto tempo fa, e che riaffronto. Per questo, se chiudessi per riaprire altrove, non potrei farlo sotto altre spoglie, perchè allora perderei voi, e le mie radici.


  25. Certo che nella blogosfera, se non hai chiuso e riaperto almeno una volta, non sei nessuno.
    (scherzo. comunque, a parte la mia insofferenza verso alcuni tipi di dibattito, mi dispiacerebbe se chiudessi)


  26. @Rob: La tua insofferenza invece potrebbe potenzialmente contribuire a un altro status symbol della rete, oltre al chiudere e riaprire: la rissa da blog!
    Ora, essendo sia io che te persone beneducate e diciamola tutta anche piuttosto noiose, non arriveremo mai a tanto, ma a qualche scambio piccato di opinioni contrarie ogni tanto ci arriviamo anche noi nel nostro piccolo. Tutto ha un suo perchè, persino l’algebra! (scherzo eh).


  27. Ora ho capito.
    Allora…. se la continuità è molto importante: continua a scrivere in questo piccolo contenitore blu
    🙂

    ma come chi è Mourinho??!!
    L’allenatore di calcio più affascinante del mondo.


  28. @Lola: Me lo sono proprio perso.


  29. Allora – io dico – cambia. Dico che conoscendti il blog risponde a una esigenza scritturesca che non muore ma riciccia, e però tenere un blog che apri e chiudi non so bene che senso abbia, a un certo punto ci stai scomoda dentro.
    E se avessi un problema con un cambiamento tuo in atto mentre questo posto è sempre uguale? Cambia per questo dico eventualmente.


  30. @Zauberilla: Grandissimo colpo di psicologia in quella domanda. Ce ne fossero come te, sarei in terapia da domani.

    (No, apri e chiudi non è mai stata un’alternativa.)


  31. Quella domanda di Zauberei è utile utilissima, folgorante perché poi anche a quelli che pensano e pensano certe cose non vengono in mente; oppure si rivelano soltanto e finalmente quando ce le fa notare qualcun altro…
    Buon fine settimana!


  32. @Tania: Quelli che pensano e pensano, senza fare nomi, hanno assoluto bisogno che altri facciano loro notare tutte le cose ovvie che non hanno notato perchè erano troppo occupati a pensare.

    Da qui, il senso di questo post.

    Buon fine settimana a te!


  33. è un piacere leggere i tuoi pensieri che hai la sincerità di condividere con le persone ……aiutano molto…danno un senso ordine….qnd ordine nn si trova…neanche in se stessi….ma posso capire che le cose cambiano…hai bisogno di evolvere quel momento che ti ha portato a scrivere…lascia però la possibilità di sfogliare leggere e riflettere su momenti di vita, grazie!


  34. Ma quanto mi piace scoprire nuovi lettori!
    🙂

    @Nicoletta: Ben palesata anche a te, Nicoletta.

    Mettere i miei pensieri per iscritto aiuta anche me a dar loro un ordine, specialmente quando quell’ordine non è apparente in me. Mi fa piacere che il mio blog rappresenti qualcosa anche per te.



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