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Il fatto stesso

2 maggio 2011

“Quasi tutte le persone qui sono molto più povere del necessario, perchè registrano la loro nostalgia degli amici e della famiglia come una perdita nel libro dei conti della vita – mentre il fatto stesso che un cuore sia in grado di desiderare e di amare così tanto dovrebbe essere contato tra i beni più preziosi.”

Etty Hillesum, “Lettere”

11 agosto 1943

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29 commenti

  1. dovrei ricordarmi più spesso questa frase quando mi vengono gli attacchi di malinconia, che bellissima persona è Hetty, leggere le sue lettere ti riconcilia con te stessa


  2. Non sei la sola cara Zefirina.


  3. In linea di principio concordo con le parole della Hillesum e riconosco che sul libro mastro della vita amore e desiderio sono valori portanti nella colonna dell’ avere.
    Tuttavia, più le cifre acquistano rilevanza, più viene a pesare nella colonna delle passività l’ammontare della nostalgia.
    Sentimento capace di segnare l’animo come il bulino d’incidere la lastra, e per sua natura deputato a peggiorare i dati di bilancio.


  4. @JFK: Quindi in linea di principio concordi ma di fatto no… In un certo senso anche questa è una scelta, però.


  5. Lavorando in contabalità (ahimé) so che il dare e l’avere sono l’uno a sinistra e l’altro a destra, separati da una riga verticale. Nella vita invece, per quanto mi riguarda, niente è separato, tutto è a cerchi, anzi a spirali e non ci sono conti da far quadrare. La nostalgia è sì capace di svotarti, di divorarti dall’interno, può seccarti il cuore, perché si prova nostalgia solo di quanto si è perduto. E ciò che è perduto è perduto. Morto. Nessuna nostalgia per ciò che è morto. Questo non me lo permetto più. Quando arriva un attacco di nostalgia mi chiedo se voglio guardare al passato o al presente. E poiché la risposta è scostanta, lascio che la nostalgia mi attraversi senza prendersi nulla di me. La mancanza, invece, o la non vicinanza di un amore, della famiglia, degli amici è altra cosa. Fà soffrire, ma il cuore ha imparato a gioire per la sofferenza.


  6. Errata corrige: Volevo dire che la risposta è scontata e non “scostanta”, che potrebbe far pensare a scostante, il che potrebbe anche essere 😀


  7. È molto “bella” questa frase di Etty, ma la sento molto come una cosa ragionata, un assunto riparatore. E ancora di più supera e rimane sopra tutti quei rapporti che invece il cuore ha costruito, che diventano così solo contabilità. Poi, “per carità” (come avrebbe detto qualcuno) è anche bene considerare quanto il cuore abbia lavorato e continui a lavorare, ma prima dovrebbe essere come quando si va in bicicletta: capire i movimenti perché diventino “automatici”.

    Brava questa Moddy, l’attacco mi sembrava la cover di “Day is done” di Nick Drake


  8. Vi sento tutti un po’ scettici, e mi viene il dubbio filologico che all’origine di questo vostro sentire ci sia un errore, o più probabilmente un malinteso dovuto alla traduzione (dubbio che non potrò risolvere non conoscendo l’olandese). Mi pare insomma che tutti abbiate un po’ inciampato in quella cosa del “libro dei conti”. Ecco magari è un’immagine infelice di Etty, che scriveva da un campo di concentramento, ma io gliela perdono, e sono certa che non lo intendeva in termini di bilancio, cifre o contabilità, ma come valore o meno che noi diamo alla sofferenza come conseguenza diretta della capacità di provare amore. Credo.

    Allora diciamo: è per noi un valore, ha un significato amare o avere amato qualcuno indipendentemente dal fatto che questa persona ci sia (ancora) vicina?

    @JFK su questo non si esprime, ma connota la nostalgia come sentimento negativo. Amore sì, nostalgia no, dice. Anzi dice: più è l’amore e più è la nostalgia, e questa è negativa.
    Ma non è l’essere in grado di amare sempre e comunque un capitale?

    @Manuela dice che si prova nostalgia solo di quanto si è perduto. Per sempre. Io non sono d’accordo. Si prova nostalgia anche di quello che non si è perduto, ma dal quale si è lontani. Può essere un luogo, uno stato d’animo, una persona, ma anche qualcosa di indefinito. Non vedo nella nostalgia l’espressione di una perdita definitiva, ma una spinta verso la pienezza. Penso che Manuela scambi la nostalgia col rimpianto, che è altro (questo sì, negativo).

    @Giorgio Mucca invece non può sicuramente aver letto Etty Hillesum (rimedieremo, anche perchè ha appena festeggiato il suo compleanno).
    Quella della bicicletta non l’ho proprio capita e me la dovrai spiegare (sono soda come una panca diciamo in Maremma).
    Quanto a Moddy: come, “brava”?? È un maschio! Gli è un omo, Giorgio!

    😀


  9. @arte ti ringrazio che mi perdoni l’ignoranza sulla Hillesum

    provo a dire diversamente la cosa
    ci sono della azioni che per la nostra natura non sono naturali, non nasciamo che sappiamo già stare in equilibrio su una bicicletta, ma l’esercizio ci permette di passare dalla fase dove cerchiamo di capire analiticamente i movimenti che dobbiamo fare, metto prima il piede sul pedale, appoggio bene il sedere sul sellino, mi do la spinta con l’altro piede, apro i gomiti… a quella dove non è più necessario pensare, si sale e via.
    Ecco, è questo che penso quando devo valutare se ha significato di più amare o pensare al fatto che una persona non mi è più vicina. È un esercizio razionalizzare che è stato ed è bello amare, più che la sofferenza che provi rispetto alla lontananza che si è creata. Poi forse diventarà automatico, ma io ancora non ho imparato ad andare bene sulla bici e ora penso bene quando devo mettere il piede sul pedale e controllo che sul piantone ci sia il sellino…

    l’immagine sul video mi ha fuorviato, Moddy poteva anche essere una donna, se penso alla timbrica di Nina Simone, non siamo troppo lontani


  10. quoto Mucca, scusate la pigrizia 🙂


  11. @Arte: Certo che l’amore è sempre e comunque un valore, ci mancherebbe.
    Che lo si nutra per un ideale o sia rivolto a persona, è l’unico capitale per cui abbia senso sopportare affanni e privazioni.
    La nostalgia per ciò che si è condiviso, così come il deficit degli affetti e la mancanza di momenti che si vorrebbe reiterare all’infinito, sono le pecore nere di un gregge in transumanza fra le pianure del vivere quotidiano e i pascoli d’alta montagna che il sentimento coltiva.
    Sono l’altra inevitabile faccia dell’amore, e pesano certamente sul nostro sentire, pur contenendo intrinseco valore.
    Diciamo tuttavia che di pecore nere se ne contano una o due in un gregge di cento.
    Quel che conta è farle marciare con le altre.

    p.s. a ben vedere, c’è chi spinge sui pedali e chi mena il gregge verso la malga, ma nella sostanza tiriamo tutti la volata per Etty.

    @Manuela : Se hai imparato a gioire per la mancanza sei già molto avanti, sai? Ancora un passo e anche la nostalgia troverà comprensione.

    Ot contabile: quel dare e avere separati dalla riga verticale, sono indicatori di affidabilità.
    Non è che per caso fai anche i 740?
    😉


  12. Arte: No, non scambio la nostaligia col rimpianto. Nostalgia come dolore del ritorno (desiderio del ritorno),di qualcosa o qualcuno perso per sempre. Il rimpianto lo provo solo per il non fatto, non detto, non vissuto, non avverato, per colpa o dolo, per stoltezza od incapacità, per rinuncia codarda o scelta sbagliata. Questo per me è un sentimento che può dare spinta alla vita. Non lo cambatto, lo ascolto, imparo e re-agisco. E’ negativo di per sé, certo, se non lo trasformi. Se vivi nel rimpianto, allora non vivi. La nostalgia, forse mi ripeto, lega al passato. Il passato è la nostra storia, è ciò che ci ha portato ad essere ciò che siamo e quindi non lo rinnego e non lo dimentico. Ma è passato. Oggi è l’oggi ed è l’unico tempo che conta. “Del doman non v’è certezza”, ma non solo. Quanto pur importanti siano i progetti, i sogni, le speranze per il futuro, rimandano ad un tempo che solo “forse” sarà. Io penso sempre che ogni momento che vivo potrebbe essere l’ultimo, quindi ciò che conta è ora. Non stò dicendo che vivo alla giornata, attenzione, ma vivo LA giornata. E per quanto i ricordi siano importanti, vivi nella mente e forse pure nella carne, restano ricordi, anzi memoria. Ma ciò che è stato è stato. Verso ciò dal quale si è lontani, come tu dici, un luogo, un sentimeto, una persona, anche qualcosa di indefinito, provo quel sentimento che chiamo mancanza, necessità di (forse in tedesco è not, se non ricordo male, correggimi per favore)Ed anche questo sentire mi spinge verso la vita. Ma la nostalgia no, mi spinge verso una tomba.

    JKK: Comprendo la nostalgia. La comprendo perché a lungo provata. Anche qui mi ripeto: che mi assalga pure, ma lascio che mi attraversi e che pascoli insieme alle pecore bianche. Basta nostalgia. Lei non mi avrà! 😉

    Riguardo i 740: ti prego, già soffro a causa dei bilanci societari (i bilanci e contabilità sono lontani dalla mia indole). Vuoi vedermi morta? E magari provare nostalgia dei miei commenti? 😉


  13. Su una cosa ti posso rassicurare, l’ho visto con questi occhi, anche le pecore nere danno latte bianco.
    @Manu: Ma no che non voglio vederti morta, per provare nostalgia dei commenti, che vai a pensare! Ho già le mie di pecore nere.
    Che poi, se continui ad infilare K nel mio nome, alla prossima verrò reclutato dalla setta che non può vederle le pecore nere.
    E francamente non provo sentimenti di nostalgia nei loro confronti.
    🙂


  14. JFK: OPS! Scusa! Non pensare che sia un lapsus. Adoro le pecore nere! 🙂


  15. Ma nessuno commenta su quanto magnifica e’ A sense of grey di Moddi?


  16. Ma guarda, una torna da Oslo e guarda che bella discussione trova!
    🙂

    @Mucca Giorgio: Ora ho capito, vedi. Sono d’accordo con te. Non solo non viene naturale, non solo è un esercizio, ma si cade anche e ci si sbucciano i ginocchi e i gomiti e le nocche delle mani.

    Tuttavia, io credo che l’esercizio in questione vada fatto. Non solo perchè saper andare in bicicletta serve, ma anche perchè è bello, si va più lontano, si respira più profondamente, si vive più pienamente.
    E che ci sia il sellino è indubbiamente un parametro che è opportuno da controllare. Anche se, a volte, si può pedalare forte anche senza sedersi (ma è più facile perdere l’equilibrio).
    Tu sei il re indiscusso delle metafore!
    🙂

    Ok, Moddi poteva essere femmina. Se si pensa che Jaroussky ad esempio è maschio.

    @Laura: Ma che pigrissia!

    @JFK: 🙂

    @Manuela: Sì. Ho capito cosa stai dicendo. Ma per me la nostalgia resta altro da quello che dici tu, è appunto dolore del ritorno e non di qualcosa che necessariamente si è perso – ma non possiedo ovviamente l’esclusiva del termine!

    Concordo su quello che scrivi sul rimpianto. In generale, è un sentimento che mi interessa poco. Mentre la memoria mi interessa molto.

    Il termine “giusto” secondo me in tedesco non è “Not” (necessità come privazione) ma “Sehnsucht”, che è difficilmente traducibile ma direi anelito verso ciò che manca, “nostalgia” forse appunto, ma i tedeschi ne fanno un termine ben più ricco. Spinta vitale verso la vita e necessariamente verso la morte, non la tomba ma la morte, che è il nostro “confine” naturale e che è l’altra faccia della vita.

    (E non credo che JFK voglia vederti morta, la “Manu morta” – giammai. Penso piuttosto che voglia assumerti, è diverso.)
    🙂

    @Fabio: Giorgio ha apprezzato! Il resto è rimasto senza parole da tanta meraviglia, ecco.


  17. Al tempo, vorrei precisare che non sono rimasto senza parole.
    Sul diciottesimo parallello sono rimasto senza audio.
    In queste condizioni che tipo di contratto vuoi che possa offrire a Manuela?
    La setti manu corta?


  18. E non credo accetterebbe neanche un contratto da manu-vale…


  19. Arte: Grazie per il chiarimento prezioso sui termini tedeschi. La Manu morta! Verrà il tempo! 😉

    JFK: Ok per la setti manu corta! Ma con altre mansioni,se possibile. Potrei lucidare rotelle e ingranaggi e tentare qualche composizione metal-floreale da installare nei vostri locali? Oppure dedicarmi totalmente alla cura del vostro verde, s’il vous plaît? Parliamone.


  20. Volevo solo dire che il commento di Manuela postato il 4 alle 4.32 e’ magnificente, adesso lo ricopio e lo rileggo una volta al giorno fino alla fine dell’anno. Grazie.

    Moddi e’ un uomo, circa ventenne, Giorgio/ Mucca (credo siate la stessa persona). Si chiama Pal Knutsen. E la citazione di Day is done di Nick Drake e’ appropriatissima. Ogni volta che ascolto A sense of grey (dal suo album di esordio che se ti piace Nick Drake ti straconsiglio) mi viene in mente proprio Day is done.

    Scusa Arte se mi sono sostituito a te, ma da me i commenti sono piu’ distanziati dei treni locali sulla faentina.


  21. Anzi, che dico, dei traghetti per Senja.


  22. Fabio: Solo fino alla fine dell’anno? ;)Grazie a te! A proposito di Nick Drake : lo ascolto con amore rabbioso e sento freddo, tanto freddo.


  23. Ma prego Fabio, fai come se fossi a casa tua (in un certo senso lo sei, diciamo che sono abitazioni comunicanti).

    Il prossimo traghetto parte alle 19, quello delle 11 l’abbiamo perso. Ma non ho rimpianti…
    😉

    http://www.visitsenja.no/
    che ne dici? 🙂

    @Manuela: Cento di questi anni, eh.


  24. @Manuela Tutta questa disponibilità e fervore mi commuovono, ti prenderei a scatola chiusa, come i famosi pelati.
    Non fosse che, ti sarà sfuggito o nel tempo se n’è appannata la memoria, sono sotto contratto come maggiordomo di casa Nobilarte e ho per missione di servire il masala chai nel salotto buono.
    Potrei, con il placet della padrona di casa, subappaltare a te il servizio e dedicarmi all’intrattenimento musicale delle signore.
    Vado forte con la balalaika e quella che fa:

    Suona Balalaika,
    tutte le stelle sono ancor lassù,
    è stato un sogno che non torna più
    ma mi rimani tu.

    Così le ladies, tra uno chantilly e una madeleine, possono seguitare sul tema della nostalgia e rimpianto.

    🙂 vado via Arte, sì, ora è meglio che vada.


  25. L’avevo linkato anch’io quel sito quando parlai di Moddi di la’ in Engadina, e ci torno spesso. Oggi ho presentato il piano ferie, tieni le dita incrociate per me.

    Nick Drake mi fa sentire un freddo che entra nelle ossa e che pero’ da’ consolazione. E’ una sensazione impossibile da spiegare.


  26. Arte: A Dio piacendo… 🙂

    JFK cantore: Se le signore accettano, io ci stò!

    Fabio: Quel freddo lì. Non è necessario che tu cerchi di spiegarti perché forse capisco. Spesso si patiscono gli stessi mali.


  27. Ecco, Nick Drake riesce spesso a dare corpo alla mia nostalgia, sia quella di ciò che è perso, ma anche quella di ciò che deve venire, come la saudade, ma nordica. Come dice Fabio, un freddo che entra nelle ossa e che consola.


  28. @JFK: Niente subappalti, e soprattutto niente balalaika! Contieniti!

    Invece di andare via, portaci un bel vassoio di chantilly insieme al tè, che gradiamo.

    E per favore chiudi quella finestra che quello spiffero di Nick Drake mi sta congelando tutti gli ospiti!
    😀

    @Mucca: Azzeccatissimo secondo me il rimando alla saudade.

    Su Nick Drake sono lieta di trovarvi d’accordo, però vi devo dire che secondo me Pål Moddi Knutsen è anche meglio (sarà il maglione norvegese).


  29. molto bella la musica, e molto in tema. Nick Drake invece è Oltre la nostalgia, direi.



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