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Lo scarto

27 marzo 2011

 

Lo scarto insormontabile che c’è tra i tasti tanto vicini da poterli sfiorare e la condanna al silenzio che lo impedisce.

Tra il desiderio e il suo oggetto, che lo scarto rende soggetto del desiderio.

Tra il sussurro e il fragore.

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8 commenti

  1. non so se è frustrazione, dolore o rassegnazione


  2. @Zefirina: Nessuna delle tre, secondo me.


  3. Visto con occhio pragmatico, lo scarto è lo spazio che intercorre tra l’ aspirazione di ognuno e l’oggetto del desiderio.
    Non un vuoto a perdere quindi, se mai un digiuno da colmare.
    In un discontinuo alternarsi di sussurri e fragori, la vita s’incarica di scrivere la partitura del singolo.
    Ad alcuni sarà dato dirigere l’orchestra, altri siederanno fra gli orchestrali, chi nel coro o fuori del coro.
    Qualunque sia il ruolo, o per scelta o per condanna molti scarti si frapporranno sul cammino dell’individuo.
    Non possiamo evitare le condanne, ma impegnarci nello scartare gli scarti sovrabbondanti potrebbe essere un utile esercizio.
    Detto da un rotelliere in odore di metalmeccanico, da prendere con le pinze e immergere in un bagno galvanico di sostanza.
    Arte, specialità della ditta questa.
    Prendi, incarta e porta a casa.
    🙂


  4. @JFK: Interessante metafora, pragmatica come sempre. Mai sottovalutare i metalmeccanici. Io poi su uno di loro una volta ci ho fatto anche un post: se non era per lui, sarei probabilmente ancora prigioniera di quella toilette del regionale Arezzo-Firenze, ormai mummificata….
    brrr


  5. Lo scarto resta, ma penso che in questo caso è come se fosse colmato – per un vero musicista, la musica è anzitutto dentro, in testa.


  6. @Tania: È dentro, ma dove, se in testa o nel cuore o altrove, non saprei dirtelo.
    Colmare lo scarto è la forza che ci fa vivere, e alla quale diamo molti nomi.


  7. Curioso, ultimamente anch’io pensavo ad un post sullo scarto, con una sfumatura un po’ diversa – forse una questione di percentuale. C’è quello ampio, che fa deragliare, e c’è quello impercettibile, lo scarto esiste comunque sempre, anche nelle apparenti coincidenze (di desiderio, comunicazione o altro).


  8. @Laura: È verissimo, c’è sempre uno scarto, perchè appunto secondo me tendiamo sempre alla completezza ma questa è impossibile. Eppure è questa la spinta che ci fa vivere.
    Lo scarto deragliante mi interessa particolarmente, ma per carità, anche quello non deragliante ha tutte le ragioni di esistere (e gli è complementare). Tu fallo il post, c’è molto da dire.



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