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Il mare metafisico

22 febbraio 2011

 

 

Singoli fenomeni, però, talvolta scuotono quella conoscenza sopita, ed essa torna ad affiorare e a far trepidare. E allora torno vagamente a vederlo, il mare della mia infanzia, nelle sostanze fluorescenti – soprattutto nella luminescenza color mela verde del tubo di Crookes -, o nell’odore delle alghe; annuso quel mare metafisico perfino in una boccetta di tintura di iodio, e sento la sua risacca nei ritmi altalenanti delle fughe e dei preludi di Bach e nel rumore secco e sonoro della brace rivoltata. Ricordo le mie impressioni di bambino e non mi sbaglio: sulla riva del mare mi sentivo faccia a faccia con l’Eternità amata, solitaria, misteriosa e infinita dalla quale tutto scorre e alla quale tutto ritorna.

L’Eternità mi chiamava, e io ero con lei.

Pavel Florenskij, “Ai miei figli”

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11 commenti

  1. e qui mi vengono in mente un paio di cose:
    – la canzone Eternità (credo si intitoli proprio così) cantata da Ornella Vanoni
    – il mare di Forte dei Marmi, quello della mia infanzia.


  2. @Lola: Certo che ti viene in mente Forte dei Marmi, lo scenario è quello, con le Apuane sullo sfondo – la foto è fatta sul molo di Viareggio.


  3. 😉
    sento anche il profumo di focaccia e bomboloni


  4. Eccoti qua, davvero da piccolina! Con un bel testo evocativo e una magnifica interpretazione di Maisky – passionale e leggiadra, bellissimo suono. Fammela riascoltare, va’.


  5. @Tania: Passionale e leggiadra, esatto. Quella malinconia slava in combinazione con le onde di Bach, insuperabile.


  6. bello condividere con te questi ricordi


  7. ehm volevo dire bello che tu condivida con n oi questi ricordi


  8. Il concetto era chiaro!
    😀


  9. A me succede tuttora, sulla riva del mare o sulla cima di una vetta alpina, di sentirmi faccia a faccia con una entità misteriosa e infinita.
    E di pensare che, in quel luogo e in quel momento, l’infinito e il mistero mi prendano per mano.
    Avendo le Apuane alle spalle e l’orizzonte marino di fronte, sono certo che sarebbe successo anche a Viareggio, più intensamente ancora.


  10. Da anni vivo a Livorno, città di mare.
    E questo bellissimo pezzo che ci posti sintetizza alla perfezione il rapporto con l’orizzonte blu.
    Che poi è il rapporto con l’infinito dentro i nostri occhi, con quella sensazione che non finiremo mai e che non siamo mai stati finiti, che siamo “eterni in viaggio”.
    Un saluto, piacere di rivederti.
    Fabio


  11. @JFK: È molto probabile che tu abbia ragione.

    @Fabio A.: Boia deh, chi non muore si rivede! Fa piacere anche a me rivederti. E complimenti per il nuovo blog!



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