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Segni sul corpo

23 gennaio 2011

È giovane, piccola, carina. Le sopracciglia perfettamente disegnate, la pelle di porcellana leggermente ambrata, i denti bianchissimi. E candidi sono i segni di tagli netti, cicatrici che spiccano all’interno del suo avambraccio sinistro, come decorazioni tribali, segni visibili di appartenenza ad un passato meno levigato.

Nella penombra della cabina, mi lascio muovere e posizionare come una bambola, spalmare, torturare di rapidi strappi seguiti da colpettini rassicuranti, professionali. Mi avvolgo in spirali di fumo, candele profumate, note orientali, silenzio. Obbedisco al suo sorriso, ai suoi discreti orecchini di perla. Non abbiamo un passato, uno spessore. Il nostro corpo non è nostro. Conosce ogni mio visibile segreto. Io, dei suoi, solo uno.

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27 commenti

  1. Molto bello artepilla!


  2. Grazie Zauberilla!


  3. E scusa…nella penombra della cabina e della pelle di porcellana leggermente ambrata, c’è posto per tutti?
    🙂


  4. @JFK: La risposta è no. Categorico.


  5. Arte: Il corpo parla. Sempre.

    JFK: Ho come il sospetto che certi atteggiamenti di certi personaggi facciano tendenza. Non sarà mica così, vero? Oppure ho frainteso con troppa malizia? 😉


  6. @Manuela: Sì.Il corpo parla anche quando non vorremmo che lo facesse. Oppure dice altre cose da quelle che vorremmo che dicesse.


  7. @ Arte: Uh, che maniere, qui fanno sempre così perché sono grandi e io piccolo e nero.

    @ Manu: Uh, che maniere, qui c’è qualcuna che pensa di farmi nientemeno Cavaliere.


  8. @JFK-Calimero: “Tu non sei nero, sei solo sporco…” – diceva l’Olandesina.

    😉


  9. JFK: Mi sono permessa di scherzare (forse ho esagerato…) ma solo perché mi pari estremamente intelligente ed ironico. 🙂

    Tu Cavaliere? Ma và!!! A lui un ammollo nella tinozza con Ava-come-lava non servirebbe a nulla. Mentre tu non ne hai bisogno. Basterebbe una scrollatina d’ali. Forse… sai, sempre homo, sei. 😉


  10. Il Cavaliere Sporco e l’Olandesina.
    Siamo alla diffamazione.
    E’ falso, mai entrato in cabina con una olandesina.

    😉


  11. Manu, sono così offeso che ne sto ridendo ancora.
    😀


  12. Scherzo di Manu, scherzo di villanu…

    Qui non si offende nessuno, spero.

    😀


  13. I segni sul corpo sembrano il tratteggio di un disegno che ha fatto, per così dire, “il suo tempo”.

    Basta un piccolo neo, una scalfittura, fatto di per sé non quantitativo, e si può sapere abbastanza, forse anche troppo.

    Perfino quando siamo abbandonati a qualcuno, sul piano del corpo, chi si prende cura di chi? visto che nel moto il corpo attraversa il suo completamento.

    Sono convinto che il corpo umano, nel suo disegno, sia forma compiuta dell’intelligenza in cui si riflette l’identità di ognuno; e se in questo c’è un espropriazione di fondo, magari possiamo desumere che non è detto che il visibile sia “il disegno”.


  14. Ci sono corpi che parlano molto più di altri, ma è pur vero che anche un corpo che non racconta visibilmente le proprie vicissitudini, dice comunque qualcosa di sé.


  15. @Mauro: Sì.Quando siamo abbandonati a qualcuno, e questo può avvenire a più livelli di coinvolgimento, da quello di “negotium” della seduta dall’estetista all’essere ad esempio pazienti, fino all’abbandono alla persona amata, si crea comunque una dinamica di pieni e vuoti, un movimento incessante di vasi comunicanti. “Chi si prende cura di chi?” è una domanda alla quale non esiste risposta, perchè il moto dei corpi è appunto circolare. Idealmente, ogni situazione di cura (nel senso della parola inglese “care”, alla quale non esiste equivalente italiano)è paritaria, in equilibrio, anche se precario, temporaneo. E, sempre per questo, quando ci prendiamo cura dell’altro avviene uno scambio, per cui nessuno dei due si “svuota” mai.
    Quando ho scritto “Il nostro corpo non è nostro” intendevo appunto questo.
    E, sempre, le scalfitture, le asperità naturali e provocate, le mappe di vene e la differente consistenza dei tessuti, sono sussurri del nostro vissuto, spiragli attraverso i quali vedere. Non tutto “il disegno”, ma solo un piccolo tratto a matita, un dettaglio, che ci dice però qualcosa.
    Io guardo molto, e mi lascio guardare.


  16. @Tania: Alcuni corpi sembrano gridare “guardami!” e il messaggio è apparentemente chiarissimo. Tuttavia, non sempre ciò che appare evidente è il vero messaggio. Spesso, è l’opposto. Ma è comunque un dire qualcosa di sè.


  17. Ho esperienze alquanto meno mistiche in riguardo.
    (situazione tipo: lettino di ambulatorio, ecografista che mi appoggia la sonda sul tendine di Achille, e dopo un microsecondo: “questa è una borsite cronica!”. Un po’ di tatto, eccheddiamine)


  18. @Rob: Se per questo, io ho persino esperienze del tipo “Anche con mia moglie può essere bello così”.
    Infatti, ho scritto “idealmente”.


  19. Rob,
    niente di mistico nel fatto che esiste una generalità intelligente o se vogliamo razionale nel disegno del corpo umano.
    Hai presente l’architetto Vitruvio, il quale raccolse l’esperienza degli architetti greci, che nella generalità della forma del corpo umano appunto, traevano i moduli per la realizzazione della loro architettura?
    Su questa generalità si fonda la particolarità dell’identità di ognuno, e questo è un fatto!
    E’ noto poi, che l’identità raccoglie in sé tutti i possibili aspetti ed esperienze che la formano; fin’anche la pessima esperienza di una sbrigativa diagnosi di borsite cronica.
    Il “disegno” poi, si può situare su un piano creativo o intuitivo, ma come tu mi insegni, è proprio la scienza razionale a dirci che: non è detto che nell’evidenza si esaurisca la realtà di un fenomeno.
    Semplice no?
    Un saluto.


  20. Rob:
    Qualche anno fa cominciai a soffrire di forti dolori alle mani. Quando entrai in ambulatorio con le lastre sotto braccio, mi presentai al giovane medico con una forte (benché dolorante) stretta di mano. Poi lui prese le mie mani e cominciò ad esaminarle come se dovesse predirmi il futuro. “Vede, signora, stà facendosi strada una bella artrosi, forse deformante. Si vedrà col tempo. Ma lei non si preoccupi. Le sue belle mani conserveranno una forza e una bellezza forse non più così evidenti come ora, ma sicuramente percepibili.”
    A volte, è solo questione d’incontri. (Comunque, anche allora, niente di mistico)
    Ah! Le mie mani stanno abbastanza bene, grazie!


  21. La diagnosi di borsite cronica, ahimè, era corretta.

    Per il resto, scusate ma non vi seguo. Quell’aggettivo, “mistiche”, l’ho usato per mettere in ridicolo con un contrasto improbabile le mie personali esperienze. Una figura retorica, usuale nell’ironia, detta “paradosso”. Era me stesso che stavo prendendo in giro.

    Però – quando si arriva al punto di dover spiegare che si stava scherzando, direi che è arrivato il momento di salutare e togliere il disturbo.


  22. @Rob: Ho pensato molto a cosa risponderti, e la cosa più onesta che posso dirti è che se te ne andassi da Pioggia Blu mi dispiacerebbe.

    Quanto al mio commento, è un penoso rigurgito e lo cancellerei se non ritenessi che abbia un qualche valore documentario.


  23. Forse a questo punto potrebbe tornare utile la borsa del ghiaccio.
    E io che stavo per accodarmi al coro delle esperienze mistiche sulla poltrona del dentista.
    Passo.
    😉


  24. “Il corpo sa tutto”
    Banana Yoshimoto.

    mi ha fatto venire in mente questo titolo.


  25. @Lola: aaarrrggghh – tutto tutto?

    😉


  26. tutto tutto no ma tantissimo sì, non credi?
    🙂


  27. Ahimè, sì.



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