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L’enigma

9 gennaio 2011

Non ho mai ascoltato niente di così bello.

 

“Qui riposa la scintilla della vita che infiamma la polvere: il nostro grande e alto interrogativo che riguarda l’enigma di questo mondo. Neppure ciò che è più remoto nello spazio o sepolto nel passato ci concede requie, e i nostri telescopi orientati verso le stelle fisse, le nostre reti che s’immergono nel mare profondo, le zappe che sgombrano le macerie depositate sopra città, teatri e templi scomparsi, tutti questi strumenti sono sospinti da un problema, se anche là e anche allora si possa rintracciare l’intimo nocciolo della vita, la forza divina che dimora anche in noi. E quanto più sono misteriosi e strani gli spazi da cui proviene, quanto più l’eco giunge opaca da millenni e zone glaciali, tanto più la risposta che suona alle nostre orecchie ci tocca nell’intimo e ci rende felici.”

Ernst Jünger, “Il cuore avventuroso”

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12 commenti

  1. Veramente bravi. Mi hanno ricordato molto un CD di cori ortodossi che avevo, sempre russi credo, che mi avevano regalato anni fa… ma non riesco più a trovarlo :(((

    Se ti va partecipa al giochino che ho messo sul blog… do la soluzione stasera:
    http://22passi.blogspot.com/2011/01/indovinello-di-critica-letteraria.html


  2. @Daniele: Lo sai che quando lo letto “bravi” lipperlì non capivo il significato della parola che stavo leggendo? È difficile spiegarti, ma era come se ci fosse stato scritto “xyxkyz”… poi l’ho collegata ai monaci e ho capito cosa stavi dicendo.
    Perchè in effetti, vocalmente, sono bravi, hai ragione.
    È che questo fatto mi appariva così periferico, non ci avevo neanche pensato.

    Per il giochino, no grazie, per me è troppo difficile.
    🙂


  3. E’ vero, quanto più giunge da lontano, da dimensioni misteriose e inseplorate, tanto più quella risposta ci appaga, in un certo senso.


  4. @Tania: Sì. La cosa più difficile, forse, è invece trovare l’eco di questa forza nelle cose vicine, quotidiane, nei volti di chi ci è intorno.
    Io in questa musica sento quell’eco.


  5. Ancora non ho potuto ascoltare il brano, per via del noto gap tecnologico.
    Tuttavia, la ieraticità delle immagini, la solennità del testo, e così la beatitudine che traspare dallo spoglio commento, parlano ugualmente chiaro.
    Dopo i fiumi di gewurztraminer e coquillages di fine anno sembri incamminata verso un misticismo purificatore dei sensi.
    Ce la potrei fare, per qualche giorno, ad indossare l’austerità del saio, ma quei pentoloni in testa…
    Cacciato dal monastero per inosservanza del kamilavkion.

    Non volevo rovinare tutto, giuro che non volevo.
    😦


  6. @JFK: Non si tratta di purificare i sensi, perchè non c’è nulla da purificare… omnia munda mundis, caro JFK. E nessuno ti ha mai chiesto di indossare il saio, nè il pentolone…
    Si trattava di ascoltare, ma siccome hai questo handi-gap tecnologico, ego te absolvo.
    Vai in pace figliuolo.


  7. 🙂
    @arte
    Ahimè, avendo cantato per anni in un coro non posso fare a meno di restare incantato di fronte alla tecnica… ma non intendevo solo questo. Intendevo “bravi” per tutto quello che trasmettono col loro canto.
    Per il resto, nella scienza le risposte arrivano quando ci si pone la domanda giusta, nella spiritualità (e nelle nostre vite) arrivano – credo – quando si cessa di fare domande. Ma è tanto difficile! 🙂
    P.S. Ho una connessione e un computer veloce, però ho avuto anch’io problemi per ascoltare il video: ho dovuto metterlo in pausa e aspettare che si caricasse tutto (e c’è voluto parecchio, credo una mezz’oretta!); cosa insolita per un video di YouTube… forse c’erano un bel po’ di bit mistico-quantici in mezzo a quelli binari!!! :)))
    Un abbraccio e buona domenica


  8. @Daniele: Hai ragione. Il problema nasce quando si cerca di analizzare la propria vita ponendo le stesse domande che si pongono in un contesto sperimentale, quando si cercano rapporti univoci di causa-effetto tra singoli eventi, quando si fanno i bilanci, le medie, si collezionano dati, li si catalogano in categorie. So tutto su questo tipo di errori. Eppure tendo a continuare a chiedere: chi? dove? quando? perchè?
    (e anche: quante volte, figliuola, quante volte?)


  9. Molto belle anche le immagini, che introducono bene alla musica.

    Ti posso consigliare un paio di dischetti in tema? Il primo e’ stato pescato dallo shuffle del mio lettore proprio stamattina:

    Valentin Silvestrov, Sacred works (ECM New Series): http://ecmrecords.com/Catalogue/New_Series/2100/2117.php?lvredir=712&catid=0&doctype=Catalogue&order=releasedate&we_search=%2Bvalentin+%2Bsilvestrov&rubchooser=302&mainrubchooser=3

    e Anchiskhati Choir, Polyphonic voices of Georgia (World Audio Foundation):

    http://www.souljazzrecords.co.uk/releases/?id=16415.

    Buon ascolto!


  10. Grazie davvero dei link Fabio!
    Pensa che coincidenza: ultimamente mi sto interessando proprio di musica georgiana (è nato tutto come uno scherzo, e invece ho trovato un tesoro.)


  11. Ritorno per caso sul tuo blog perché convinto l’avessi messo in stand-by prolungato e trovo questa perla. Che bello! Grazie e un bacio 🙂


  12. Antò, non è in “stand by”, è in “play”!
    🙂
    ciao caro



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