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La fine di tutte le cose

31 dicembre 2010

 

 

È d’uso comune, soprattutto nel linguaggio della pietà religiosa, attribuire a un uomo che sta morendo il seguente modo di dire: egli sarebbe sul punto di passare dal tempo all’eternità. Tale espressione non vorrebbe dir nulla, di fatto, se qui per eternità si dovesse intendere un tempo che si protrae all’infinito. In tal caso l’uomo non uscirebbe mai dal tempo, ma si limiterebbe sempre solo a passare da un tempo a un altro tempo. Perciò, occorre leggere tale formula nel senso di una fine di ogni tempo in cui, tuttavia, l’uomo continua a permanere, ma tale durata (la sua esistenza considerata come grandezza) deve, insieme, venire intesa come una grandezza del tutto incommensurabile rispetto al tempo (duratio noumenon), della quale noi non possiamo naturalmente formarci nessun concetto (se non un concetto meramente negativo).

 

Immanuel Kant, “La fine di tutte le cose”

 

… e buon anno nuovo a tutti.

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11 commenti

  1. Grazie del ricco spunto per iniziare il nuovo anno. Mi hai fatto ricordare che eternità e infinito sono due facce di una stessa medaglia a cui mi sono sempre proteso con curiosità e stupore. Mi affascina per esempio l’operazione matematica di “limite all’infinito”: la nostra coscienza terrena non penetra il “regno dell’infinito”, però la nostra mente dall’andamento di una funzione riesce a estrapolarne il risultato all’infinito. Quindi, almeno ragionando di numeri e quantità, una sbirciatina sull’infinito la diamo. E tanti mistici a loro volta hanno tentato di comunicarci i resoconti delle loro esplorazioni, fatte non con la mente ma col cuore. Sì, è difficile farsi un’idea di cosa ci attende alla fine, ma sentire con tutto il proprio essere che qualcosa C’È è più importante ancora.
    Buon anno nuovo anche a te.


  2. @Daniele: Grazie a te per il commento. Trovo interessante quello che dici, ma siccome non capisco nulla di matematica, non so replicare adeguatamente alla tua osservazione, che invece lo meriterebbe.

    Cosa ci attende in realtà non mi interessa saperlo adesso, anzi credo che il fatto che non lo sappiamo abbia un valido motivo. Mi avvince invece l’idea della trascendenza in sè, dell’esistenza immemoriale di Ciò che È.

    Anche a te, buon anno.


  3. Happy new year to you, dear Arte.


  4. ps. By the way, your pics are always great.


  5. @Lola: Thank you. I’ll update the link to your blog, I promise!

    🙂


  6. Se ammettiamo, come scrive altrove Kant, che la fine di tutte le cose possa coincidere con il fine di tutte le cose, cioè con l’affermarsi dei valori morali che porterebbero ad un superamento delle ingiustizie…

    Buon Anno a tutti, ma quanto distante il Regno dei Cieli.


  7. @JFK: E se lo ammettiamo…? Non manca qualcosa qui?

    (Il Regno dei Cieli è vicino! Pèntiti! ;))


  8. Ma io intendevo che:
    Se ammettiamo quello…quanto lontani siamo dal Regno dei Cieli!
    Non trovi?
    Poi, è vero che ci sono anche Regni più vicini, Granducati, Valvassori e Valvassini, chi più s’accontenta più ne trova.
    Pentirmi io?
    Non ci penso proprio
    😀


  9. E lei chi è? Favorisca i documenti.
    (anche se ho qualche sospetto)


  10. Ho come il sospetto che il web abbia dato il via nei miei confronti all’operazione rigetto.
    Oppure sei tu ad alzare la cortina fumogena.
    Bello e bannato.

    Povero JFK 🙂


  11. Pooovero.



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