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Non proprio tutto

25 dicembre 2010

foto: Clara

 

 

Cara C.,
di cuore buon Natale e tutti gli auguri che un essere umano può fare. Ti penso spesso, o forse sarebbe meglio dire ripenso. Tutto scorre, dicono, ma forse non proprio tutto, qualcosa rimane.

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17 commenti

  1. Io direi che quasi ogni cosa rimane, se si è vissuto guardando all’altro prima che a se stessi nello specchio.
    E’ più quello che sedimenta come fertile limo di quanto viene trascinato via dalla corrente.
    Diversamente.
    Mulinano i rimpianti, affiorano le nostalgie, ma il fiume corre veloce al mare.
    E i sogni allora, i sogni postumi di un’avara stagione, non sono che sfocate inafferrabili onde.


  2. Sono sostanzialmente d’accordo.
    Penso che l’entità di quello che rimane dipenda dalla misura in cui qualcosa ci ha coinvolti, da quali parti di noi sono state coinvolte e quali abbiamo preferito (o siamo riusciti a) tenerne fuori.
    Ma c’è anche un altro aspetto, che è conseguenza del primo: ci interessa dimenticare o ci interessa ricordare?


  3. JFK: Già, os potamòs. E penso che esendo noi stessi il fiume (fiume nel Fiume) il nostro destino (o destinazione) non sia altro, appunto, che giungere al mare. Trascinando, accompagnando o abbandonando. Forse ciò che a volte riesce difficile comprendere, e quando lo comprendiamo ci sorprende, è che proprio essendoci un Logos che ci sottende, noi stessi siamo sempre nuova acqua. La memoria, o il ricordo, a volte sembrerebbe ingannare, cercando di mescolare acque nuove e vecchie! Ma solo quando si confonde il ricordo con il desiderio del passato. Tutto ciò che rimane tra le persone, rimane perché si è guardato all’altro, sì, ma soprattutto perché ci si è guardati e Visti in modo reciproco. E questo rimane vivo.

    Arte: Dimenticare o ricordare accade indipendentemente dal nostro interesse in merito, e dico un’ovvietà. Ma perché, se potessimo, dovremmo scegliere di dimenticare? Oppure fare una selezione dei ricordi? Ricordare solo chi o cosa è stato bello, importante, etc, e dimenticare ciò che ci ha ferito, che non avremmo voluto accadesse, etc?
    La memoria, il ricordo (e qui non faccio mai distinzione tra corpo e anima/mente/spirito)ci permette di leggere la storia del nostro divenire. Non avere interesse per il ricordo è non aver interesse per la nostra storia. Certo, non si vive per i ricordi, questo sarebbe un non vivere. Ma ogni cosa che ci è accaduta, che torni infiammata alla mente o rimanga a covare sotto la cenere, fà di noi ciò che siamo ora in questo preciso momento. E ogni cosa che ci accadrà oggi, da questo preciso momento in poi, farà di noi ciò che saremo domani.


  4. @Manuela: Non solo non è un’ovvietà, ma anzi secondo me non è vero che si ricorda o si dimentica indipendentemente dal nostro interesse. Noi selezioniamo continuamente i nostri ricordi, e ricordiamo ciò che più ci ha coinvolti o interessati o feriti. È possibile che la mia scelta del termine “interesse” sia infelice: non intendo con questo dire che ricordiamo solo le cose belle, ma le cose che – in qualche modo, negativo o positivo – hanno avuto per noi un certo significato.

    Tuttavia, il ricordo non equivale alla memoria. La memoria agisce ad un livello ancora più profondo. Perchè il ricordo divenga memoria occorre una presa di posizione, un atteggiamento mentale che secondo me ha le caratteristiche di un atto di volontà – il desiderio che qualcosa non muoia.
    Il che non significa restare attaccati al passato, ma farlo nostra carne e sangue, metabolizzarlo lasciando che ci arricchisca e ci nutra. Rendere il passato vivo, e non il presente morto.
    È qui che operiamo la scelta: quali cose far divenire memoria. Ed è nella volontà di ricordare che sta il valore della memoria (anche se la memoria può dare dolore e non piacere).

    Questa scelta, però, si può anche non farla. Ad esempio, io credo che la persona che ha scritto quell’augurio non l’abbia fatta. Qui siamo al livello dei ricordi, e il ricordo permane perchè quella persona è stata coinvolta. Tuttavia, quella persona non ha scelto la memoria. Ha scelto, coscientemente, di tenere a distanza quel ricordo, episodicamente isolato, come pietre esposte su una libreria, da prendere in mano ogni tanto, come un sedimento depositato da qualche parte nella sua anima che ogni tanto riaffiora, una traccia, un resuduo magari bello da riguardare, un ricordo magari piacevole, ma non una memoria vivente.

    Ma forse sono troppo severa.


  5. Eeeh…ma voi due lì!
    Dal potamòs di Eraclito ( la metafora del fiume nel Fiume è affascinante devo dire ) alla rivisitazione, dagli spalti imbiancati d’un castello in rovina, dell’amletico quesito: dimenticare o ricordare?
    Volete stritolare negli ingranaggi della mente un costruttore d’ingranaggi per trasmissioni?
    Io me la batto, avete lo stramaledetto potere di farmi sentire l’orso Bubu.
    Una volta almeno c’era Simbolyc, per farsi una birretta e via.
    E per merenda la padrona di casa ti dava anche il formaggino.

    Circa il quesito sull’interesse a ricordare o dimenticare, Goethe era abbastanza pragmatico nel sentenziare:
    “ Dove vien meno l’interesse, vien meno anche la memoria. “


  6. @JFK: Ma Goethe è così, basta che io scriva una cosa e subito dopo la scrive anche lui. Io nasco il 27 agosto e lui il 28, per dire.

    😉


  7. Arte: Nella tua ultima considerazione, circa lo scritto di auguri del post, mi è sembrato di leggere un pò di dispiacere e forse amarezza, più che severità. E dire che mi era parso un messaggio d’auguri che contemplava una presenza e non un’assenza,memoria e non ricordo. Ma solo tu puoi sapere, ed io non mi permetto d’invadere il tuo intimo.

    JFK: L’orso Bubu? Leggendo il tuo primo commento, immaginandoti tra le inafferibili onde, ti vedo più come Ih-Oh, malinconico asino viola, meraviglioso come tutti gli asini. E prendilo come un complimento. Amo moltissimo Ih-Oh!


  8. @Manuela: Rileggendolo, ci leggo quello che ci leggi tu. La verità (se esiste) è che quella mia ultima considerazione è acida, e probabilmente ingiusta.

    Quanto a JFK, mi permetto di farti notare che egli non è affatto Ih-Oh, asino lamentoso e perennemente sfortunato (e in toscano ti direi che mi fa venire il latte ai ginocchi). Egli è, piuttosto, uno splendido esemplare di Winnie-the-Pooh!
    Quanto a me, io non sono altri che Kanga.


  9. Succede che a volte scorra nelle vene yogurt scaduto da tempo, ma tranquilla… lo sai che viene espulso e poi si è nuovi di nuovo, no? 😉

    La verità? Temo sia solo un punto di vista.

    Riguardo a JFK, ricordando molti dei suoi interventi, concordo sulla tua definizione. Oltre a considerarlo divertente, ironico, acuto e profondo (non mi starò mica innamorando, eh?)a volte ho colto in lui una vena malinconica. E allora, per un attimo, l’ho visto con grandi orecchie e muso rivolto al firmamento.

    Ho come il sospetto che la tua bambina, ogni tanto, cerchi ancora d’nfilartisi dentro al marsupio, con le gambe che stanno fuori. Proprio come i canguri piccoli diventati grandi. 🙂


  10. JFK: Si scherza, eh?! come dice Benigni…


  11. Vediamo.
    I cavalli son stanchi nell’umida sera sono quelli della foto no?
    C’è orso Bubu e mi candido alla rappresentazione.
    Kanga la fa Arte con la bambina a testa in giù nel marsupio, uno spettacolo nello spettacolo.
    L’asino viola dalle lunghe orecchie e il muso al firmamento mi varrà la nomination a miglior ragliatore non professionista.
    Logos…logos non so bene che specie sia, mi sa che te tocca Manu.
    Mettiamo su il New Circus Barnum o il Braccobaldo show?
    🙂

    Senti Manuela: scherza, scherza pure con Benigni, basta che non m’infili in quella che:

    “ Per carità: io a Emilio Fede gli voglio bene come se fosse normale “.

    Buon Anno a tutti, dal luogo di pace che ci ospita.


  12. JFK: Pronta per il Circo!

    Mettiamola così: “Per carità: io a JFK gli voglio bene come se IO fossi normale!” 😉

    E che sia davvero Pace per tutti!
    Auguri!


  13. Vedo che alcune delle parti sono già state assegnate. Però in questo teatro, che più che un teatro è un carrozzone, uno spettacolo viaggiante, una compagnia di guitti, le parti se le scelgono gli attori.
    Non c’è discussione sul fatto che JFK dev’essere Winnie the Pooh, ha proprio le fisique du role ecco. Kanga e Roo sono già occupate dalla capocomica e da sua figlia detta Gamba Lunga, le altre sono a vostra disposizione.
    Non litigate.
    Restano ancora: Ih-Oh, Tigro, Pimpi,Uffa, Tappo e non ultimo Christopher Robin, l’unico essere umano nel Bosco dei Cento Metri.

    E guai a chi è normale.


  14. E auguri, naturalmente. Buon anno a tutti.


  15. Posso venire a fare il gicoliere? Al posto delle clave potrei usare le bottigliette di birra!

    Auguri a tutti!!!


  16. @Simbolyc: Nel carrozzone c’è posto per tutti, anche per te.

    E, a proposito di bottiglie, ci sarebbe libera la parte di Tappo, così descritto su Wikipedia:

    “Intorno alla sua casetta ha un piccolo orticello dove coltiva carote ed altri ortaggi. Ha anche una cassetta della posta con il suo nome ed un grande recinto tutt’intorno la casa. Lavora molto nel suo orto, per questo non esce quasi mai di casa e in genere sono i suoi amici che vanno a trovarlo. E’ molto pratico e preciso, ama la pulizia, la modernità e l’ordine e si arrabbia sempre quando le cose non vanno come lui vorrebbe (secondo i suoi piani).”


  17. Scusa Cinzia Cara,

    vedo solo ora la foto e il tuo bellissimo messaggio di auguri. Anch’io ti penso spesso, anche se, a giudicare dall’incostanza delle nostre comunicazioni, beh, non si direbbe! Ma giusto ieri parlavo di te con un’amica che aveva letto, anni fa, in Belgio il tuo blog, e ne era rimasta affascinata. E mi chiedeva se poteva entrare in contatto con te. E’ dunque per questo che ho letto il messaggio. So che tra noi si può stare mesi e anni senza sentirci, ma nulla cambia, e nessuna delle due se ne fa un problema, basta ritrovarsi e ci si capisce al volo, sbaglio???
    Sappi che quando mi lamento della neve e del freddo, come in questi giorni, mi consolo pensando a te, alla luce fioca dell’inverno polare, anche alle vostre belle case accoglienti e riscaldate. E invidio i miei tredici cavalli che del freddo se ne infischiano! :-))
    Allora, posso dare le tue coordinate alla mia amica Pia Kalfon???
    Ti bacio e ricambio tutto il bene….a presto,

    Clara



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