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17 dicembre 2010

Foto: Mario de Biasi

 

 

 

The tragedy of sexual intercourse is the perpetual virginity of the soul.

 

W.B.Yeats

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10 commenti

  1. Nel rapporto sessuale, che è una delle forme dello stupore e della pienezza della vita, l’anima è vergine, come di fronte alla morte.


  2. Non sono del tutto d’accordo. Il rapporto sessuale può essere quello che dici tu, ma può anche essere altro: una fuga, un caso, un abuso, un passatempo, una coazione a ripetere, o altro ancora. L’anima, in questi casi, non ne viene neanche sfiorata.
    Mentre se si fa l’amore, la pienezza della vita ci investe come un frecciarossa che deflora l’anima a duecento all’ora, la trapassa e la fa riemergere più vergine di prima.


  3. Ma allora perchè citi questo passo di Yeats? In ogni caso per rapporto sessuale, lo intendevo io pure nella sua accezione, percosidire “migliore”.


  4. (leggasi: fare l’amore)


  5. Lo cito perchè Yeats, secondo me, sta dicendo proprio questo, attraverso una finissima contrapposizione linguistica di termini. Tuttavia, io non sono sicura di questa mia interpretazione. Da qui, il tag che ho usato: domande. Perchè volevo appunto parlarne con voi.

    Una parola come “sexual intercourse”, rapporto sessuale, è un termine medico, giuridico, meccanico direi: materia (attenzione non dico corpo, dico materia).Non implica nessun coinvolgimento emotivo. Sall’altra parte abbiamo invece “the soul”, l’anima, il livello più sottile della materia, cioè l’energia. Poi “virginity”, verginità, che implica un valore e una pienezza, non un valore fisico o tantomeno anatomico, nè legato ad una particolare religione, ma ad una dimensione spirirituale dell’essere.La parola “perpetual” appartiene al linguaggio religioso. Il contrasto tra questi termini dà vita alla tensione di questa frase, soprattutto per la presenza, al primo posto, della parola “tragedia”. In connessione con il ripetersi dell’atto sessuale casuale, meccanico, la parola perpetual somiglia a una condanna. Il fuoco perpetuo, la pena perpetua di non riuscire mai a toccare l’anima. La verginità perpetua, in questo caso, è una condanna.

    Ma “perpetuo” significa anche “fuori dal tempo”. Perchè questa è la dimensione dell’anima, alla quale si può accedere solo attraverso l’amore (e l’amore completo per forza ha bisogno del corpo). È nell’incontro d’amore, e non nel rapporto sessuale, che le anime si toccano. “Intercourse” è la frequenza, la fisiologia, la meccanica. “Perpetual virginity” è il sempre e il mai dell’atemporalità. È la qualità, l’evento magari raro o unico, ma irripetibile.

    “Come di fronte alla morte”. Appunto.


  6. Alla luce di tutto quello che ci fai notare nella tua lettura, anche a me viene di dare la tua interpretazione delle parole di Yeats.
    Quanto al trovarsi in sintonia o meno con il suo contenuto…io trovo che emerga, proprio da quest’uso di termini mutuati dal linguaggio religioso, non solo una constatazione derivata dall’esperienza, ma anche una considerazione moralistica piuttosto “grave”… In un aforisma poetico come questo è insita anche la frase lapidaria, e dietro, forse, c’è una visione poco propensa alle sfumature dell’esistente. Ma non conosco Yeats, in realtà, e forse la mia interpretazione è un po’ fantasiosa.


  7. Tania, non amo la lettura storico biografica degli autori. Quando si parte da una frase isolata, poi, l’unica cosa che si può fare onestamente è leggerla attentamente, cercando di capirne la struttura. Tuttavia, quello che so di Yeats parrebbe avvalorare la tua sensazione di “gravità”.


  8. Nel solco della metafora ferroviaria, penso che ad un’anima trapassata e deflorata a duecento all’ora, mentre si fa l’amore, faccia del bene non uscirne vergine.
    Se si pensa alla verginità come ad una dote che l’anima stessa amministra e difende, fino a quando non è portata a condividere la dimensione spirituale dell’essere, cioè fino al punto in cui non decide di perderla a proprio vantaggio e in favore dell’amato.
    Chè, in questo caso unicamente, la perdita diviene reciproco arricchimento.


  9. @JFK: La metafora del Frecciarossa era decisamente azzardata, rileggendola me ne rendo conto.

    Tu sembri attribuire una dimensione di volontà all’anima, una decisione. Io non credo questo. Credo che si tratti piuttosto di una crescita, di un affinamento, che può dar luogo ad un evento. Ma sono d’accordo sul reciproco arricchimento, perchè più ci si dà, più ci si arricchisce.


  10. Concordo con l’interpretazione di Arte.
    Non so se concordare, tuttavia, con Yeats. L’anima non ne esce mai vergine, nemmeno dopo un “semplice” rapporto sessuale.
    Ci si mischia un po’. Sempre.

    “Niente esiste indipendetemente dalla totalità”
    Terzani



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