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Passeggiata notturna

24 novembre 2010

Niente è paragonabile. Esiste forse cosa
che non sia tutta sola con se stessa e indicibile?
Invano diamo nomi, solo è dato accettare
e accordarci che forse qua un lampo, là uno sguardo
ci abbia sfiorato, come
se proprio in questo consistesse vivere
la nostra vita. Chi si oppone perde
la sua parte di mondo. E chi troppo comprende
manca l’incontro con l’Eterno. A volte
in notti grandi come questa siamo
quasi fuor di pericolo, in leggere parti uguali
spartiti fra le stelle. Immensa moltitudine.

Rainer M. Rilke

ascolta: Arvo Pärt, Pari Intervallo

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5 commenti

  1. bellissima, a volte anche io sono fuori pericolo, a volte


  2. E dunque, se a volte siamo in leggere parti uguali spartiti, non diventiamo per ciò stesso paragonabili?
    Lo so che Rilke direbbe: ti arrampichi sulle stelle.
    Era per non arrendersi a che le cose galleggino da sole e siano indicibili.
    E che cavolo! Sono così belle le passeggiate notturne in compagnia, chiamandole per nome le stelle.

    🙂


  3. @Zefirina: Quasi fuori pericolo, quasi.

    @JFK: Ma io non sento questo bisogno di “chiamare” le cose. (Tu sì, forse perchè sei di Torino).Le cose av-vengono anche se non le chiami. E chi si oppone perde la sua parte di mondo.


  4. io nn sono tra chi troppo comprende.


  5. @Roberta: Io penso che tu comprenda esattamente quello che c’è da comprendere, non troppo, non troppo poco.



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