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vorrei esserlo

5 novembre 2010

 

Da ieri ho un accampamento di quattro ragazzine in casa. Passano il tempo a truccarsi, giocare a mosca cieca, mangiare quantità per me inusitate di cibo (sono abituata alle porziuncole di mia figlia), guardare programm trash, scambiarsi bigliettini e sussurrarsi segreti, “dormire” tutte insieme sul divano letto, ridacchiare, provarsi vestiti.

Fino all’anno scorso non avevano odore. Adesso, alla soglia degli undici anni, prima di aver scoperto la doccia quotidiana ma con gli ormoni già in fermento, conferiscono alla casa una fragranza sottile di sudore maldestramente camuffato da profumi forti e dolci, che si spruzzano addosso a litri.

Riordinando, ho rinvenuto dei bigliettini che evidentemente si erano scambiate:

Sei innamorata?

NO!

E tu sei innamorata?

No, ma vorrei esserlo.

 

 

Inquietante.

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20 commenti

  1. Cosa ti inquieta esattamente?


  2. Ma infatti, cosa c’è di inquietante?
    “Vorrei essere innamorata” come “vorrei essere grande” – salvo poi arretrare davanti a certi rituali dei grandi, tipo, che so, la doccia quotidiana.
    (ti avverto: potrebbe essere una dura lotta)


  3. Ma che bellezza, Arte!!!
    Ciò che inquieta è che i primi due commenti siano maschili…
    Stò scherzando. Ovviamente stò scherzando, non offendetevi.

    La settimana scorsa cena tranquilla tra donne.
    “A noi c’ha fregato la bufala del principe azzurro.”
    “Già.”
    Senza amarezza, eh?! Giuro. Constatazione profondamente ironica da ultra quarantacinquenni.
    Ma è vero che la mia generazione non è solo quella dei formaggini, ma anche del Principe Azzurro. T’inquieta, forse, che abbiano già cominciato a fantasticare intorno a quella figura, quasi più mitologica che da fiaba?

    Io comunque raccomando almeno una doccia quotidiana e lo stato d’innamoramento a vita.

    Ps: ma la nostra, è pure la generazione della Principessa Rosa?


  4. @Fabio, Rob: Di inquietante c’è che È LA MIA BAMBINAAAA! Non si deve neanche parlare di innamoramenti! Sciò! Almeno non per altri dieci anni, poi possiamo riparlarne con calma…
    😉

    @Manuela: Anch’io sono rimasta fregata alla grande dal Principe Azzurro.
    Per fortuna, mia figlia già ora a undici anni capisce più di me a vent’anni. Questo mi consola e mi fa ben sperare.

    Però, Manuela: innamoramento a vita no! L’innamoramento è uno stato di ebbrezza, anzi è proprio una droga, ha un suo effetto, poi però svanisce. Nella migliore delle ipotesi diventa altro, e dura. Non può, per sua natura, durare. Figuriamoci a vita, poi.
    Lo sanno bene tutti quelli che continuano a ricercare quell’euforia, compulsivamente, e volta dopo volta la rivedono appassire. Si può essere innamoramentodipendenti.

    Come sono saggia oggi.


  5. Si può essere innamoramentodipendenti, basta averne coscienza…sapere che quello stato di ebbrezza è ripetibile…solo con nuove situazioni e nuovi partner!
    In effetti a quell’età non giocavo a truccarmi o provare vestiti, però già mi “innamoravo”, quello sì.


  6. l’avrei potuto lasciare io quel bigliettino…anche a me piacerebbe innamorarmi di nuovo, proprio per via dei quello stato di allucinazione o di esaltazione che dir si voglia….però poi resterei innamorata per sempre di quella persona, ahimè probabilmente quella persona invece forse no


  7. @Tania, Zefirina: Chiariamo. Innamorarsi, ed essere innamorati, è bellissimo. Specialmente se si è corrisposti, ma anche no, ha un suo fascino e un suo valore comunque. Quello che mi lascia perplessa è la possibilità di essere “innamorati a vita”. Io non lo credo possibile, perchè penso che la natura stessa del sentimento non lo renda possibile. Nessun tipo di ebbrezza dura.
    Ci sono allora due alternative: o l’innamoramento si trasforma, perde la carica adrenalinica e l’effetto dopante, acquista profondità, affronta la quotidianità e diviene amore, e allora PUÒ durare anche tutta la vita (o anche no), oppure uno continuerà ad innamorarsi sempre di persone nuove. Il problema nasce quando si crea la dipendenza da innamoramento, la coazione a ripetere lo stato di grazia, il desiderio di essere SEMPRE innamorati, e sempre con la stessa intensità.
    Io penso che chi ha questo problema (e uso volontariamente questa parola) divenga schiavo di se stesso, non cresca interiormente, si precluda la possibilità di amare davvero.

    È come uno che gli piacciono tanto gli antipasti e si ferma sempre a quelli, solo perchè di primo c’era una cosa che non gli piaceva, o perchè il servizio è lento, o perchè si sfama con quelli.


  8. “Io comunque raccomando almeno una doccia quotidiana e lo stato d’innamoramento a vita.”
    E’ vero che non dura l’innamoramento così com’è, infatti ho scritto che lo “raccomando”. Ho voluto esagerare un pò, ma solo un pò, dicendo “a vita”, per sottolineare che poiché il corpo ricorda, se apriamo un banchetto con gli antipasti e proseguiamo via via fino al dolce (si spera sempre), il sapore delle portate successive non cancellerà mai quello degli antipasti.
    Voglio dire che durante l’innamoramento accade qualcosa di sconvolgente che, finché quella storia sarà una storia d’amore, continuerà a ripetersi.
    Oltre ai vari segnali tipici dell’innamoramento, chessò, il batticuore, il tremore delle gambe (io non mi reggo in piedi), il respiro che manca etc etc, tutte cose che conosciamo, ce ne è uno in particolare che intensifica tutti gli altri. E’ lo stupore. Stupore per quanto accade, per la sua (di lui)presenza, per la nostra presenza. Se l’innamoramento è la radice dell’amore, allora per me c’è amore finché c’è stupore. Se dopo anni ancora non mi spiego bene perché i suoi occhi, o le sue braccia, o il suo respiro o le sue parole mi provocano stupore, meraviglia e desiderio, allora sò di amarlo. Se lo stupore resiste è l’amore che resiste al tempo. A vita, anche.
    Certo, può essere un peccato vivere solo l’innamoramento, non si conoscerebbe il suo possibile continuo ritorno e riconoscimento nel tempo. Ed il trasalimento che provoca.

    (Ovviamente mi riferisco a me stessa, impossibile e scorretto parlare in termini generali.)

    Allora raccomando almeno una doccia quotidiana e olive e carciofini a vita per tutti!


  9. @Manuela: L’innamoramento “non dura così com’è”, dici tu, quindi non può essere uno “stato”, dico io. È qualcosa che cambia, si evolve. Le persone cambiano, noi cambiamo. Se riusciamo a cambiare insieme all’altro, il rapporto dura, altrimenti no.
    Ma se stai parlando di riuscire, in un rapporto, a conservare la meraviglia e lo stupore, stai dicendo altro, e qui sono con te. Ed è chiaro che bisogna aver proseguito fino al dolce, ma anche mangiato molte minestre in busta, perchè il rinnovarsi del sapore del primo assaggio abbia un senso.

    Ovviamente non mi riferisco a me stessa, giacchè io di certi temi riesco a parlare solo in termini generali.

    🙂


  10. Ma allora, proprio perché si cambia, è possibile che l’innamoramento si ripeta, continui. Non credo, invece, che sia possibile cambiare insieme. Ogni cambiamento è assolutamente personale. E a volte i tempi sono maledettamente asincroni. Se ci si continua ad amare nonostante o in ragione del cambiamento proprio ed altrui, è perché c’è un innamoramento continuo. L’innamoramnto è un luogo misterioso, un corridoio che può portare a visitare altre stanze dove puoi incontare amore, presenza, assenza o abbandono.
    Ma poi, Arte, a volte non sono sicura che si riesca a comprendere bene queste faccende. L’innamoramento, mi ripeto, è cosa assai misteriosa e l’amore… pure. Credo ci sia qualcosa d’indicibile riguardo all’amore, perché inconoscibile pienamente. E la sensazione di pienezza che si prova nel vivere l’amore ti dà la consapevolezza della sua esistenza, ma non della sua conoscenza.


  11. Cambiare insieme non significa cambiare nello stesso modo, ma allo stesso tempo, e in maniera compatibile. Non sempre accade, anzi raramente.

    Ma, come diceva quello dei cioccolatini, “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non ha”. E i cioccolatini hanno sempre ragione.


  12. Allora, olive, carciofini e cioccolatini!

    Ciao, Arte, buon fine settimana.


  13. @ Arte e Manuela: Insomma, vedo che nonostante il grande tema dell’innamoramento e l’irrompere al galoppo del mantello azzurro del Principe, sono sempre pinzimonio e gianduiotti a tener banco.
    Scherzo, per sottolineare invece che l’approfondimento dal punto di vista femminile mi ha interessato molto.
    Se penso ai discorsi che circolano nello spogliatoio maschile, fatico a convincermi che uomini e donne convivano sullo stesso pianeta.
    I rossori e batticuori adolescenziali, di tutti i mari che nella vita attraversiamo, è uno dei pochi che ci vede nuotare ed annaspare insieme.
    E, come tale, deve ispirare tenerezza più che inquietudine.


  14. @JFK: Lo spogliatoio maschile, il tuo commento me lo conferma ma lo sapevo già, è uno dei luoghi che in assoluto ho meno desiderio di visitare…

    Senza restare perennemente ai rossori e ai batticuori dell’adolescenza, dei quali non ho nostalgia, io mi augurerei che uomini e donne potessero trovare un modo per farsi meno male possibile. Se poi arrivassero a farsi del bene, sarebbe il massimo.


  15. che tenerezza immaginare M. e le amichette ke si truccano e si scambiano bigliettini…dolcissime. e ke mangiano olive verdi perchè, vogliamo fermarci agli antipasti o proseguire fino ai dolci, sempre meglio farsi ghiotte di olive verdi (e nn parlo in senso figurato nè generale. ma forse anche!)


  16. JFK: Mi sono stati riportati estratti di dissertazioni tenute negli spogliatoi maschili. Mi è parso di capire che quello sia un luogo dove gli uomini amino fare sfoggio non solo dei propri muscoli. Ma poiché posso testimoniare che gli spogliatoi femminili spesso non sono da meno, ritengo che i discorsi tenuti negli spogliatoi in genere, e non solo di genere, vadano presi non troppo sul serio. Quindi, tranquillo JFK, uomini e donne convivono sullo stesso pianeta in virtù di affinità elettive. 😉
    Anche perché, quando gli stessi uomini e le stesse donne si parlano davvero, la musica cambia.

    Arte: Parlando d’amore (erotico)temo sia inevitabile che uomini e donne si facciano del male.
    Escludendo la crudeltà gratuita, ovviamente, quella sì che può evitare. Credo che sia nella natura di questo tipo d’amore farsi del male e farsi del bene.
    Se c’è amore reciproco ci si fà del bene, e tutti i guai o le incomprensioni si affrontano nel bene. Quando non c’è più amore reciproco è possibile che si scateni una guerra, e tra due persone che non si amano più è d’obbligo il rispetto reciproco. Ma qui si parla d’altro. Si fà male quando si smette d’amare qualcuno che ancora ci ama, ma qui non si può far niente. Non c’è dolo e non c’è colpa se l’amore si spegne, c’è solo il dolore dell’altro. Credo che il Male vero stia solo nel negare e nel negarsi un amore che esiste, ma che si vuole ignorare.


  17. @Roberta: Come ben sai, io e Maria se si parla di olive verdi di Napoli non passeremo mai oltre.


  18. @Manuela: “Ma qui si parla d’altro” – concordo.


  19. arte carilla meglio cominciare a negoziare eh:) voglio dire è un ottimo inizio rispetto a scoprire tutto un botto che tipo è incintaPPPP:)

    La questione doccia mi ha fatto troppo ridere:)


  20. A Zauberì, doppio aarrrrggghhhh!!! Non me dì ‘ste cose che me viè l’ansia…



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