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Visitazione

15 agosto 2010

Jacopo da Pontormo, Visitazione

Lo sguardo dei doppi ci cerca tra le panche. Noi tre con le facce sollevate verso l’altare laterale, lei in piedi lui seduto io incerta se sedermi. La chiesa è deserta. Dico ma chi staranno guardando, lui dice noi stanno guardando noi, lei dice i doppi ci guardano, lui dice è straordinario, io dico non riesco a sostenere lo sguardo mi sento come una scimmia di Kipling sono inquietanti, lui parla a lungo di Pasolini e Longhi e di una disperata vitalità, ma io mi perdo tra i colori di quelle vesti e tra le pieghe del tempo e nel segreto di quei ventri e ascolto il loro silenzio e la loro domanda mi assilla, lei dice noi ci veniamo spesso qui, lui mi chiede ti ricordi la deposizione in Santa Felicita, ma io non rispondo, e lei sorride, e poi usciamo e il sole ci toglie le ombre e il respiro.

Allora lei dice un giorno o l’altro lo ruberanno, entreremo e non ci sarà più.

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8 commenti

  1. Meraviglia.
    Di entrambe le opere si è scritto che “sembrano
    quasi ossessionare la memoria visiva del Novecento”.
    Alla Visitazione è ispirato questo video di Bill Viola, artista di gran moda che a me non piace affatto (e -ho scoperto con sommo godimento- neanche a critici di chiara fama)

    Lo scorrere del tempo misurato dal video non può reggere il confronto con il tempo sospeso dell’affresco. L’istante contro l’eternità.
    Fu proiettato proprio a Carmignano, io lo trovai una bestemmia.


  2. Concordo, è orrendo, in tutti i sensi. Bestemmia, blasfemia.
    Crucifige, vade retro, anatema sit.
    Eccetera.


  3. Oh, meraviglia delle meraviglie, sì. Anche se – o proprio perché – ammirando il Pontormo e specialmente questo suo, rimango sempre come incerta e scossa, come se i contorni di ciò che mi rassicura improvvisamente cedessero.


  4. @Tania: È esattamente questo, che uno perde le coordinate. Per me l’incontro con Pontormo è avvenuto a 17 anni, non la Visitazione ma la Deposizione http://history.hanover.edu/courses/art/pondep.jpg
    e quelle forme fluttuanti nel nulla, sospese in pose impossibili, con quei colori improbabili, per me che ero abituata ad ammirare la ieraticità di tanto rinascimento fiorentino, per me ecco, Pontormo significò uno spiazzamento totale, un’esperienza ultravisiva direi esistenziale.


  5. Bellissima, anche la Deposizione galleggia in una specie di spazio indefinito. La visitazione è immersa invece in uno spazio che ha qualcosa di metafisico, alla De Chirico. I colori sono improbabili ma non “fantastici”, e il suo è un manierismo “esistenzialista”, tutto l’opposto di un’esperienza soltanto visiva, proprio come dici tu.


  6. È interessante anche il confronto tra le due opere. Io quando vedo l’una sento sempre il bisogno di rivedere l’altra. Infatti subito dopo Carmignano sono tornata in Santa Felicita a Firenze, e sfidando temperature subsahariane sono strisciata fino alla Deposizione. Purtroppo l’esperienza è stata disturbata da uno scaccino (non so come si chiamino in altri posti, a Firenze quei figuri si chiamano così) che prontamente si è preoccupato di buttarmi addosso una specie di coperta sintetica, perchè ero a parer suo vestita in modo indecente. Figurati. Quindi è stata più una sauna che altro, ecco.
    (sfogo)


  7. Avrà voluto coprirti perché affascinante e non indecente, valà!


  8. @Papero lusinghiero: Ebbene sì, ho sedotto lo scaccino e ben mi sta il sintetico.

    😀



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