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La filmoteca

25 giugno 2010

Accanto al tazebao con le foto dei Maestri (ma quello è un altro post) c’è la bacheca coi miei film.

Non sono tutti i film che preferisco. Sono solo alcuni. Ci sono molti altri film che sono stati importanti, che giudico molto belli. Però, in bacheca, questi ho. E forse non è proprio un caso.



Isabel Coixet: “La vita segreta delle parole” – il dolore e le parole per dirlo


Kieslowski: “Film blu” – sulla perdita e il ritrovarsi


Hitchcock: “Vertigo” –  il doppio, e il suo fascino


Hitchcock: “Psycho” – perchè Anthony Perkins è un genio del male, e perchè i vestitini di Vera Miles sono incredibili


Bergman: “Il settimo sigillo” – la morte e la ricerca di un senso. Grandissimo capolavoro, nonchè prossimamente post


“Dr. Zivago”: perchè si possono amare due donne  diverse – diversamente


“Lost in Translation”: perchè gran parte della mia vita è lost in translation


“Il paziente inglese”: amore, guerra, eroismo, crocerossine, Toscana, Ralph Fiennes al suo meglio assoluto, che altro chiedere


“Closer” – relazioni , ovvero come ci facciamo del male


“Amores perros”, “21 grams” e “Babel”, la trilogia di Alejandro Gonzales Inarritu.


Wong Kar-Wai: “In the mood for love” – in cinese, ma non importa, meraviglia lo stesso.


Kubrick: “A space odissey” e “Barry Lyndon”- Bach e Händel


Nel posto più sacro della filmoteca, Tarkovskij. “Stalker” e “Solaris”, nei quali uso perdermi.


Come in questa scena, appunto da “Solaris”, secondo me una delle più belle mai girate nella storia del cinema. L’ho rivista qualche giorno fa, dopo diverso tempo, e improvvisamente mi è apparso chiaro il significato di un mio sogno ricorrente. Se la riguardo ancora, chissà quante altre cose capirò.
E voi, cosa avete in filmoteca?

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31 commenti

  1. Tanti, tantissimi. Ti dico solo il primo: Blade Runner, perché se Geppetto crea un burattino e gli dice che è vivo, quale motivo mai avrebbe il burattino per non credergli? 🙂
    Un abbraccio.


  2. mi sono persa: la filmoteca e il tazebao vicino ai maestri?! sarà che sono le due passate, vabbè ci rifletto domani 🙂


  3. @Antonio: In “Pinocchio” però è il pezzo di legno stesso, ancor prima di diventare burattino, che dice a Geppetto di essere vivo…
    Geppetto infatti all’inizio si ripete sempre: “me lo sarò figurato io!”
    Non mi parlare di Pinocchio che lo so a memoria (e lo odio).

    un abbraccio

    @Iko: Te lo spiegherò.


  4. Musica per musica, con tutto il rispetto per Georg Friedrich, all’Handel di “Barry Lyndon” preferisco il Nyman di “Lezioni di Piano”.
    Tra i miei evergreen, che peraltro non ho mai messo nero su bianco, non potrebbe mancare “Il deserto dei tartari” di Valerio Zurlini. Tra i film recenti ho molti più dubbi, diciamo che probabilmente ci metterei “Ferro 3” di Kim Ki-Duk e “La fabbrica di cioccolato” di Tim Burton.
    Solaris però è un capolavoro indiscusso, pensa che lo vidi vent’anni fa in un cineclub di Parigi in versione originale sottotitolata in francese. E nonostante la mia scarsezza in francese, ehm, non ebbi difficoltà a seguire i dialoghi…


  5. Bergman, Il silenzio (“è solo questione di ormoni”)
    Wong Kar-Wai, 2046 (“love is a matter of timing”)
    Marazzi, Vogliamo anche le rose (il filo rosso dell’essere donna dagli anni ’50 ad oggi, cambiare la propria vita per cambiare il mondo)
    Polanski, Luna di fiele (il potere nelle relazioni, ovvero come farsi male sul serio)
    Alain Tanner, Una fiamma nel mio cuore (bianco e nero sgranato e vero come l’eros della inquieta protagonista)
    Altman, Images (l’Io doppio)
    (ma ci sono anche Closer, Blu, Blade Runner, e naturalmente Solaris col vestito impossibile da togliere di Harey)


  6. dimenticavo: Moretti, La messa è finita (il silenzio di Dio)


  7. @Rob: Neanch’io ho mai messo nero su bianco, infatti se facessi una lista non sarebbe identica al contenuto della filmoteca, anche se lo comprenderebbe.

    “La fabbrica di cioccolato” è piaciuto molto anche a me. Inquietantissimo.

    Non guardo mai film in versione doppiata, sempre e solo in originale, con sottotitoli in qualche lingua che capisco. È un vizio che ho preso vivendo quassù, dove non doppiano. Se cominci, non potrai mai guardare niente di doppiato senza ridere.

    @Laura (oddio che effetto scrivere il tuo nome…)

    Ma no, c’è una scena di Solaris dove Harey lo toglie, per restare in una sottoveste castigatissima ma molto sexy a mio parere. Il vestito ha una chiusura a velcro, pensa, futuristico.


  8. devo rivederlo, ormai è passato un bel po’ dall’ultima volta.


  9. @Laura: Aaaarrrghhh!!! Non era un velcro, ha in mano delle forbici e lo taglia! Non me n’ero mai accorta, pensa!

    qui si vede

    (Alpà, ci afefi raccione! avrebbe detto qualcuno…)

    😀


  10. 😀
    mi pareva strano che avesse tradito il libro, che perlappunto avevo appena citato qui http://unaltradonna.wordpress.com/2010/06/22/abiti/


  11. @Laura: Il bello è che ho letto anche il libro di Lem! Quello molti anni fa, però.
    Figura oceanica…
    😦


  12. tanti, troppi direbbe qualcuno.
    cito quelli che mi vengono in mente:

    In the mood for love (per la musica, la fotografia, la scena memorabile quando recitano le parti di chi li ha traditi)

    North by Northwest del Grande Hitch (perché di Hitch amo tutto e questo l’ho visto talmente tante volte da saperlo a memoria. E poi Cary Grant é favoloso!)

    The fall di Tarsem Singh(ultimo della serie delle grandi scoperte. Per i titoli di testa che mi hanno fatto ri-scoprire Beethoven e per esser riuscito a trasformare in immagini l’immaginazione di una bambina)

    Totó le heroes di van Dormel (film europeo come non ce ne possono essere altri. Perché l’identitá é uno dei temi di questo millennio, perché la vita puó essere raccontata come una favola e perché Trenet é trascinante)

    Brokeback Mauntain di Ang Lee (perché l’amore non ha genere, per la recitazione, per le lacrime)

    The Piano di Jane Campion (per la musica di Nyman, la recitazione di Holly Hunter, per la passione che é come un vento nel bush neozelandese, come una corrente nel fondo del mare)

    The Cook the Thief His Wife & Her Lover di Greenaway (perche Greenaway é un GENIO)

    La meglio gioventú di Giordana (perché il cinema italiano non é morto, perché adoro Lo Cascio e perché la scena in cui lui e la Sansa passeggiano tra gli ulivi e appare Alessio Boni é un pezzo di Cinema con la C maiuscola)

    potrei continuare…ma (per ora) finisco qui


  13. @Henry: Beh, vedo che ci sono punti di contatto anche qui!
    Ma sai che invece a me Toto le heros non è piaciuto molto? C’è un’ambiguità di fondo che mi disturba, e quel vecchiaccio è antipaticissimo…

    🙂


  14. Uhm vediamo, non ci hoo mai pensato.

    – Niente da nascondere (Heineke)
    – Lisbon Story (Wenders)
    – Gosford Park (Altman)
    Certe commedie americane precise nei tempi come un orologio svizzero
    – Sabrina (Wilder)
    – Donne (Cukor) (Su Cukor ci ho fatto la tesi di laurea triennale a psico)
    – A qualcuno piace caldo (Wilder)

    Certe cose italiane della stagione d’oro
    – Una giornata particolare (Scola)
    Mboh me fermo.


  15. @Zauberilla: È interessante che nomini Haneke. Ho googlato “Niente da nascondere” ed ho visto che è il titolo italiano dato a “Cachè”, film veramente tra i miei preferiti, anche se non presente in filmoteca. La Binoche con le sue rughe oneste e il bravissimo Auteuil. Film molto, molto bello, molto francese.


  16. … per non parlare di “La pianista” sempre di Haneke, anche quello mi garba.


  17. mi stupisce che non ti sia piaciuto “totó le heroes”

    l’ambiguitá di cui parli é il senso del film, é la difficoltá di vivere la propria vita che, secondo me, permea il nostro secolo.
    il vecchietto poi io lo trovo fantastico…

    vabbeh…pazienza…tanto a me non piace haneke 😉


  18. Vabbè Enrico, ci guardiamo un Hitchcock?
    (con copiose scorte di cioccolatini naturalmente)

    🙂


  19. La pianista è un raro capolavoro psicoanalitico. Un ritratto vero di una persona vera che esiste davvero. Per il momento quasi l’unico ritratto di derivazione psicoanalitica che non mi faccia incazzare.
    Me Caché, che io invece trovai molto filosofico e molto tedesco, io l’adoro proprio perchè scavalca mette insieme letture diverse, lo rivederei cento volte:)
    Però io devo confessare che cor cine ho un rapporto strano. Me piace eh, ma mi sa che non mi fa mpazzi.


  20. Guarda Arte, mi verrebbe da dire “Sopra tutti FLAVIA LA MONACA MUSULMANA!”…
    Ma sì, lo dico.


  21. @Zauberei: Concordo (sulla Pianista e su Cachè, eh).

    @Papero: Dillo! È incredibile ma proprio ieri ci ripensavo, a quel film, che ancora non ho visto!
    😀


  22. Lascia perdere, dà retta a me!


  23. @Papero!

    È incredibile! Esiste davvero!
    E la locandina dice tutto.


  24. Che credevi? Che ti mentissi su di una cosa tanta? ;o)


  25. Non lo penserei mai!


  26. I LOVE the video!


  27. Ora che Papero s’è buttato, provocando i cerchi nello stagno, oso immergervi la punta del piede.
    Perché ho un’altra storia da raccontare e diversi parametri di scelta.
    Criteri di pancia li chiamerei, tanto per livellare le punte della bacheca.
    Nel 2200 a bordo dell’incrociatore spaziale C57 approdavo con l’equipaggio del Comandante Adams sul pianeta Altair IV. Il Pianeta Proibito, titolo del film, abitato dal dott. Morbius e misteriose presenze di una civiltà scomparsa, m’inchiodò ragazzino sulla panca e la sera stessa decisi che avrei fatto l’astronauta.
    Ma intanto la fantasia si tuffava fra le onde di 20000 leghe sotto i mari e misurava con occhio impressionato le imponenti pareti d’acqua del Mar Rosso, che Mosè separava nei 10 Comandamenti. L’esplorazione degli abissi sarebbe presto divenuta la vocazione da seguire.
    Sennonché pochi anni dopo usciva, dall’omonimo romanzo di Jules Verne, Viaggio al centro della Terra.
    Potevo forse impedirmi di partecipare con il professor Lindenbrook e l’oca Gertrude alla spedizione che avrebbe fatto la conoscenza dei dinosauri, di enormi funghi commestibili e terrificanti tempeste magnetiche?
    La speleologia balzava al primo posto nei programmi di vita.
    Poi, si sa, certi progetti si ridimensionano, il torrente confluisce nel fiume dalle larghe sponde e finisci per darti una calmata.
    Però, certi guizzi di fantasia, il linguaggio per immagini ancora in uso, chissà che non vengano di lì.
    Dall’iperbolica bacheca.
    😀


  28. @Lola: You would love the film, too.

    @JFK: Dagli spazi interplanetari agli abissi, insomma. Iperboli e parabole.

    PS: Ma l’oca Gertrude e il Papero, saranno parenti?


  29. JFK: Hai immerso la punta del piede? Secondo me ti sei tuffato tutto! 😉

    Arte: (psss, ma si può scherzare con JFK?)
    L’oca Gertrude era una mia vecchia zia, fantastica, che ovviamente mi ha trasmesso l’amore per i viaggi e le profondità!


  30. Psss…Papero??
    In attesa che la Sacerdotessa pronunci l’oracolo tu scherza, scherza pure.
    Ci sarà sempre una zia Gertrude con la gonna larga dietro cui rimpiattarsi. 😉


  31. @Papero Cauto: Naturalmente si può, anzi si deve, scherzare con JFK. Praticamente, un obbligo.

    @JFK: Quale Sacerdotessa? E che siamo, a Delfi? A Cuma forse? Tra le Vestali?



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