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con tatti

18 giugno 2010

Il gatto sconosciuto si muove guardingo. Allungo la mano ad accarezzarlo, si volta di scatto e mi soffia, mostrandomi i denti e drizzando il lungo pelo tigrato.


L’uomo slaccia con lentezza e attenzione il cinturino della mia scarpa sinistra, e bacia il dorso del mio piede.


Alle tre di notte, mia figlia si sdraia accanto a me senza svegliarmi del tutto. Sento il suo corpo lungo e magro cercare calore, e lo stringo al mio.


Il collega scorbutico mi siede accanto sul divano. Senza guardarmi, si alza dicendo “Vado a prenderti un caffè”. “Non mi va un caffè, preferirei dell’acqua.” “Ti pareva che ci indovinavo”. Torna con un bicchiere. “Ero molto in dubbio se la preferisci naturale o gassata. L’ho presa naturale.” “Hai fatto bene”, mento. La preferisco gassata.

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32 commenti

  1. sto imparando a conoscere i gatti e mi sembra che poi non siano tanto più incomprensibili degli esseri umani. è proprio vero che con gli esseri umani ci si può parlare??
    il tatto dice molto di più con entrambi!


  2. Io in genere capisco benissimo i gatti e andiamo sempre d’accordo. Per questo la reazione di quel micio mi ha sorpresa. Ma non più di tante reazioni umane. Coi gatti, il tatto è tutto. (notare l’allitterazione nonchè assonanza).


  3. Più tatto per tutti!


  4. L’unico che non ti ha concesso il contatto, il gatto, è stato anche l’unico che non l’aveva cercato. Non vuol dire molto, ma è un’analisi pure questa. Ma forse era una questione di tatto, appunto…era il modo di cercare quel contatto: il gatto non ti conosceva.
    Guarda, non ci crederai, ma per me in questo momento è una questione importante, e ci rifletterò.


  5. @Rob: Mi sembra ottimo come striscione per una bella manifestazione di piazza!

    (e meno tasse per i tassì, tipo)

    @Tania: Quel gatto ratto ratto aveva paura del contatto, e non è solo una rima: è un fatto.

    Seriamente Tania, aveva paura di me, non mi conosceva. Forse aveva brutte esperienze alle spalle. La tua analisi è centrale, non solo per te ora, ma per tutti, sempre: conoscersi, fidarsi.
    Hai fatto centro.


  6. Comunque hai ragione, il tatto è importante e, ahimè, ampiamente sottovalutato.
    Lo dice uno che c’ha il riflesso da gattone, sai, quelli che ti appoggiano la testa sulla mano per farsela carezzare.


  7. @Rob: Ma quanto del contatto è tatto?


  8. Beh, non avevo mai pensato di distinguere, ma messa così mi verrebbe da dire che “contatto” indica qualcosa di più globale, in cui l’attenzione si sposta dalla specifica sensazione tattile al loro assieme.
    Come dire, dalla singola parola al discorso.
    (scusa la deriva semiologica)


  9. @Rob: Sì, il contatto può esistere anche senza tatto, mentre il tatto necessita il contatto.
    La parola “tatto” è poi anche un modo di comunicare le cose, e mi pare un po’ fuori moda. Peccato.


  10. secondo me quel gatto era particolarmente intuitivo e ha indovinato la tua posizione ideologica sul controllo delle nascite (leggi castrazione)…con-tatto? col-cavolo, avrà pensato 😉


  11. Ahahahah, io li castrerei tutti, anche il collega scorbutico!

    Scherzo eh.


  12. Trovo che vi sia una comunanza tra i gatto e il collega scorbutico – e forse potrebbero svolgere le medesime mansioni. Essendo che nè i colleghi nè i gatti possono dirsi specie omogenee ma piuttosto variegate come sentire e vocazione, questi due si somigliano tra loro, più che tra i conspecifici, e impostano l’esistenza sulla diffidenza con la qualcosa creano profezue che si autoavverano – ossia, una anche ottimamente disposta – li manda affanculo entrambi.


  13. Una volta, durante uno stage di teatro-tango, ci hanno chiesto di formare coppie a caso, abbracciarci stando in piedi ed ascoltare un tango malinconico, come tutti del resto. Una ragazza mai incontrata prima ed io, ci siamo abbracciati. All’inizio era un timido abbraccio, comunque era gioco. Poi lei ha cominciato a piangere silenziosamente. Bhè, pure io. Entrambi dovevamo avere le nostre buone ragioni.
    E allora quell’abbraccio si è fatto forte e sentito.
    Non ci siamo raccontati nulla e non ci siamo mai più rivisti, ma è uno di quegli abbracci che non dimenticherò mai. Forse, per rimetterci completamente, avremmo duvuto poi ballare un mambo insieme. ;0)
    Tango, contatto da tatto.


  14. @Zauberei: Il parallelo gatto/collega scorbutico è geniale, certo che esiste, ma non mi era chiaro.Ti dirò di più: entrambi, in realtà, vorrebbero carezze ma ne hanno un timore folle, per questo soffiano e graffiano.

    @Papero Milongo: Ah, anche tu ami il tango, sai che bella coppia faremmo??
    Ti avverto però che forse piangerei anch’io, specialmente se è Oblivion.

    Il tango è il contrario del “noli me tangere”: è con-tatto per eccellenza, fuggevole ma non importa, anzi.


  15. non sono facile al tatto, un po’ di più al contatto – tolgono difese, e sono troppo importanti.


  16. TanguerArt: Allora di dedico “Mano a mano” per solo violoncello e voce. Passa da me!


  17. @Animapunk: Ma benvenuta su Pioggia Blu!
    È il tatto o il contatto che toglie difese?
    Per me è il tatto, per te non ho capito bene.

    @Papero Tanguero: Nonostante non abbia l’audio, sono deliziata dal tuo gentile omaggio. Tango e piume di struzzo, che vogliamo di più??

    😀

    Poi quando l’ho ascoltata ti dico.


  18. ultimamente mi sembra di avere pochi con tatti, ahimè
    a parte Lucky quando sale sul letto e mi si accocola vicino negli incavi del corpo… lui lo sa che ho bisogno di calore


  19. Sui gatti scorbutici e gli scorbutici gattomammoni è stato detto tutto.
    Ma quello del cinturino, lo vogliamo sollevare dalla posizione cui pare eternamente inchiodato?
    Se non siamo in presenza di una forma acuta di lombosciatalgia, detta anche colpo della strega, intervenuta a circoscrivere forzatamente l’area di percezione tattile, possiamo ipotizzare che la storia abbia avuto uno sviluppo più articolato?
    Senza spingerci, ipso facto, ad abbracciare affrettatamente le argomentazioni richiamate da unaltradonna. 😉


  20. @Zefirina: You’re lucky there’s Lucky.

    @JFK: Non lo dobbiamo sollevare noi, si sa sollevare da solo quello del cinturino. Sei un gran curioso tu.

    😉


  21. Il contatto è l’appoggiarsi delle cose soggette alla forza, giacché tutto è relativo alla forza e ciò che si presenta come contrario è fuorvia mento del nostro punto di vista.
    A partire da questa considerazione il contatto può prendere ogni forma secondo il modo e le circostanza con cui la forza si esprime.
    Contatto è ciò che si prende con il nemico o con l’amico, è l’accostarsi dei vettori delle energie (sempre soggette alla forza).
    In generale si può dire che è il modo della forza perché le cose si appoggino, si uniscano, si infrangano, e tutte le possibili declinazioni che possiamo immaginare secondo questa prospettiva.

    Il tatto, è il contatto nella sua forma sensibile, organica, che trova la sua più compiuta espressione nella forma cosciente, la quale arriva a concepirlo oltre che come qualità materiale, come forma di attenzione.
    A questo proposito cito una frase di un vecchio film (che forse qualcuno di voi conoscerà) che mi colpì per la sua acutezza. Una donna parlando ad un uomo dice: “ se un uomo apre una porta e trova davanti a sé una donna spogliata che fa il bagno e dice “scusi signora”, questa è gentilezza, se di fronte alla stessa scena dice “scusi signore” questo è tatto”.


  22. tutti e due, ma, sì, specialmente il tatto 🙂


  23. @Mauro: Hai fatto bene a dirmelo, perchè temo che se mi fossi trovata nella situazione di quella donna, e un uomo mi avesse detto “scusi signore” mi sarei depressa alquanto.

    😀

    Invece, è molto interessante quello che dici sulla forza. Contatti e collisioni sono espressioni dello stesso fenomeno. Riflettendoci, è strano che non ci sfracelliamo di più.

    @Animapunk: Me lo immaginavo!


  24. … l’uomo che bacia il dorso del piede lo vorrei anch’io!
    ps. off topic: tu ed iva siete bellissime.


  25. Mauro-Arte:
    “Signore un corno! Cafone! Ma dico, entra senza nemmeno bussare e poi mi offende? Cafone!”
    Ciò che è tatto dal punto di vista maschile, può diventare affronto dal punto di vista femminile. Mai far dubitare una signora della propria femminilità.


  26. @Lola: Era mattina e la luce veniva dal lucernario del tetto e Iva si era appena svegliata ed era particolarmente burrosa. Abbiamo colori molto diversi, per questo mi piace la foto. Grazie.

    @Papero Indignato: Come se a te avessero detto, vedendoti spennato “Buongiorno Paperina!”

    roba da matti


  27. Esatto! ;D


  28. Scusa Arte, poiché viene chiamata in causa la mia curiosità, devo giustificarmi.
    Operando nella meccanica,sono curioso per interesse professionale.
    Devoto del mago Houdini, di cui peraltro nell’opera di manomissione e scasso dei gancetti ho sempre invocato infruttuosamente la protezione, immagino quali rivoli di sudore debbano procurare i cinturini, pur godendo del vantaggio di offrirsi frontalmente all’operatore.
    Ma la combinata di entrambe le manovre mi pare, ora come ora, un’impresa inavvicinabile.
    Non senza l’ausilio della valigetta del Piccolo Meccanico.

    😉


  29. @JFK: Mai sottovalutare il Piccolo Meccanico e la sana curiosità dei piccoli e grandi inventori…


  30. anche a me piace per il contrasto.
    Incantevoli bellezze, siete perfette insieme.


  31. I vettori di Irondestiny si avvicinano ai miei pensieri.
    Tatto e contatto esprimono sempre una volontà o una predisposizione, ma si differenziano non nello spazio ma nel tempo. Il tatto è l’attenzione verso l’esterno ed è a prescindere dal contesto. Il contatto vive invece del momento e vuole due attori, chi cerca, chi dà, la conferma di un rapporto, la presenza dell’altro.
    È una domanda, è una affermazione.
    Ci sei?
    Ci sono!


  32. @Mucca: Ti seguo (e concordo in parte), tuttavia secondo me l’aspetto temporale è opposto: per me, è il tatto ad essere soggetto al momento, mentre il contatto ha potenzialità di durare nel tempo.
    Il tatto poi non può prescindere dal contesto, il contatto a volte sì.

    🙂

    (ci sei?)



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