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Mani, cuore e mente

23 maggio 2010


La pedagogia steineriana poggia su questo principio fondamentale: insegnare non “ciò che serve” alla società, ma ciò di cui il bambino ha bisogno, ad ogni determinato stadio del suo sviluppo di individuo, per crescere armonicamente. L’apprendimento è un processo di vita, che dura per la vita. Per questo, la cosa più importante che la scuola può insegnare è la capacità di imparare.

Il traguardo della pedagogia steineriana è dare al bambino la possibilità di trovare la propria strada a seconda delle proprie attitudini, interessi e capacità, rapportandosi al mondo con sicurezza interiore e capacità di giudizio autonomo, iniziativa personale e conoscenza viva, ottenuta attraverso le mani, il cuore e la mente. L’educazione è educazione alla libertà interiore.

Il bambino ha bisogno di essere fisicamente attivo,ha bisogno di creare, ha bisogno di capire, ha bisogno di sapere.

Nella scuola steineriana ci si avvicina alle materie di studio attraverso l’esperienza estetica. Le attività manuali hanno la stessa importanza di quelle intellettuali, perchè tutte sono necessarie ad uno sviluppo armonico della personalità.

La valutazione del bambino non viene fatta in rapporto ad una norma esterna, ma in rapporto all’impegno individuale. Questo perchè l’educazione mira alla diversità e non all’omologazione, alla tolleranza e non all’ubbidienza. Si educa al rispetto e all’accettazione della diversità come ricchezza.


I principi pedagogici di Rudolf Steiner sono bellissimi, ma una cosa è la pedagogia, un’altra le persone. Un mio amico, pedagogo lui stesso, parla di “quello che c’è intorno”: le persone, gli allievi, gli insegnanti di quella particolare scuola, i genitori di quei particolari bambini, l’ambiente di quella particolare città. Questo andava esplorato, e io l’ho fatto, per mesi. Ho letto, osservato, ascoltato. Rimuginato.

Poi, un giorno, ho portato con me Maria, in visita alla scuola steineriana. Quando siamo uscite, mi ha detto:  “Mamma, per me è stato come tornare a casa”.

Allora, ho capito che eravamo nel posto giusto.

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13 commenti

  1. è qeusto dice tutto


  2. Core de mamma!

    😀


  3. Ti credo, ho raccolto le stesse impressioni da amici che hanno fatto la vostra scelta. E hai fatto benissimo a sondare il terreno e formarti una tua opinione prima di scegliere, ovviamente!


  4. Non è stata una decisione facile toglierla dalla scuola pubblica, ma il suo entusiasmo mi conferma ogni giorno che è stato giusto farlo.


  5. Come si usa dire dalle parti tue:
    ” Accidenti al meglio! ”
    Non è che in quella scuola accettano anche iscrizioni di sostegno per adulti cerebrocollegiolesi?
    Seriamente, negli anni in cui si fa provvista in cascina del fieno dell’autostima e matura la consapevolezza dei propri mezzi, hai fornito a Maria un robusto tridente.


  6. Immagino non sia stato facile ma -conoscendomi- l’avrei fatto anch’io dopo aver ben ponderato la scelta.


  7. @JFK: Sì, si dice così, ma in questo caso l’espressione non c’entra nulla!
    😀
    Tieniti al boemo che è meglio…

    (Cos’era, uno di quei collegi militari austroungarici praghesi?)
    😉

    @Lola: È un po’ come fare un salto nel buio, ti devi fidare.


  8. Aaaaah!! Farò come dici allora.
    M’attaccherò al boemo, invece che al tram.
    🙂
    Il collegio militare austroungarico praghese?
    Mi ricordo di quello, sì.
    Salti di gioia quando, vinti i play off delle domande di catechismo, si andava una settimana in vacanza dal sergente Hartman.
    😉


  9. Poveri piccoli.


  10. posso fare una domanda scema? come si troverà alle superiori? ma magari lassù la scuola steineriana funzionerà bene, come tutto il resto, e darà anche una ottima preparazione


  11. @Iko: Domanda tutt’altro che scema.
    La scuola steineriana qui ha anche il liceo. Dopo le medie, potrà decidere se passare alla scuola pubblica o continuare lì. Spero che continui lì perchè al liceo hanno un programma particolarmente bello. Il giudizio finale può essere convertito in un voto che consente l’accesso a qualsiasi università.


  12. Artepilla tienici informati. Io non so niente della pedagogia steineriana – ma ricordo ammetto con un certo raccapriccio, una signora alla tivvù, una forzata del pannolino lavabile ecco, ed ella era in fissa con questa scuola, e io ho cominciato a paventare non tanto la scuola – che insomma la pavento ma vabbè – ma i genitori fori della scuola.
    Promettimi che per non comprometterle del tutto l’esame di realtà – giacchè il liceo sarà steineriano anch’esso ma er monno no – promettimi che la vai a prendere abbrancicando un sano doppio cheesburger.
    PPPP


  13. @Zauberilla: Ahahahah, il pannolino lavabile! Orrore. Sì, questo di “un certo tipo di genitori” era per me lo scoglio maggiore da superare quando pensavo alla steineriana. “Quello che c’è intorno”, dicevo. Solo che devi capire che noi veniamo da quattro anni (più sei di asilo) con riunioni di genitori che ti fanno desiderare la clausura, quindi peggio non può essere.

    Però appunto domani c’è la prima riunione, e incontrerò i lavatori di pannolini. Ti tengo informata. Se non dovessi tornare venitemi a cercare sotto il mucchio del compost organico…



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