h1

L’orchestra

26 aprile 2010

Probabilmente è  l’orchestra d’archi più sgangherata del mondo. Ci passo ogni martedì pomeriggio, due ore di prove, in seconda (e ultima)  fila violoncelli, tra Maj, docente di filosofia, e Pierre, fisico delle formazioni e ricercatore petrolifero. Pierre è francese, la calma in persona. Quando qualcosa non mi riesce (spesso), gli chiedo aiuto. Lui mi suona il passaggio, lentamente, poi tocca a me. Quello che viene fuori a me è tutt’altra cosa, ma lui, invariabilmente, commenta sorridendo: “C’est ca!” e io mi rincuoro.
Nella fila davanti, i nostri figli: Rasmus, 12 anni, primo violoncello; Yann, 13 anni, e Maria, 10. Ultimo violoncello a destra è Matthew, otto anni, che tranne che suonare fa di tutto: punzecchiare con l’archetto il fratello, rovesciare il leggio su altri leggii provocando un effetto domino, perdere il segno continuamente e, appena si presenta un punto difficile, andare in bagno.
Alle prove del pezzo di cui sopra, per dire, ha passato la maggior parte del tempo in bagno, e la buonanima di Bach lo ha sicuramente ringraziato.
C’è poi, alla sua destra, un contrabbassista, Petter di tredici anni. Ha un contrabbasso nuovo, che gli scivola continuamente in avanti. Il suo mantra è: “Ma questa posizione sul contrabbasso non esiste!” alternato a:  “Non capisco le note!”
I secondi violini, due ragazzini e due bambine, emettono suoni incerti ma pieni di buona volontà. A volte li sostiene un adulto, padre di una delle bambine, che però in realtà è un trombonista e si sente.
Abbiamo anche una viola, Anna, bambina di grande bellezza, le cui note gentili però sono completamente offuscate dal primo violino: Joakim, nove anni, piccolino, un talento incontenibile.

Mentre noi arranchiamo alle sue spalle, lui parte coi suoi assoli e continua, perfetto, magicamente cristallino e misteriosamente profondo dove ci vuole. Alieno, miracoloso, incongruo nel nostro contesto.
Dopo un po’, gli altri si perdono. La direttrice fa segno di smettere di suonare, alza gli occhi al cielo. “Ripartiamo dalla sedici.” Voce di Petter: “Non trovo la sedici! Il contrabbasso non ha la sedici!”
Matthew ne approfitta per assestare un colpo di archetto in testa al fratello.
Maria si gratta il naso.
Joakim attacca la sedici, perfetto, a tempo, mezzoforte, vibrato.

Annunci

13 commenti

  1. Ciao, dopo tanto.
    E’ stato uno spasso ri-leggerti, d’una piacevolezza assoluta. Una sceneggiatura perfetta: la bacchetta del direttore d’orchestra era come se dettasse il ritmo della narrazione, un meta-tempo.
    Un saluto.

    Fabio


  2. Ciao Fabio, quanto tempo! Grazie di essere tornato a trovarmi. Un saluto a te.


  3. io sto Joakin lo devo conoscere!
    Ma fate concerti estivi? nel caso, si potrebbe avere l’elenco delle date? 🙂


  4. Hmmm… Henry, dopo un consulto col nostro manager apprendo che la prossima tournèe estiva sarà nel 2011.
    Ti sei perso quella dell’anno scorso. Rispetto a quella, Joakim è esploso di bravura mentre tutti gli altri sono ulteriormente peggiorati (scherzo, invecchiati magari sì).


  5. In quell’orchestra non avrebbe sfigurato il mio bisnonno Toni che suonava i piatti nella banda musicale del paese.
    Un giorno che era la festa del santo patrono, maestro e suonatori stavano sul palco, suonando un pianissimo.
    Passò la bella del paese e Toni, ignorando lo spartito, diede giù tre colpi poderosi con i coperchi, con buona pace per il pianissimo.
    Pare che nel dopo concerto, di fronte alla giugulare triplicata del direttore, abbia seraficamente esclamato:
    “ Cosa vuole Maestro, quella se la meritava una marcia trionfale “.

    E comunque anch’ io non vedo l’ora che sia pubblicato il cartellone della prossima tournèe, la descrizione degli elementi ricorda l’irresistibile film “ Il Concerto “ di Radu Mihaileanu, nelle sale in queste settimane.
    E fra i peggiori difetti mi riconosco una incontenibile propensione alla risata, di quelle per intendersi che hanno termine sotto la poltrona.
    Chiedo scusa in anticipo ai suonatori.
    😉


  6. ehi arte,
    non è che volessi nascondermi dietro la bacchetta, l’anonimo e reo confesso sono io 🙂
    JFK


  7. … ci fosse stato bisogno di specificarlo… io ti avevo riconosciuto dal bisnonno Toni.


  8. Cara Arte è sempre bello leggerti. Questo racconto della vostra orchestra è gustoso e divertente e…magari anche in Italia fosse diffuso il fare musica amatoriale…! ciao!


  9. @Tania: Lo dici perchè non ci hai sentiti.
    Reputatevi fortunati…

    😉


  10. A me sembra molto carina e simpatia questa orchestra – anzi cinematografica!
    Si me chiamate sono er triangolo, che ho grande senso del ritmo tzk!
    🙂


  11. @Zauberei: In tuo onore, klezmer!!!

    😉


  12. Ok, se trovate una trascrizione di salsa per orchestra d’archi, posso anche garantire la mia presenza.


  13. @Rob: Salsa no, ma tango? Abbiamo “Oblivion” di Piazzolla in repertorio, che è anche facile per il violoncello quindi non mi mette in difficoltà.
    Se vieni martedì la suoniamo in tuo onore (portati la partner però).

    😉



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: