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Mi dica

10 marzo 2010

Sulla mia scrivania suona il telefono. Signora anziana, voce fumosa, accento di Bergen con la ”r” mooolto moscia.

–         Nel 2006 ho partecipato ad uno studio clinico, il Bipbop Z.

–         Sì, mi dica.

(penso: ma davvero qualcuno di quei pazienti è ancora in vita?)

–         Ecco, io volevo sapere i risultati di quello studio.

 (penso: cioè?)

No, perchè io starei benissimo.

(penso: e dov’è il problema?)

Se non fosse per quest’ osteoporosi.

(penso: ecco)

Sì, perchè secondo me è una conseguenza del trattamento. Secondo me, hanno sbagliato qualcosa.

(penso: però, se non faceva il trattamento, non sarebbe qui a raccontarmelo)

Vorrei sapere ad esempio quanti degli altri partecipanti hanno sviluppato un’osteoporosi.

 

Dico che non ho i dati.

 

Le chiedo chi è il suo oncologo, me lo dice. Le dico di contattare lui, e mentre lo dico me lo immagino, che solleva le sopracciglia e mi fa disperatamente ”no” con la testa, ma ormai l’ho detto. Lei ringrazia, continua. Ha tutto il tempo del mondo, e non sa quanto tempo le è stato regalato. L’ascolto, perchè è questo che vuole. Vedo il suo salotto, le poltrone a fiori, il portacenere, le tende bianche coi merletti, la pioggia fuori, la solitudine.  Alla fine, soddisfattissima, si è quasi dimenticata perchè ha telefonato.

 

Penso a come avrebbe reagito se le avessi detto la verità:

– Altri partecipanti? Dal 2006 ad oggi solo uno di voi su dieci è ancora in vita, ma se ha un attimo controllo i dati sull’incidenza dell’ osteoporosi tra i sopravvissuti.

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18 commenti

  1. L’ascolto, perché è questo che vuole.
    ecco, è una frase bellissima e rivelatrice, avresti potuto fermarti là. invece no, hai continuato.

    perché?

    p.s.: un giorno mi spiegherai le caratteristiche tonali dell’accento di Bergen 😉


  2. oddio!!
    solo 1 su 10?


  3. OFF TOPIC

    com’è Il mondo dei sogni?


  4. @Auro: Perchè era importante, era la prospettiva. La profondità dell’immagine.

    PS: Volentieri.

    @Lola: Polmone, stadio avanzato, è così.

    OT: Il mondo dei sogni è valido, te lo consiglio.


  5. La cosa più tremenda, leggendo del Bipbop Z, è che uno, sarò il solo che lo dico a fare, pensa di assistere ad una seduta di riabilitazione motoria per anziani, dove allo stile Hip Hop si alternano i passi del Sirtaki come li ballava Anthony Quinn in Zorba il Greco.
    Poi, quasi subito per la verità, anche il più tardo s’accorge di essere fuori tema.
    E allora, cercando non dare nell’occhio, torna a sedersi nel banco.
    O va direttamente dietro la lavagna.
    😦


  6. OT JFK ti ho dovuto rileggere due volte per capire cosa tu volessi dire, eh sì che tarda non sono

    (acida oggi forse si)

    la cqpiacità di ascoltare un paziente…pazientemente..non è da tutti, evidentemente tu ce l’hai, bello che tu riesca anche ad immaginarti la persona nel suo ambiente


  7. “Signora artro che osteoporosi lei ci ha un fisico de ferro! Lei colle su poltroncine a fiori è gagliardissima”
    potevi drile gagliardissima ecco? Mah non so:)
    Un caro saluto al dottore della signora. Che dai sarà contento alla fine.


  8. @JFK: Ho il forte sospetto che tu sia il solo, sì. E anche il solo in grado di inacidire la panna Zefirina, ma come hai fatto??

    😀

    @Zefirina: Io immagino sempre le persone nel loro ambiente, tutte, è uno dei grandi divertimenti della vita.

    @Zauberei: Uh contentissimo, qualcosa mi dice che dalla gioia le farà subito la richiesta per un consulto da un collega esperto di osteoporosi.

    Ma devo dì gagliardissima o gajardissima?? No, perchè è una splendida idea, ti giuro che la utilizzerò alla prima occasione.


  9. All’inizio ho pensato, che ingrata questa signora, ma poi mi sono detta che semplicemente non aveva un’idea completa del quadro, non la poteva avere. Oppure, semplicemente ha rimosso tutta la gravità del pericolo che ha passato, perché forse per i sopravvissuti è umano fare così – certo in misura diversa da persona a persona.


  10. Ma come si rende “gajardissima” nel dialetto di Bergen?


  11. @Zefirina Godi della mia più totale solidarietà, questa mattina stentavo io stesso ad intendermi. E sì che sono abbastanza tardo.

    @Arte Vuoi mettere la panna acida in abbinamento alla Tarte des Demoiselles Tatin? Perfetta unione degli opposti, mi viene da pensare ad un’isola di dolcezza bagnata dal Mar dell’ Acidità.
    Zefirina Island, ça va sans dire.


  12. @Tania: Esistono entrambi gli elementi, la rimozione del pericolo e la visione parziale. La prospettiva ristretta, per cui si mette a fuoco su dettagli secondari, come le squame dorate della coda del diavolo, e non la paura che ci fa il male.

    Il dilemma è quando tu hai una visione più ampia dell’altro: come ti cali nella sua visione? come la rispetti senza essere paternalistico?
    Grandi questioni.

    @Rob: È una questione filologica nonchè socioantropologica notevole, perchè investe il concetto di “gajardezza” romano comparato al concetto vichingo occidentale di “kjekkhet”. Roba da tesi di dottorato.

    @JFK: Sì, sì, tu ora provi ad ingraziarti Zefirina con la Tarte Tatin…
    Troppo tardi, tardo.

    😉


  13. a ben vedere i due lemmi afferiscono a semantiche leggermente diverse. Colla J gajardo, è un tantino più strafalcione ed estroverso del gagliardo in italiano.
    Ossia entrambi sono eroici ma quello con gl è elegante e introverso, quello colla j tende ar piacione.
    Per la signora con la r moscia propenderei per il pimo tipo:)


  14. @grazie. Lo leggerò allora.


  15. cavoli! dopo 4 anni essere sopravvissuta a una cosa del genere e non rendersi nemmeno conto della grazia che si è ricevuta!
    non dico che vada male, forse per la signora è molto meglio non aver avuto la percezione del “pericolo” che correva; forse questo l’ha aiutata a circoscrivere il problema e trovare le forze per affrontarlo.
    Speriamo che il medico abbia la tua stessa sensibilità!


  16. @Zauberei: La distinzione è importante, come tutte le distinzioni.Essendo poi la signora distintissima, direi che approvo la tua scelta.

    @Lola: Poi dimmi che ne pensi!

    @Claudia: Io sono spesso sorpresa dall’enorme differenza interpersonale nell’affrontare questo tipo di situazioni. Non finisco di stupirmi.


  17. D’altronde sopravvivi una tra dieci e poi sei sola e meno male che trovi la doc che ti ascolta e ti fa parlare, io nel mio cinismo mi dico che forse la sopravvivenza non comprende nel pacchetto anche la qualità della vita, e giustamente ti scocci per l’osteoporosi, perché di qualcosa bisognerà pur poter parlare con il medico.

    Epperò concordo con zauberei, una signora così, e chi l’ammazza?


  18. @Mammamsterdam: Sai che invece, per questo tipo di diagnosi, la misura della qualità della vita è un dato praticamente obbligatorio in tutti gli studi? proprio perchè il prolungamento della vita che ci si ripromette è così minimo che non sarebbe eticamente sostenibile che la terapia provocasse troppi effetti collaterali.
    Sto sconfinando nello specialistico, però.

    Si potrebbe discutere addirittura di cosa sia, e come si possa misurare, la qualità della vita.



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