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Canzone di primavera

6 marzo 2010

Morti

si ha un vantaggio sugli altri:

simulare.


Così

poichè l’odor di terra

pesa anche su te –

io fingo


un non so che di strano

e tentatore,

non so quale divario

sottile, un ultimo ardore


da spartire alle nostre

collane funebri – e invece

vorrei solo giacere

con te nel fango, la mano nella mano.


William Carlos William, tradotto da Cristina Campo

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14 commenti

  1. certi simulano anche da vivi e senza alcuna scusante, questa poesia però mi ha fatto pensare a tonino, ma lui non simulava affatto


  2. @Zefirina: Mi spiace se ti ho rattristato.


  3. E’ proprio una canzone, non un lamento. Ma l’ho capito solo alla seconda lettura.
    Canzone-primavera-morte: possono stare insieme?


  4. @Lola: Perchè no?
    Esistono moltissime canzoni che parlano della morte.
    La primavera è la morte dell’inverno, la rinascita che, a sua volta, l’estate brucerà.
    Il fango poi, è il limo della vita.


  5. Leggendo i commenti m’è venuto da pensare:
    ” Non è che l’ingresso sia riservato alle sole donne oggi? “.
    Nel dubbio, non mi siederò al tavolino dove viene servita la quotidiana tazza di cioccolata fumante, miscela sapiente di cacao criollo e germogli di conoscenza.
    Molto modestamente, lascio sul ripiano tondo di marmo bianco un ramoscello di mimosa marzolina, ornamento al titolo della ” Canzone di primavera “.
    Insieme agli auguri per tutte le donne e in particolare per le molte che fanno di questo blog un angolo dove star seduti lontano dal traffico.
    Un giardino nel quale conversare a voce bassa e dove ogni seme riceve il limo per germogliare pacificamente.


  6. @JFK: Ma no, per te c’è sempre un tavolino di marmo riservato. Nell’angolo, vicino all’ingresso. E grazie della mimosa.


  7. Capisco che la primavera è rinascita, però in questi giorni sono un po’ triste, diciamo che ho lo sguardo annebbiato, e così non riesco proprio a intravedere speranza (amore folle e assoluto) al di là di quel fango. Ma sono io che ho bisogno di uno scossone…!


  8. @Tania: Ma anch’io quando ho letto la poesia ero come te. Poi passa. Poi torna, e ripassa.
    “Amore folle e assoluto”?
    Questa poi, potrei averla detta io.


  9. che meraviglia!
    mi ha ridato la voglia di scrivere!

    ho cercato, inutilmente, la versione originale di Carlos William. Mi dici il titolo?

    Buona mimosa…marchesa!


  10. @Henry: Bella eh? Anche a me ha rimesso voglia di scrivere, manca solo la capacità, ahimè.
    Ma ci devo lavorare.
    Proverò a cercare la versione originale (neanch’io so il titolo) di Williams da casa, qui sono in ufficio e in teoria dovrei lavorare.

    E non fare lo spiritoso tu con le mimose!!!

    😀


  11. oh non mi hai rattristata, ormai certi ricordi fanno parte di me


  12. @Henry: Allora, l’edizione Adelphi di “La tigre assenza” cita prevedibilmente come titolo originale “Spring song”. Però io non sono ancora riuscita a trovare il testo originale, ed è un peccato, perchè sono sicura che in inglese è ancora più bella.

    @Zefirina: Lo sospettavo, sei come me.


  13. eh anche io l’ho cercata come spring song ma in rete non l’ ho trovata…peccato; in inglese deve essere splendida…


  14. Grazie di aver postato questa poesia, con la bellissima traduzione di cristina campo.



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