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Meno 26

24 febbraio 2010

Sette di mattina.

Il termometro esterno alla finestra di cucina segna meno 26. Mai vista, neanche quassù, una temperatura simile. In accappatoio, i capelli ancora bagnati, sorseggio il primo caffè della giornata mentre osservo due vicini che si aiutano coi cavetti per far partire la macchina. Penso che devo accompagnare quattro bambine al torneo di pallamano e riuscire ad arrivare in ufficio ad un’ora accettabile.

 Io e Maria ci travestiamo da donne Michelin per uscire di casa: mutandoni in lana d’angora, che però non devono esserlo veramente perchè pizzicano, calzettoni, pantaloni, maglioni, berrettoni, piumoni, sciarpe e sciarpette. Nei tre metri per raggiungere la macchina sento congelarsi l’interno delle mucose nasali. Maria sale, eroica con lo zainetto.

 Si avvicina il momento della verità: giro la chiavetta dell’accensione. Uo-uo-uo. Già mi sto per arrendere quando – inaspettatamente – parte. Sgasso. Ventilatori al massimo, comincio l’opera di scrostamento ghiaccio dai finestrini con apposito raschietto, mentre la Nostra mette Lady Gaga a palla, ”papa-papa-razzi” dice lei abbronzata da Los Angeles, e io raschio.

 Il volante è un blocco di ghiaccio che fa male a toccarlo, devo guidare coi guanti di lana ma non fanno presa, e comunque anche con quelli le dita fanno male, ipossia da vasocostrizione termica. Anche il pedale dell’acceleratore dev’essere congelato, perchè va a scatti, e sobbalziamo in avanti sulla strada ghiacciata. La macchina è una specie di slitta sculettante, trainata da husky invisibili e ingovernabili.

 Le bambine ci aspettano saltellando alla fermata dell’autobus. Salgono, e l’abitacolo si trasforma in un palazzetto dello sport, palloni che volano, ola, tifoseria e cheerleaders con coretti. Cercando di tenere la macchina in strada, imbocco la tangenziale. Una ventina di minuti dopo le scarico a destinazione.

 Inserisco immediatamente il CD di Leonard Cohen e continuo la strada per l’ospedale, dove mi infilo risolutamente nel Terribile Parcheggio Ammazzamacchine, dove a ogni veicolo è assegnato lo spazio di un francobollo. Dopo innumeri e complicatissime manovre, impedita da strati di vestiario, specchietti appannati e guanti, riesco a piazzarla in un buco che mi costringe a contorcimenti ridicoli per emergerne.

 Vicino all’uscita del parcheggio, un nuovo distributore automatico mi attira con la scritta ”Illy caffè”. Potrebbe essere un miraggio. Prima che sparisca, infilo le monete e afferro la tazzina. Attraverso i venti metri fino all’ingresso dell’Istituto trattenendo il fiato. Entro, premo il pulsante dell’ascensore. Finalmente, penso: un sorso di caffè.

 Gelido.

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17 commenti

  1. Sorpreso sprovvisto di mutandoni in lana d’angora, la sola lettura del post è bastata a procurarmi un principio di ipossia da vasocostrizione termica e ho impiegato del tempo a realizzare che non v’era collegamento con l’apotropia del precedente post.
    Suggerimento boemo.
    Tenere in macchina una bottiglia di Becherovka, il tradizionale liquore d’erbe ceco.
    Cosparso sul parabrezza e dato fuoco, elimina il ghiaccio radicalmente.
    Aggiunto al normale carburante rimodula l’asfittico uo-uo-uo in effervescente hic-hic-hic.
    Somministrato nelle corrette dosi è in grado di neutralizzare le cheerleaders per tutto il tragitto.
    Ma soprattutto, è l’ultima spiaggia per raddrizzare una giornata cominciata così, largheggiando come correzione all’ Illy caffè.
    😉


  2. Fossi in te … seguirei il consiglio di jfk, mi sembra geniale!! E’ che a noi (noi chi? a me), insomma, a molti mediterranei certi rimedi forse non vengono neanche in mente!
    Qui ci lamentiamo per molto meno, e pare che i caffé non bastino mai. La prossima volta che mi verrà da lamentarmi per le condizioni climatiche…penserò a te!


  3. @JFK: Becherovka… me lo appunto subito. Ordinerò la confezione famiglia, in pratica damigiana.

    Grazie del consiglio!

    @Tania: Eh beh sai, lui è ceco, non nel senso di cecato però eh…

    Io quando sento gli italiani lamentarsi del freddo non so mai se ridere o piangere, in genere rido. C’è da dire però che io in Italia in inverno soffro molto il freddo, probabilmente perchè sono abituata alle nostre case surriscaldate dove si cammina scalzi.


  4. ode all’Illy caffè (certo, gelido…beh)
    e anche alle impavide Gatte delle Nevi 🙂


  5. @Laura: Gatta delle Nevi è bellissimo, ci piace!
    😀


  6. mamma mia sembrava di guardare uno di quei film apocalittici!!!!!

    un caloroso abbraccio a te e a Maria!!!!


  7. La mia stima nei tuoi confronti al momento dell’uscita di casa è salita a mille artepille! Siete na razza superiore te la piccola, e pure la macchina pora stella, che io in premio ci darei al carburatore un’olio extra vergine della sicilia.


  8. Ma quante signorine quando si parla di queste cose, che vorrà dire?

    😀

    @Zefirina: Sai che anche a me sono venuti dei flashback, tipo “It’s all about love” di Thomas Vinterberg, però purtroppo non c’era Sean Penn ad aiutarmi con gli husky invisibili.

    @Zauberei: Confesso che la mia speranza segreta con questo post era suscitare appunto compassione… per eventuali invii di olio siciliano paa’bbimba (non per la macchina!)posso anche fornire l’indirizzo di casa.
    😉


  9. Meno ventisei è qualcosa di epico.
    E’ che in qualche modo la vorrai scontare, quella doccia di civiltà che ti fai lassù, eh…


  10. @Rob: Benvenuto su Pioggia Blu!
    Vero, nella vita tutto si paga, è il famoso contrabbasso.


  11. stasera ho scritto di Nord in un pezzo che andrà in onda Sabato Notte, l’hai visto? Per gli italiani è il primo film di un regista norvegese che si chiama Rune Denstad Langlo e che fin’ora aveva fatto solo documentari. Questo è il sito http://nordthemovie.no/
    Mi sembra in tema col tuo racconto, ma anche prima di leggere delal tua mattinata non avevo potuto fare a meno di pensare a te :*

    p.s. il film sembra bello e credo vada visto, quanto meno in omaggio alla padrona di casa 🙂


  12. secondo p.s. ,
    in Italia “Nord” esce in questi giorni distribuito dalla Sacher Film, Nanni Moretti l’ho ha visto al festival di Berlino e pare se ne sia innamorato, del film intendo


  13. @Iko: L’ho visto, e anzi ci volevo fare un post, perchè è bellissimo. Ne avevo parlato anche da Fabio.

    (La sceneggiatura è di Erlend Loe, uno scrittore di qui, che per una strana combinazione ho incontrato ben due volte in punti diversi su un sentiero in mezzo al bosco dove entrambi eravamo a passeggiare. Tipo che sai chi è ma non sai se mettertici a parlare, poi lui è timidissimo.)

    Tornando al film, ne consiglio caldamente la visione. È una rappresentazione poetica ma anche realistica del viaggio a nord di un uomo che scopre se stesso e suo figlio, paesaggi interiori e esterni di grande bellezza. Mi dà le vertigini a volte pensare che questo paese continua per centinaia e centinaia di km su a nord, sempre più su.
    Mi piacerebbe leggere cosa ne hai scritto, mi mandi il pezzo?
    Bacio cara.

    PS: Sì, avevo capito che Moretti si era innamorato del film e non del protagonista Anders Baasmo Christiansen, che seppur bravissimo non mi pare il suo tipo… ma chi sono io per dirlo?
    😉


  14. provati anch’io in canada quei fucking -26.
    Senza illy, però, il wind chill risultava insopportabile.

    Mi sono sempre rifiutata di indossare i mutandoni rischiando letteralmente di gelarmi laggiù
    😉


  15. ma… com’è che il sito web mi esce automaticamente con un indirizzo sbagliato (wordpress) nella firma?
    Va bè, misteri della tecnologia.
    L’ho riscritto.


  16. Io pure ho studiato in canada nell’inverno più freddo degli ultimi 150 anni, ho imparato ad andare in bici sula neve, che mi è stato tanto utile anni dopo per guidarci con la macchina (quando slitti sai istintivamente raddrizzarti) e le mutande certo che me le mettevo. Avevo pure la canottiera coordinata.

    E un inverno in Polonia ci`si è congelata la nafta nel serbatoio e siamo rimasti a piedi in piena notte, quindi il consiglio del ceco non cecato di wodka nel serbatoio so per esperienza che aiuta. adesso tocca provare il parabrezza dato fuoco.


  17. Etticredo che li mettevi!
    😀



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