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Her morning elegance

7 febbraio 2010

Sun been down for days
A winter melody she plays
The thunder makes her contemplate
She hears a noise behind the gate
Perhaps a letter with a dove
Perhaps a stranger she could love

And she fights for her life
as she puts on her coat
And she fights for her life on the train
She looks at the rain
as it pours
And she fights for her life
as she goes in a store
with a thought she has caught
by a thread
she pays for the bread
and she goes…
Nobody knows

Grazie a Iko per aver pensato a me.

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9 commenti

  1. :*


  2. Molto carino il video…il testo riesco ad associarlo a te e…
    …la protagonista ha i capelli rossi, o sbaglio?


  3. nessuno sa delle battaglie che avvengono in noi…
    alcuni peró hanno la sensibilitá di percepirle.
    si chiamano amici


  4. @Iko: :*

    @Tania: Sì, e se noti, non si vedono mai le orecchie da vicino…

    😉

    ma la canzone ti piace? a me piace tanto

    @Henry: Sì. E gli amici sono come un paesaggio interiore, che c’è, è lo stesso, anche dopo cento anni, anche se non lo si percorre tutti i giorni.


  5. Avevo visto questo video un po’ di mesi fa, semplicemente delizioso. Ti ringrazio di avermi fatto notare col tuo post anche il suo testo, poetico e suggestivo, di cui le immagini, scopro con piacere, sono una fedele interpretazione.
    Un abbraccio


  6. @Daniele: Il testo mi piace molto. Ne riporto solo una parte però. È molto bella anche la sua voce.
    Un abbraccio a te.


  7. Della canzone mi piace molto il testo, ha una sua poesia, la musica invece non mi colpisce. Devo dire che la canzone si “completa” davvero con le immagini, in questo caso.


  8. Sono rimasto colpito anch’io dal testo ( che altro potrei dire, se al varco del mio sperduto villaggio fanno entrare parole e immagini senza suoni )
    All’inizio si sta immersi in un fluido contemplativo, la natura si mescola alle note di una melodia, il termine invernale la suggerisce invero malinconica, e che neppure il tuono improvviso riesce a turbare.
    Basta un piccolo rumore tuttavia, le ali dispiegate d’una colomba o i passi di uno sconosciuto dietro il cancello, per risvegliarci ad una realtà dove il termine lotta, più volte reiterato, sembra evocare il tu-tum delle ruote del treno.
    Scrivi che il testo della canzone non è completo, ma in questo allontanarsi dove nessuno sa la fantasia riporta alle distese innevate e silenziose dell’ altopiano di Hardanger, e più volte m’è sembrato s’accompagnasse ad un soffio possente di vento, come a voler scompigliare con le dita di una grande mano le chiome autunnali della foresta di Oppland.
    Io non ci avrei aggiunto altro, per i miei gusti.


  9. @JFK:E allora non aggiungiamoci altro, c’è già tutto.



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