h1

Silenzio in Liguria

5 novembre 2009

Scade flessuosa la pianura d’acqua.


Nelle sue urne il sole

ancora segreto si bagna.


Una carnagione lieve trascorre.


Ed ella apre improvvisa ai seni

la grande mitezza degli occhi.


L’ombra sommersa delle rocce muore.


Dolce sbocciata dalle anche ilari,

il vero amore è una quiete accesa,


e la godo diffusa

dall’ala alabastrina

d’una mattina immobile.


Giuseppe Ungaretti

1922

da

Sentimento del Tempo

Annunci

13 commenti

  1. il vero amore è una quiete accesa, versi incredibili


  2. senza fiato
    grazie


  3. Come? Ungaretti?
    L’ho letta lentamente, sillaba dopo sillaba, credendo fossi tu l’autrice! Per Ungaretti, non avrei l’avrei fatto. :))

    Un saluto.


  4. eccola, la verità sull’amore. Ci voleva tanto? (sì, ci vuole tanto per arrivarci)


  5. @Zefirina: Quelli sono i versi che inizialmente hanno colpito più anche me. Pugno allo stomaco.

    @Henry: Sì, roba da blocco perpetuo dello scrittore, ma correremo il rischio, ogni tanto anzi fa bene.
    🙂

    @Frank: Sono incerta su cosa risponderti…
    Credo che “grazie” sia la cosa più appropriata, mi veniva in mente “non sum digna” ma è troppo papale.


  6. arte non l’avrei mai detto 😉


  7. @Lophelia: Ungaretti l’ha scritta a 32 anni, ma insomma l’importante è arrivarci, chi prima chi dopo.
    (Chi mai…)

    @Zefirina: 😀


  8. Pardon, a 34 anni.


  9. è stato precoce.


  10. Nel sovrapporsi alabastrino degli elementi e diafano della carnagione il testo di Ungaretti evoca l’incanto, silenziosamente abitato, di un paesaggio al primo mattino.
    A chi non è capitato, al sorgere o al tramontare del sole, di sostare sopra uno scoglio e affidare alla carezza delle onde il canto o il silenzio della propria anima?
    Il mare, che tutto raccoglie e tutto restituisce, a lungo avrebbe traccheggiato prima di restituire somiglianti abissi di celeste profondità.
    JFK


  11. @Lophelia: Sì, e anche longevo.

    @JFK: Silenziosamente abitato.


  12. Ungaretti, Ungaretti…

    Ah sì, il soprannome che davano a Michael Andretti quando correva in Formula 1 all’Ungaroring!

    JB


  13. M’illumino d’immenso… La estrema sintesi verbale tipica di Ungaretti riveste sentimenti infiniti e profonde riflessioni. Il quadro immobile e diafano dell’alba di alabastro, dove l’azzurro del mare si può’ solo intuire tra l’ ombra delle rocce e il lume ancora segreto del sole, si illumina solo della luce dell’amore, quieto ma “acceso”. In questi versi c’e immobilità’ e movimento, contemplazione e riflessione, ma soprattutto la bellezza della natura che si fonde con l’incanto dell’anima.



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: