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Per questo ero così arrabbiata

29 ottobre 2009

P1030839Torno a casa dal lavoro dopo una giornata micidiale, mi accoglie una montagna di zaini e giacche gettati alla rinfusa nell’ingresso. Maria ed un’amica hanno fatto i muffin, odore di bruciacchiato in tutta la casa, poi sono uscite. La cucina è un pollaio, ditate di cioccolata sui pensili, ciotole da lavare, farina sul pavimento, macchie di burro fuso sui vetri. Sento la collera montare piano. La mia anima ordinata si contorce in spasimi di dolore mentre mi accingo a pulire tutta la cucina. Ci metto un’ora, e ho un calo di zuccheri che mi infuria ulteriormente. Da varie tracce mi accorgo che le bambine non solo non hanno fatto i compiti, ma che hanno giocato coi miei rossetti, rovistato tra i miei libri, e che perdipiù sono uscite senza sciarpa. Il mio umore peggiora.

Maria e Anna rientrano. Con quella che mi pare una calma apollinea dico loro che non possono mettere tutto a soqquadro così, e che soprattutto non possono usare la cucina se prima non hanno fatto i compiti, e se dopo non la rimettono a posto. Mi sembra di dire cose molto sagge e ponderate. Esplode la collera di Maria, violenta e inattesa. Anna se ne va impaurita, e io resto sola con la piccola furia. Per il resto del pomeriggio è intrattabile. Alla fine m’imbestialisco anch’io, e la spedisco in camera sua a meditare. Lei ci va sbattendo la porta, e dicendo di non volermi più vedere. Questo mi porta all’esplosione finale: “Allora domani non ti porto al cinema”. “Chi se ne frega!” ribatte quella, da dietro la porta chiusa. Sembriamo due furie. Cala il silenzio. Io girello per la casa, lei fa chissà cosa nella sua stanza. Poi, sento che scende le scale. Penso (spero) che forse si è messa a fare i compiti, chiusa nella biblioteca.

Mi arriva alle spalle di sorpresa, e senza dire una parola mi consegna una lettera che ha appena scritto. Titolo: “Per questo ero così arrabbiata”

“Oggi a scuola è successa una cosa spiacevole. Io ieri ho dovuto fare il vaccino, e Marte continua a gongolare perchè lei non deve fare il vaccino dell’influenza suina, mentre io sì. La sua mamma ha detto che lei non lo farà. Lei gongola di questo insieme agli altri, perchè loro non hanno l’asma, ma io sì e poi ho appena avuto la pielonefrite ed è stato brutto, e la mia topina è morta, ma per via della mia stupidissima allergia non potrò più avere animali. E negli ultimi tempi tu sei venuta moltissimo nella mia stanza a disturbare quando ci sono i miei amici, molto più dei loro genitori, e io devo fare tanta matematica, e negli ultimi tempi sento che la mia vita è molto brutta.

E poi io e Anna avevamo riordinato per mezz’ora e fatto del nostro meglio ma tu continuavi a lamentarti e imbarazzarmi davanti ad Anna, e poi dici che non mi sono lavata le mani e invece l’avevo fatto, e poi mi dici vieni a mangiare ma a causa di un bellissimo pacco Penny che mi arriva solo una volta al mese io arrivo con dieci secondi di ritardo, e allora tu mi privi dell’unica cosa che mi rimane in cui sperare, cioè il cinema.”

 

Mi sento un mostro.

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44 commenti

  1. spero le abbia scritto anche tu.
    in fondo, anche lei deve sapere cosa hai visto tu, cosa hai provato.


  2. ecco prima ancora di cliccare sul link per vedere quell’unico commento pensavo: scrivile una lettera anche tu, scrivile una lettera e spiegale la tua versione.

    poi penso che potresti farle leggere quello che hai scritto qui.

    belle che siete tutte e due.


  3. Notevole che in una situazione conflittuale sia riuscita ad esprimere tutto, e in modo così chiaro e maturo. Saprà cavarsela in tutte le situazioni.
    Il cinema, “unica cosa in cui sperare”. In questa frase c’è un mondo.


  4. @Auro: Le ho solo risposto: “Ti voglio bene, vieni al cinema con me?”
    Ma effettivamente (come sempre) hai ragione, le scriverò come io ho vissuto questo episodio.

    @Henry: Ma tu e Auro ne avete parlato in una conference call?

    😀

    Vero anche questo, potrei farle leggere il post. Direbbe, rimproverandomi perchè ho messo la sua foto:”MAM-MAAA!!!”

    @Lophelia: C’è anche da dire che la piccola è un’abilissima manipolatrice psicologica, perchè a nove anni riuscire ad elencare tutte le sue tribolazioni culminando con quella conclusione non è da tutti, io non credo ci sarei riuscita. Resta il fatto che è tutto vero.
    E che oggi andiamo al cinema.

    http://disney.go.com/disneypictures/up/


  5. Buongiorno Artemisia, buongiorno! Sù sù sù! Le bambine non scrivono lettere ai mostri, soprattutto lettere tanto disperatamente sincere. Immagino che non sia la prima volta che la tua splendida figlia si rapporti a te come SUA pari, da donna a donna, quindi. Nella sua lettera tocca tanti aspetti fondanti la nostra esistenza e tutti dannatamente drammatici: la salute, il lutto, la rassegnazione rabbiosa al “non potere più avere”, il bisogno d’indipendenza e del rispetto dei nostri spazi, l’autostima e la necessità che vengano riconosciute le nostre capacità e le nostre buone intenzioni, il fallimento sul piano personale, le difficoltaà sul lavoro…basta và. Ti ha persino confessato che l’unica cosa in cui possa sperare per sentire meglio è la fuga dalla realtà!!!
    Ti ha chiesto aiuto perchè sà che puoi darglielo!

    Vi siete scontrate solo perché era stata una giornata particolarmente intensa e sfiancante per entrambe. Questo succede e succede pure che da questi scontri esca qualcosa di estremamente buono.

    Mi pare che alle femmine piaccia tanto andare al cinema insieme, soprattutto per piangere ;o] e poi prendere il the e poi parlare parlare parlare… ma quanto parlate?! Siete due femmine, no?
    Oh, ma se preferite andare a pesca nessuno ve lo vieta! L’importante a che lo facciate insieme e che poi ributtiate i pesci nell’acqua.

    Forza mostro!


  6. lo voglio vedere anche io UP!
    mó scrivo una lettera al principe 😉


  7. Ho visto ora il tuo commento con il link della Disney. Ti avevo scritto “sù sù sù”, appunto “UP”!

    Ottima scelta!


  8. @Papero, buongiorno a te!
    Che mi metti sempre di buon umore!
    Il rapporto con mia figlia è un po’anomalo, come dici tu da pari a pari e quindi a volte conflittuale perchè abbiamo personalità simili. A complicarlo c’è il fatto che io viaggio “senza bussola” non avendo avuto un modello materno al quale rapportarmi.
    Diciamo che ogni giorno lo definiamo nuovamente (e a volte ci scanniamo, ma ieri sera si è addormentata abbracciandomi).

    Sì, a noi femmine piace tanto piangere al cinema e andare poi a chiacchierare in un caffè. I maschi non sanno cosa si perdono. Ma tu dici che piangeremo su UP?
    Poi ti racconto.

    @Henry: Sei TU che devi portare al cinema il Principe, e comprargli pure i popcorn. E portacelo, tirchiaccio!

    😉


  9. Ho visto UP la settimana scorsa.
    Con un paio di occhiali buffi, la stessa montatura spessa e squadrata del protagonista, che permetteva la visione tridimensionale.
    Non voglio anticiparti nulla, ma credo sia il film giusto nel post-momento giusto.
    Per far dire a Maria che un volo di palloncini colorati può tornare a far sorridere la vita.
    A te per addomesticare il mostro e pensarti in movimento, e-ducare è come sfogliare il libro delle avventure, ci sono i giorni di sole e le tempeste minacciose.
    Ad entrambe, ne sono certo, farà venir voglia di parlare, ottimo consiglio la compagnia d’una tazza di the ( ma stiamo entrando nella stagione della cioccolata calda e non sottovaluterei il contenuto di feniletilammina, il naturale oppiaceo che regala sensazioni di felicità e appagamento ).
    Mi sono accorto, all’ uscita camminando sotto i portici, che in tasca la mano continuava a stringere gli occhiali in pugno.
    E che un pugno di sogni stringevano feniletilamminemente d’ assedio la mente.


  10. Navigare senza bussula, quindi navigare a vista, ti costringe a tenere gli occhi sempre aperti ed a stare all’erta. Magari è un pò stressante, ma impedisce di starsene lì a cincischiare. Se poi ti è mancato un modello materno di riferimento non rischi di ripetere errori già commessi… saranno tuoi autentici ed originali!!! ;o]

    Piangere su UP? Non sò, ancora non l’ho visto. Ma sicuramente contiene qualche momento di tenerezza intensa… e allora giù lacrime!


  11. Che squisita mistura di tenerezza autentica, ricattismo paraculista, e magagne autentiche. Tutto in buona fede topolina!
    Avrai fatto il meglio Arte pilla che te lo dico a fa. Io mi riconosco nella picciricchia perchè ho suscitato le medesime reazioni negli umani a me cari che entrano nella cucina dopo di me, dai 7 anni (la mia prima torta andalusa) a stamattina che con grazia di un esercito di chef cambogiani ho preparato la colazione.
    Cazziala – ma di baci saziala.


  12. In TreD? Con gli occhiali? E io come faccio che ci vedo con un occhio solo? :o(


  13. @JFK: Ti immagino sotto i portici, col pugno in tasca. Non lasciarteli sfuggire.
    E mai sottovalutare la cioccolata calda, nè tutto ciò che libera endorfine.

    @Papero Guercio: Ti forniranno un canocchiale in 3D, sempre restando in tema di navigazione, (infatti, i pirati…)

    😉

    @Zauberilla: Dici che mi viene fuori come te??

    Oddio!

    O_O

    In effetti, intravedo tratti in comune…
    Mi piacerebbe, però.
    🙂


  14. Sinite parvulas ad cinemam venire…

    JB


  15. Ora capisco perché per un maschio è fattualmente IM POS SI BI LE riuscire a tenere testa alle sottili, sofistiche argomentazioni manipolazioni orazioni pro domo sua di una femmina.

    Cominciate così piccine, nello scazzo con mammà, a farvi le ossa.

    Rimestate e mettete nero su bianco, con la semplicità e la naturalezza che connotano solo i veri retori, la processione funerea di insoddisfazioni, frustrazioni, tristezze, angosce per un futuro senza pacchi Penny, vaccinazioni, muffin bruciaticci, dolori posticci, pianti autentici…

    Campionesse dell’introspezione, non avete da perdere che le vostre catene!

    Dunque proteste, agnizione del dolore, de consolatione cinematrographiae, scontri elettrici ed elettrodomestici, ditate di cioccolata, zuccheri a velo funebre sui lutti di topine…

    e chi ce la fa a tenervi dietro?

    Forse solo Pasquale Panella poteva interpretare cotanto strazio in un testo

    «Dal monte ventoso dei miei sentimenti
    sfoglio all’aria una rosa ricettario
    l’inizio è già indiziario:
    “Lei si sciolse
    e poi si tolse lo chignon”

    E calva d’amore, lustro sguardo da biliardo
    boccia sul tappeto il suo pallino
    E’ la stecca del peccato
    C’è tanta nuda verità

    Fatti un pianto (o ..)
    Fatti un pianto (o.. )

    Da un chilo di affetti un etto di marmellata
    Se sbatti un addio c’esce un’omelette
    Le cosce dorate van fritte
    Coi sorrisi fai croquettes

    E tu dici ancora che non parlo d’amore
    Batte in me un limone giallo basta spremerlo
    Con lacrime salate agli occhi tuoi
    ben condita amata t’ho

    Dai piangete (o ..)
    Dai cantate (o ..)
    E dai che ne ho sete
    Parole d’amore.

    Grosse lacrime sciocche
    Sono uova alla coque
    E dai e dai (o. . )

    Fatti un Pianto

    Lacrimoni che sono lenzuola (o.. )
    Da strappare da calare giù

    Fatti un pianto

    E li perdutamente
    qualcuno che ti sfugga
    o che salga su

    Per intanto qualche vento
    qualche tentativo fa…

    JB


  16. Poi, tornando dal faceto al serio, mi sovviene che anche io, seppur maschio, odio la confusione in cucina

    Mi urta, mi indispettisce, mi sconvolge. Il mio equilibrio interiore ne va in frantumi

    Quando rientro a casa dopo un giorno di lavoro e vedo che le gocce dall’acquaio sono finite sul marmo, che le ditate di olio istoriano non solo le maniglie ma, orrore!, i pensili, che i fornelli assomigliano a un Pollock, allora mi domando

    “Cosa ho fatto io per meritarmi questo?”

    Così, dopo un’ora di lavoro, dopo aver rimesso i piatti in lavastoviglie, pulito e asciugato e riposto le pentole nell’apposito stipetto, riordinato, igienizzato e ridato il trucco al mio amato marmo del piano cottura, lentamente la serenità riaffiora

    Lo so, è una fatica di Sisifo. Già domattina, dopo la colazione, il masso sarà di nuovo lì, con il suo casino, le sue briciole sparse, le stoviglie sporche e riarse, di fronte a me, anelante a tornare all’ordine

    E mia moglie mi dirà che sono un nevrotico, che l’ordine ossessivo compulsivo che cerco di ristabilire in casa dimostra le mie ansie irrisolte, la mia insicurezza cronica, la rottura di coglioni a cui la sottopongo e con le nostra figlia

    Tutto vero. Tutto giusto. Tutto psicanaliticamente corretto.

    Però…

    Cos’è la vita se la mia cucina è in disordine?

    Che il Medio Oriente esploda in una eruzione di violenza, morte, guerra. Che il capitalismo vacilli dalle fondamenta e si sgonfi con una nuova, estrema bolla. Che il riscaldamento globale sciolga l’artico e ci funesti di febbri africane sino a Milano.

    Lasciate che fuori della porta di casa mia l’universo imploda. Che sia!

    Purché nella mia casa regni sovrano l’ordine. Purché la mia cucina rifulga e io possa compiacermi.

    JB


  17. Quanto a mia figlia, ora che ha 10 mesi dice “babba, babba”, con la b nasale dei raffreddati. Mix di mamma e, spero, papà. Ma temo più mamma.

    Alla prima letterina sui suoi drammi preadolescenziali, tra qualche anno, so già che mi scioglierò come il burro dei muffin di Maria e, come ogni padre, le giurerò che mai la vita potrà ferirla se non sarà passata prima sul mio cadavere

    JB


  18. @Josif: Punto primo: tua figlia sta cercando di dire “babbo”, non ho dubbi. Esistono, per così dire, toscani d’elezione, come piccoli Dali Lama.

    Punto secondo:La tua teoria del “farsi le ossa con lo scazzo con mammà” probabilmente è vera. Questo spiegherebbe l’origine del mio problema nell’affrontare i conflitti, specialmente con altre figure femminili. E anche quanto mi siano estranee le strategie.
    By the way, stiamo facendo psicologia da rotocalco.

    Punto terzo: La cucina. L’ordine in cucina. Ora, io sono una nevrotica selettiva dell’ordine. In certe stanze non mi disturba particolarmente, in cucina non lo sopporto. Mi riconosco, purtroppo, nei comportamenti che descrivi.

    Sarebbe interessante capire perchè il nevrotico compulsivo da fornello viva quasi invariabilmente con persone dedite ai bagni d’unto e alle sbriciolate in cucina. Cioè: si attirano? si producono a vicenda? si potenziano? si necessitano?


  19. Il canocchiale 3D! Fantastico, Artemisia! 😉


  20. Si necessitano.

    l’ossessivo compulsivo ha ***bisogno*** di qualcosa che lo conduca alla sua necessità, quella di una coazione a ripetere, a ripetersi

    Dunque non sposerà o farà figli con un altro ossessivo complusivo “dello stesso segno”, perché annullerebbe tutto il suo disperato bisogno di ripetizione: più per più più, meno per meno più, e io come trovo il meno se con te riesce sempre più?

    Il suo ideale è un ossessivo compulsivo di “segno opposto”: più per meno meno, meno per più meno. Così potrà ripetersi…

    Ma questi sono casi rarissimi destinati a conflitti insanabili (forse è il mio)

    Più semplicemente, l’ossessivo compulsivo trova persone normali che normalmente fanno presto o tardi qualcosa che lo mette in condizioni di ripetersi.

    PS anche a me il disordine turba solo in cucina. Avrà a che fare con l’identificazione della cucina col focolare, dunque con la sfera degli affetti più intimi, della nutrizione, del cibo dato e ricevuto

    Secondo me con i genitori, specie coloro che ci hanno nutriti.

    “Madre mia, ché non m’aiuti?”

    JB


  21. Up lo andremo a vedere anche noi, stasera… E piangerò a fiotti, come accadde un anno fa con Wall-E… Penso che tu e Maria siate molto fortunate ad “avervi”. Non farle mai correre il rischio di non riconoscere questa fortuna…
    Dille di riferire agli amici che un amico medico della mamma le ha confessato un segreto… chi non fa il vaccino diventa un maialetto thailandese…



  22. Ehi! Ma come si fà a postare i video senza avere un blog?
    (Grazie per la vostra risposta, ma la leggerò lunedì…)

    Buon fine settimana a tutti noi mostri!!! 🙂


  23. @JB: Ho capito, si necessitano. Però io penso anche che noi ossessivi compulsivi siamo geneticamente recessivi, infatti produciamo individui del tipo opposto (vedrai Anna fra dieci anni, la seguirai raccogliendo calzini anche tu).

    Mi spieghi cosa c’entra Goodbye Lenin?
    Anzi, no.

    @Antonio: Ma se lei comincia a dire questo in giro, le sue amiche femmine irretiranno gli amichetti maschi a fare il vaccino, trasformandoli per sempre in deliziosi maialini tailandesi, sogno di ogni bambina…

    (Sto leggendo le Metamorfosi, si vede?)

    Preparati a versare fiumi di lacrime al cinema!

    @Papero Guercio: Non mi chiedere queste cose che è già tanto che so fare le faccine!

    Per postare video senza avere un blog ci vuole un QI di almeno 140 (e comunque HA un blog).


  24. non ci vuole molto, basta embeddarlo qui dentro.


  25. @Francesco: Io credo che il video sia imbarazzante anche per chi non sa il tedesco.
    Per me, è patetico.


  26. mi hai ricordato le mie discussioni con Valentina (te l’ho già detto che Maria me la ricorda??? si te l’ho già detto)

    ancora oggi che ogni tanto mi fa i cazziatoni mi chiedo da chi diamine abbia ripreso, lei riesce a esser più lucida di me, però ancora oggi mi chiama e quando sta per attaccare mi dice: mamma ti voglio bene, mi manchi!!!!

    anche io le scrivevo quando non riuscivo ad esprimermi bene a voce, ha sempre funzionato

    p.s vorrei sapere perchè pur avendoti messo tra i blog che seguo non sempre mi avverte quando scrivi un nuovo post!!!!!!!! grrrrrrrrrrrrrrr


  27. @Zefirina: Probabilmente perchè c’è un filtro antiorrendezza che impedisce ai post più orrendi di venire segnalati…

    😉


  28. A me il video piaceva, non l’ho trovato imbarazzante sebbene io non parli tedesco. Ne’ mi pareva patetico. Ma a quanto pare l’aggettivo patetico era indirizzato non a goodbye lenin ma a qualcun altro. It’s probably me?


  29. @Josif: “Patetico” si riferiva al video postato da Francesco (che me lo ha postato come commento a ben due post), e in particolare alla figura di Margot Honecker, che nel suddetto video incensa le ceneri della RDT e soprattutto del proprio potere, rimuovendo decenni di oppressione, servilismo sovietico, abuso di potere, oscurantismo, privazione dei diritti umani più elementari ecc perpetrati dalla classe dirigente corrotta che lei stessa rappresentava.

    Questo io lo trovo patetico, trattandosi si una anziana signora ormai ultraottantenne esiliata in Cile e per sua fortuna accolta amorevolmente da gente che – sicuramente in buona fede – condivide la sua versione della storia.

    Ora, quello che mi sfugge è il nesso tra la RDT e il tema del post, che sia tu che Francesco sembrate trovare evidente. È possibile che io sia un po’ ritardata, spiegatemi.

    Non ti trovo patetico, non trovo nessuno dei miei commentatori patetico, e se vi trovassi tali ve lo direi in privato.


  30. Ho fatto leggere il tuo post alla mia collega che è mamma e da situazioni simili c’è già passata, a differenza di me. Infatti io ti avrei semplicemente detto di non farti mettere i piedi in capo e la prossima volta di fargliela pulire a lei la cucina e di non farti troppo impietosire dai suoi problemi visto che anche tu hai i tuoi e lei non si impietosisce per te.
    La mia collega invece, pur essendoci passata, è riuscita a rimanere obbiettiva nel formulare un giudizio e credo proprio che sia stata l’esperienza a suggerirle cosa fare. Insomma secondo lei bisogna venirsi incontro, parlarne con calma e capirsi perché entrambe avete ragione e entrambe avete i vostri problemi, non una più dell’altra; quindi la soluzione è la collaborazione.
    Ora che me l’ha detto capisco perché non sono mamma.
    Ciao mostricinoblu!


  31. @Camilla: Che vuol dire che ora capisci perchè non sei mamma?
    Se tu lo fossi, non ti porresti forse il problema in linee generali ma affronteresti giorno per giorno meglio che puoi. E probabilmente ce la faresti benissimo, e saresti la prima a farti “impietosire” (che strana prospettiva).


  32. io col video di “Goodye Lenin” non volevo parlare di RDT ma di rapporti tra figli e genitori

    sorry Arte, ho frainteso il tuo commento sull’uso dell’aggettivo “patetico”!!!!

    ciao

    JB


  33. Arte: Riguardo alla signora Honecher… forse il nesso è che in questo post si è parlato di mostri? 😉


  34. @JB: Aaaaahhhh, ho capiiitooo…

    🙂

    @Papero Democratico: Possibile. Oppure, il nesso era che anche Margot riceve il pacco Penny.


  35. Hi Hi Hi!!! 😀


  36. Cos’e’ un pacco Penny?


  37. @Fabio: Il pacco Penny ti arriva una volta al mese, a meno che tu non lo disdica (e puntualmente, ti dimentichi di farlo). Il pacco contiene: Un giornalino con storie di pony, puledrini e cavalli prodigio, un poster di un cavallo perfettamente strigliato in ambiente bucolico, libri dal titolo “Fuga dal maneggio” o “Pericolo in pista”, fermaglietti di plastica a forma di ferro di cavallo o simili, chincaglierie varie, perle per selvaggi, spazzole per strigliare bambine, insomma tutta una serie di oggettini irresistibili che ogni mese allietano la nostra dimora.

    Se vuoi ti faccio proporre da Maria come nuovo amico Penny, così tu riceverai il pacco di benvenuto e lei il pacco regalo del delatore, contentente chissà quali amenità equine.


  38. Ma dai! Il pacco del delatore! 😀

    Dì, ma tra le amenità equine, non ci saranno mica delle bistecche?

    I CAVALLI NON SI MANGIANO!!!


  39. @Papero: Nel Mondo Penny il cavallo è una specie di bambola umanoide gigante, primariamente da pettinare e agghindare, con la quale anche confidarsi, giacchè ascolta e parla, un Ersatz-fidanzatobambolotto, un giocattolone.

    Ti pare che una creatura simile si possa mangiare?


  40. Stavo schersssaaando!


  41. di fronte alla prolifica produzione di commenti di josif e papero, ammutolisco, attonito.

    poi, quando il sangue finalmente rifluisce al cervello… 😉


  42. No Auro ti sbagli. Josif non lo batte nessuno! 😉


  43. @Auro, Papero: Effettivamente, in questo Josif è imbattuto e imbattibile.



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