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Magia

19 luglio 2009

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Questo è Åsgeir, sei anni. Sostiene di essere un mago, anzi “mezzo mago e mezzo lappone”. Non è vero, perlomeno non che è mezzo lappone, ma lo dice per fare il furbo. Che sia un mago invece può darsi. Oggi abbiamo giocato insieme per tutto il giorno: mi ha dato la ricetta di un’insalata di fragole e mais di sua invenzione, ma anche quella, segreta, di un filtro che consente di esprimere trenta desideri che si avvereranno tutti, ha detto di saper leggere il futuro, vedere quello che succede su altri pianeti e di vederci al buio come i gatti. Mi ha anche sussurrato con aria cospiratoria che se si fanno bollire le code di granchio, con la brodaglia ottenuta si può uccidere qualcuno.

Lo ascoltavo incantata, lasciando che mi disegnasse simboli magici sulle mani, e disegnandone a lui. “Che mani morbide che hai”, gli ho detto. “Perchè sono giovane”, ha risposto implacabile. Poi, un attimo che eravamo soli sulla spiaggetta di ciottoli, mi ha detto: “Tu ed io siamo potentissimi. Un mago ha bisogno di una strega, insieme saranno invincibili. Vorrei chiederti di sposarmi, ma mi sa che sei già fidanzata.” Non so dove ho trovato la forza di non ridere. Serissima, per non ferirlo, gli ho detto che sì, sono impegnata, ma che Maria non lo è, ed essendo mia figlia anche lei è una strega a tutti gli effetti. “Quando sarete grandi, lo potrai chiedere a lei”.

Ha accettato di buon grado. Solo che non ha saputo aspettare, e subito è andato da lei a chiederle se voleva sposarlo. Dinanzi al prevedibile, categorico rifiuto della streghetta, non ha fatto una piega:  “Ma io ho già deciso” – ha replicato.

Tra una ventina d’anni vedremo se è un mago o un ciarlatano. Se il filtro avrà avuto effetto, prometto di farci un post.

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24 commenti

  1. speriamo che sia semplicemente un bambino dalla fantasia vivacissima, il che farebbe di lui un furbetto geniale. Se invece è convinto, farei visitare la sua mamma e il suo papà.un bambino di mia conoscenza (lo giuro!)in un tema di quarta elementare dove gli veniva chiesto se secondo lui esistono gli extra terrestri, scriveva così: ” io sono sicurissimo che ci siano gli extra terrestri, ne conosco uno che mi fa saltare i nervi, mia madre!”. la maestra convocò d’urgenza il genitore. ciao!


  2. che meraviglia i bambini! e quanto hanno da insegnarci!
    altro che farli visitare! dovrebbero esser visitati tutti quelli che hanno ucciso la possibilitá di inventarsi storie, di fare spallucce davanti a un diniego, di ditruggere con l’ironia i disappunti e i dolori, piccoli e grandi, che la vita ci mette davanti.

    spero che Åsgeir tenga vivo il mago che ha dentro di lui e aspetto il post tra vent’anni.

    un bacio


  3. Ciao, centolibri, benvenuto/a su Pioggia Blu.
    Io credo invece che Åsgeir ci insegni quella che Vito Mancuso in un recente articolo su Repubblica chiama “la non riducibilità del reale alla dimensione visibile, è l’angelicità dell’essere, cioè la possibilità di alcune esperienze o cose o persone di essere messaggere di un mondo più ampio rispetto a quello visibile”.


  4. … Henry, ovviamente ci siamo incrociati…

    appunto, parole mie
    (e non solo)

    🙂


  5. ah io sono una strega e i miei figli lo sanno, li sgamo sempre e mi piace pensare che gnomi e folletti aleggino nell’aria e so che ogni tanto qualcosa di magico succede e questo bimbo mi piace, speriamo che no cerchino di toglierli i suoi sogni anche se sembrano illusioni


  6. sembra uno dei bambini di questa fotografa:
    http://www.lorettalux.de/


  7. io convocherei d’urgenza la maestra!


  8. @Zefirina: Ti ci vedo bene come strega, anno 1550, zona Campo de’Fiori, bella procace…
    😉

    @Lophelia: Ma nooo, quelli sono inquietantissimi, asettici… se guardi sul mio flickr somigliano a Sigrid, l’amica di Maria, che ha quello sguardo trasparente.

    @Mucca: Sì, specialmente se è carina, la convocheresti subito.

    😉


  9. non perché somigliasse, intendevo dire che per il suo lato inquietante lo vedrei bene fotografato da lei…sì, Sigrid somiglia di più.


  10. sì…


  11. @Lophelia: Bè allora sì…

    @Mucca: Addirittura DUE commenti quando si parla di convocare le maestre!
    😀


  12. Carissima,
    rispetto a quello che hai citato di Mancuso sulla “non riducibilità del reale alla dimensione visibile” mi viene in mente quel passo bellissimo de “Il piccolo Principe” che dice “… l’essenziale è invisibile agli occhi…”
    Quanto al piccolo mago, speriamo che tenga!…
    Un bacio, anzi…due!


  13. Clara!!!
    Che sorpresa, che piacere! Ma mi leggi?? Mi commuovo…

    Il piccolo Principe?

    Dallo stesso articolo, cito: “L’essenziale è invisibile agli occhi”, insegnava la volpe al piccolo principe, aggiungendo “non si vede bene che col cuore”. È secondario che Saint-Exupery fa parlare una volpe, mentre la Bibbia e il Corano mettono in scena gli angeli (…). Decisivo è dove si pone il vero centro dell’essere, l’essenziale: se nella materia o in una dimensione che la trascende e che si usa chiamare “spirito”.

    E chi si stupisce più, a questo punto?
    Bacioni a te.


  14. potrebbero essere TRE ripensando alla libertà di Åsgeir e chi invece quella libertà non la sa riconoscere. Perché quelli non sono i segni di un disagio, semmai l’opposto.


  15. Eh, sì, per lungo tempo non riuscivo più ad accedere al tuo blog, poi, oggi, come per…magia
    :-)) ho provato e ci sono riuscita!
    E la cosa mi riempie di gioia…
    Ci sentiamo con più calma via email, a prestissimo


  16. Ciao Arte, non ce l’ho sulla tastiera metalmeccanica la A con il cappello, ehmm…diciamo piuttosto che non so trovarla, quindi al maghetto Asgeir tolgo l’accessorio di Merlino, ma non le prerogative che gli spettano.
    A mio parere, si dovrebbe operare come in Svizzera per i riservisti, dopo i cinquanta richiamare in servizio i pragmatici e farli sedere nelle aule della magia e dell’incantamento.
    Così, per un ridosaggio.
    Ad Asgeir, da ex collega ( un tempo con le bacche di sambuco confezionavo un inchiostro per scrivere le formule magiche utili a deviare la traiettoria della ciabatta di mia madre ) avrei da manifestare un appunto, non al mezzo mago, bensì al mezzo lappone:
    “ Se Arte era la tua prima scelta, come mai ti sei lasciato convincere così facilmente a convertire l’obiettivo societario? ”
    E gli spiegherei che, quando si tiene a qualcuno, ove la magia non basti, unghie e denti devono venire in soccorso.
    Anche in presenza di una maga altrettanto, se non più potente.
    Buona settimana di…blue magic.
    JFK


  17. @Mucca: Hai ragione, il disagio è di chi non vede altro che la superficie di quella che chiamiamo realtà, e crede che sia tutta lì.

    @Clara: Ma come sono contenta… sarà sicuramente stata la formula magica, uno dei trenta desideri.

    @JFK: Ciao JFK, era da un po’ che non ti sentivo… tutto bene?

    Prima di tutto, il nome: la forma Åsgeir non si usa quasi, il nome più corrente è Asgeir, come lo scrivi tu – sono i genitori del maghetto che hanno scelto la forma desueta.

    Riguardo al resto: ma lui è piccolo! Non ha ancora iniziato il lungo tirocinio da un mago esperto!

    E perchè poi ex-collega? Hai deposto la bacchetta magica?


  18. Tutto bene Arte, parlando della salute.
    La tastiera metalmeccanica lo sapeva allora,precisa come gli ingranaggi dell’ orologio a doppio pendolo di William Shortt, non c’è che dire.
    Oh beh! Se solo di tirocinio si tratta, qui da noi è pieno di maghi o presunti tali.
    Chi deposto la bacchetta, Io? Nooo, è che faccio magie dell’altro mondo.


  19. Magic happens.


  20. Beh, la faccetta un po’ ce l’ha…
    Io suggerirei di farlo pedinare dai servizi segreti… E’ stato sempre il mio sogno, quello di essere pedinato dai servizi segreti…
    :-)))

    Un bacio a te e a tutto il luminoso bambinume che ti circonda…


  21. Tutti da bambini siamo stati maghi. Pochissimi lo siamo rimasti. E chi lo è rimasto non lo dice.


  22. sono d’accordo con alberto…salvo il caso di una mia ex compagna di classe che non ha mai fatto mistero di mandare influssi negativi ai suoi nemici procurando loro fratture e altri disturbi transitori.


  23. unaltradonna c’est moi


  24. @Antonio: Soprattutto da qualche atletico agente dei servizi segreti…

    😉

    @Alberto: Tu secondo me qualche trucchetto ancora lo sai fare.

    @Un’altra Lophelia: No, un’altra donna c’est moi, almeno sui manifesti! E chiariamo anche che NON ero io quella compagna di classe…

    😉



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