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A vanedduzza

11 luglio 2009

P1030358

Duminica jurnata di sciroccu
Fora nan si pò stari
Pi ffari un pocu ‘i friscu
Mettu ‘a finestra a vanedduzza
E mi vaju a ripusari

(…)

‘ndo mo jardineddu
mi piaci stari sula

Franco Battiato, “Strade parallele- Aria siciliana”

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16 commenti

  1. Al Guado mi è stato svelato il significato di “a vanedduzza…”
    Io sento ancora il fresco…


  2. Eh beh, avevamo lì un esperto madrelingua… io però gliel’avevo già chiesto molto tempo fa.


  3. bentornata!
    goditi la controra!

    JB


  4. Uh, chi si rivede…


  5. Ma io ignoro cosa sia la vanedduzza… mi illumini, Arte? 🙂


  6. Mare di Sardegna, la costa della Gallura che guarda Bonifacio, delle tante formazioni di granito che emergono dalle acque, ho adottato quella che porta il nome di Roccia dell’ Elefante. Ci trascorro le ore dell’immaginazione, e quando ho fatto il pieno, un tuffo e poche bracciate bastano per guadagnare riva.
    Un giorno emergo fra due signore sedute su asciugamani di spugna, un cappello di paglia l’una e un foulard colorato e annodato sotto il mento l’altra.
    Parlano sottovoce, una di loro mi pare segnata dalla stanchezza, il colore del viso non è quello abituale dei villeggianti.
    “ Buongiorno ” saluto, non senza imbarazzo per essere sbucato in mezzo alla loro privacy.
    Se ho dato fastidio, non lo danno a vedere, s’informano gentilmente, chi sia, da dove venga, in quale casa risieda.
    Parlerà quasi sempre quella dal cappello di paglia, raccontandomi che sono reduci da un giro di visite nei Carmeli dell’ isola, la spiritualità dei luoghi è fonte per loro d’ispirazione e composizione.
    La ragazza dagli occhi grandi e tristi allunga una mano e prende la mia ancora umida:
    “ Buone vacanze allora, può darsi che la rivedremo ancora in mezzo a noi.”
    Erano Giuni Russo e l’inseparabile Maria Antonietta Sisinni, ma l’ho saputo molto tempo dopo, quando il foulard non disegnava più sprazzi di arcobaleno fra le rocce.
    JFK


  7. Le vacanze sono anche questo, che bello.


  8. @Ady: Il mio impagabile Principe Sofisticato di Caropepe mi insegnò che vanedda, o vanedduzza, significa vicoletto. La finestra “a vanedduzza” significa aperta a fessura stretta, come si fa anche in Toscana con le persiane quando fa molto caldo.

    @JFK: Giuni Russo… sei fortunato ad averla incontrata, non a caso sul mare.

    @Ale: Mi avevi consigliato di fare ciò che mi piace, e io ho ubbidito (non mi azzarderei mai a disubbidire)
    😉


  9. chi non muore, di solito
    JB


  10. a meno di non essere in un film di Alejandro Amenabar…


  11. @JB: Non ho visto niente di Amenabar. La tua affermazione può significare che (scegli tra le seguenti alternative)

    A) a meno di essere in un film di AA, chi non muore si rivede

    B) nei film di AA chi muore si rivede

    C) di solito, chi si rivede non muore

    D) nei film di AA di solito non si muore, nè ci si rivede

    E) chi si rivede, muore


  12. Oooh ora ho capito!
    Da me si dice “sfischiata” 😀


  13. Insomma, un po’ di “controclima” scandinavo…


  14. A vanedduzza (Sicilia), sfischiata (Abruzzo), sfissurata (Umbria), arripata (Basilicata)… Tutta l’Italia alla finestra!!!
    E in Norvegese come si dirà? Vralgrafrkna???
    O_O


  15. Ah no, quello è svedese!
    OO__OO


  16. @Antonio: ahahahah, arripata è bellissimo!
    In norvegese: på gløtt

    (giuro)



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