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Meeting point

14 giugno 2009

Sapevo che questo meeting sarebbe stato noioso, ma la realtà sta superando ogni aspettativa. Da un paio d’ore sto combattendo il tedio, seduta ad un tavolo circondata da persone serie che forse si annoiano ma almeno riescono a non farlo vedere. Il sonno mi soffoca. La voce monotona di quello che parla è un mantra: chiudi gli occhi, riposa, sogna…

Per caso, mi cade l’occhio sulla collega giovane e bionda al di là del tavolo. I nostri sguardi si incontrano. E mi accorgo che anche lei sta soffocando, ma dalle risate. È quel riso isterico che ci prendeva a scuola, all’ultima ora, nell’atmosfera povera di ossigeno delle vecchie aule surriscaldate. Bastava niente. Vedo il sussulto silenzioso delle sue spalle, i suoi tentativi di nascondere la bocca appoggiandosi col gomito al tavolo. Il riso mi assale di colpo in tutta la sua forza panica e mi squassa nell’estasi di una baccante. Solo ora, noto che il tipo che parla ha delle orecchie stranissime, che mi fanno ridere. E una camicia che mi fa ridere. E che assomiglia al Brutus di Popeye. E anche questo mi fa ridere. Avverto la catastrofe incombente. Con la collega cerchiamo disperatamente di non guardarci, ma ormai è fatta. Presa dal panico, mi alzo ed esco in fretta, tra le facce sorprese. Nel corridoio, le risate quasi mi impediscono di camminare. Tra sguardi attoniti cerco disperatamente un nascondiglio. Dietro l’angolo c’è un corridoio fuori mano, dove mi appoggio alla parete e mi sfogo.

Un ortopedico tedesco, persona di solito molto seria, svolta l’angolo e vedendomi così si ferma di botto – non sa se rido o piango. Cerco invano di spiegargli la situazione, ma riesco solo, con grandi sforzi, a fargli cenno con la mano di lasciar perdere. Lui prima sorride. Poi, comincia a ridere scuotendo la testa, anche lui senza motivo, e alla fine anche lui deve appoggiarsi al muro, con le braccia incrociate sul petto squassato dalle risate.

Evidentemente, anche lui ha alle spalle un meeting molto noioso.

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20 commenti

  1. La dimostrazione che il riso è veramente contagioso. Con o senza ossigeno 🙂 sarei proprio curioso di vedere questi meetings! Sarà che “meeting” è una parola che fa proprio figo professionale… 😛
    un bacio e una risatina
    Ady


  2. Caro Ady, il meeting (perlomeno quelli che frequento io) non hanno assolutamente niente di figo!
    Per i meeting fighi credo tu debba rivolgerti a Henry.

    😀


  3. ma é successo davvero o stai descrivendo un sogno?

    beh…ad essere proprio sinceri di meeting fighi me ne vengono in mente diversi a cui ho partecipato in passato. ma ora, con la crisi, di figo non ce proprio piú nulla. al massimo si possono definire meetings “tipi”… (chiedo scusa..ho dormito pochissimo)


  4. @Henry: casomai, un incubo…
    No, è successo veramente.

    Da quando ti dissi che eri “un tipo” non ti sei più ripreso, vedo…
    (non potevo mica dirti che eri fighissimo, già sei insopportabile così come sei)
    😛


  5. ma io parlavo dei meeting mica di me!
    so benissimo di essere un gran figaccione 😀



  6. Come ti comprendo.
    Per la serie non v’è limite al peggio, un episodio da famiglia Addams, lontano nel tempo.
    Oglianico, un paese di poche anime, a ridosso delle montagne che giocano a carte con il Gran Paradiso.
    Viene a mancare la mamma di una collaboratrice e chiedo al contabile di accompagnarmi per una breve visita alla camera mortuaria.
    Fuori, luce accecante di un mattino di luglio. Interno, buio pesto con bagliori di candele serpeggianti sulla volta di mattoni rossi.
    Non conosco i presenti e immagino che l’assenza della signora sia dovuta ai preparativi per il funerale. Mi avvicino ad un gruppetto di persone, tendo la mano e a nome della società presento sentite condoglianze, incassando una cortese stretta di ringraziamento e una muta domanda.
    “ Ha finito di soffrire “ abbozzo, seguendo i canoni del repertorio classico.
    “ Era nella vigna, quando sua moglie non l’ha visto arrivare è andata a cercarlo e l’ha trovato in mezzo ai filari.”
    Fa che non sia così, penso, girando il capo verso la cassa e ricevendo la più terribile delle conferme.
    La presunta lei era un lui.
    Rinnovo le condoglianze e al ragioniere, intenzionato a fare la sua parte, faccio cenno di uscire velocemente.
    Per lui, che assisterà esterrefatto al crescendo di una risata convulsa, la spiegazione arriverà poco dopo, leggendo i manifesti mortuari che indicavano nelle doppie esequie lo straordinario cui avrebbe dovuto sottoporsi il becchino quel giorno.
    Schioccate pure le dita, ora.
    JFK


  7. Ahahahaha!!!

    Le battute sui funerali mi piacciono molto, perchè odio i funerali e vorrei che al mio succedesse qualcosa di tremendamente buffo, che facesse ridere tutti.

    Invece senti come mai mia figlia è nata dieci giorni prima del tempo:

    Nel dicembre del 1999 in Norvegia era accaduto un incidente ferroviario. Si erano scontrati due treni. Fin qui niente da ridere, anzi, diversi morti e feriti. Però, dopo qualche giorno, la sera del 5 gennaio 2000, io stavo guardando il telegiornale. Si parlava delle vittime di questo incidente, e facevano vedere un filmato dove a un certo punto appariva uno su una sedia a rotelle, tutto fasciato dalla testa ai piedi, come si vede nei cartoni animati, una gamba stesa, le braccia ingessate ecc.
    Il mio compagno fa: “E questo starà dicendo: devo dire due parole al capo delle ferrovie…”
    E a me questa cosa in quel momento fece ridere tantissimo, l’assurdo di quella battuta. Ho cominciato a ridere tanto che non riuscivo più a smettere. Poi mi alzo per accarezzare il gatto e sento che mi si sono rotte le acque. Sono sicura che se non avessi riso tanto non sarebbe successo.

    😀


  8. Sai che sto ridendo pure io, semplicemente immaginandomi la scena? Che poi, pure a scuola capitava proprio durante le lezioni piu’ insopportabilmente noiose. Credo si tratti di una reazione del nostro corpo, che ci chiede di andarcene di li’. Nel tuo caso, fortunatamente ha vinto!


  9. (mi associo alla padrona di casa)


  10. @Fabio: Always listen to your body, it’s always right.
    😉

    @Principino: TIPIco, no?


  11. be’ venire al mondo sospinti da un eccesso di ilarità mi sembra un ottimo inizio:)


  12. @Lophelia: Della serie: “una risata ci farà nascere”…


  13. Mi hai fatto ridere ancora, peggio, stai creandomi seri problemi d’immagine.
    Tutti quelli che entrano in ufficio stamani, li vedo sopra una poltrona, fasciati come mummie e nelle pose più strane.
    Si chiederanno perché continuo ad aprire il cassetto in basso della scrivania.
    Rovisto tra le carte per nascondere le convulsioni.
    Non pianse mai uno, che non ridesse un altro, dice il proverbio, vedo che ne siamo promotori e interpreti veraci, nei cartoni animati come nella vita.
    JFK 😀 fatemi smettere


  14. Bè, io sono convinta che in linea di principio si debba poter ridere di tutto, se il riso è ironia e non dileggio di chi soffre.
    E anzi, ti dirò di più.
    L’autoironia e l’umorismo possono essere dei grandi aiuti in momenti difficili. C’era un paziente che aveva appena fatto la chemio e aveva molta nausea, e non riusciva a mangiare. All’infermiera che gli chiedeva cosa poteva portargli, rispose: “Portami qualcosa che sia facile da vomitare”…

    Assolutamente vero, sentito con le mie orecchie, era della Norvegia del nord e lì ridono di tutto, perchè sono abituati a sopravvivere a tutto.

    Invece di farti smettere, vedi, continuo.


  15. Piantando quattro paletti sui confini leciti della risata hai nuovamente reso palese il concetto che avevo espresso di blog fecondo.
    E’ un vero piacere fare affari con lei, signora.
    Sono sempre affari…di gran cuore.
    JFK studia per crescere e da oca allungarsi in cigno, senza rinunciare al divertissement.


  16. portami qualcosa che sia facile da vomitare è geniale!
    L’ironia, oltre al resto, è anche una ciambella di salvataggio niente male, l’ho sperimentata ancora una volta sabato notte, durante ore di attesa proprio in un ospedale, un improbabile gruppo di amici, una tensione spessa e una serie di idiozie e risate varie


  17. @JFK: Io per gli affari sono negata, mi venderesti qualsiasi cosa, sono una credulona e il sogno dei venditori di bazar egiziani (non per fare paragoni)

    😉

    @Iko: Anzi Eli, a scanso di equivoci: Spero si sia risolto tutto per il meglio!


  18. Buongiorno, per tutto il giorno. Comunicazione di servizio, per ragguagliarti che sono iscritto, da ieri, al corso di arabo colloquiale egiziano che prevede 8 lezioni settimanali in abbinamento allo stage di danza del ventre.
    JFK


  19. Salam aleikum, allora.

    😀
    E buona giornata a te.



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