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escape from

20 maggio 2009

ts eliot

 

La poesia non è lasciare libere le emozioni, ma liberarsene.

 

La poesia non è espressione della personalità, ma liberarsi dalla personalità.

 

Ma solo chi possiede una personalità o delle emozioni sa cosa significhi volersi liberare da queste cose.

 

T.S.Eliot, dal diario

(traduzione mia)

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17 commenti

  1. Un po’ come i sogni, scriverli è liberarsene (o almeno il primo passo).


  2. così io vorrei la poesia
    fremente di luce, aspra di terra,
    rumoreggiante di acque e di vento

    eugenio de andrade


  3. @Lophelia: Il titolo del post riprende il testo di Eliot, che scrive “escape from emotions/escape from personality”, ecc.
    Ero molto incerta su come tradurre “escape from” in questo contesto: sfuggire? evadere? fuggire da?
    Ho scelto “liberarsi da”, ed è stata una scelta stilistica che rende possibile tra l’altro un’interpretazione come la tua.
    Non so se Eliot intendesse questo.
    Non so neanche se io intendo questo. Scrivere poesia per me non è terapia. Soprattutto, non è descrivere le mie emozioni, ma forse è cercare di renderle qualcos’altro, qualcosa di universale che parli a tutti. Non so, volevo parlare appunto di questo.

    @Zefirina: E io vorrei saper scrivere versi come questi.


  4. per me la poesia e’ sublimare nelle parole le proprie emozioni, non per liberarsene ma per elevarle, per renderle altro o forse solo per cristallizzarle in una forma che poi io stesso posso vedere, tentare di afferare.
    digerirle per poi assimilarle.


  5. E’ una cosa vera come solo la morte e poche altre cose…
    Un bacio :*


  6. Capisco la differenza, e la mia conoscenza dell’inglese non mi consente di sottilizzare più di tanto. Però “escape from” mi sembrava autorizzare un “liberarsi” come lo avevo inteso, non disfarsi di qualcosa ma mandarlo in giro rendendolo al contempo altro da sé.


  7. Io ho scritto pochissime poesie, e non so (non credo) ne scriverò ancora. Mi sono accorto che ognuna era la conclusione di una “stagione di vita”, racchiudevano e concludevano una mia visione del mondo che avevo oramai superato, o stavo superando. E ogni volta, quando mi capita (quasi sempre per caso) di rileggerle, mi sembra le abbia scritte un altro, qualcuno che sento di conoscere molto bene, ma non io. Mi rivedo molto in quel che ha scritto il buon T.S. Eliot…


  8. @Henry: Sono in linea di massima d’accordo con te, anche se non mi piace la parole “sublimare” che mi puzza di Freud o di laboratorio di chimica (che è uguale in fondo), ma so cosa intendi.
    Preferisco cristallizzare, rapprendere in parole uno stato d’animo o un sentimento per renderlo altro da sè e universalizzarlo, renderlo simbolo, e musica.
    @Ady: Baci a te (sai che recentemente ho sognato che ti eri tagliato i capeli?)

    @Lophelia: Certo che lo autorizza.
    Rendere altro da sè, e questo è un bene sia per chi scrive che per chi legge, perchè se leggere la poesia si riducesse a leggere solo del “sè” del poeta, come spesso purtroppo succede, lo si troverebbe di una noia mortale; e se si scrivesse solo del proprio sè, la poesia non sarebbe che una forma di esibizionismo sterile. Mi pare che sia così (echi…)

    @Antonio: Non mi hai mai fatto leggere una tua poesia.
    Dalle tue parole, mi pare di capire che allora le tue poesie parlassero solo di te. Per questo ti pare che le abbia scritte un altro.
    Però, per me sarebbe interessante leggerle lo stesso.


  9. ma liberarsi non era “to get rid of”?


  10. io avrei tradotto escape con evadere: evadere dalla personalità, evadere dalle emozioni

    vedi qui

    http://www.poets.org/viewmedia.php/prmMID/17149

    e qui

    http://www.questia.com/PM.qst?a=o&d=24996568


  11. @Josif:
    liberarsi di = to get rid of
    liberarsi da (nel senso di liberazione) = to escape from

    La preposizione da non si vede nella prima frase, solo nella seconda e nella terza, ma è importante.

    Non farmi fare la filologa che già ho tendenze.


  12. Commentiamo in contemporanea…

    Avevo preso in considerazione “evadere”, ma volevo evitare che potesse suggerire un uso strumentale della poesia come evasione dall’interiorità.
    È una delle traduzioni possibili, comunque.


  13. arte, ma veramente? e nel sogno che succedeva? 😀
    Comunque se il taglio di capelli simboleggiasse radicali cambiamenti nella vita di una persona, direi che ci hai preso in pieno…!


  14. Non succedeva niente nel sogno, semplicemente eri lì, in versione inedita coi capelli corti (sempre bello però, non ti preoccupare) e io pensavo: “toh, si è tagliato i capelli”

    io in genere ci prendo in pieno, anzi praticamente sempre

    😉


  15. Te le invierò…


  16. Buongiorno pioggia, passaggio a volo radente per augurarti buon w.e.
    Passo la mano su Eliot, ho tirato su una coppia di due.
    Sarà che non mi libero dai tempi del: “ libero me liberi tutti.”
    Di Eliot ho un ricordo vivo, un Assassinio nella Cattedrale di Pizzetti, visto al Regio di Torino. Avevo sottolineato un passaggio che fa dire al coro:
    “ Noi, la piccola gente, che trascorriamo il tempo assegnatoci “vivendo e quasi vivendo”, vorremmo che i segnati da un Fato colossale, foss’anche colossale nel bene, stessero il piu’ lontano da noi: essi possono consentirsi anche l’estremo patimento, che e’commisurato alla loro statura. Per noi lo stesso Bene e’ pericolo.”
    Mi sembra attuale, pensando a colui che è segnato da un Fato colossale, unto persino.
    Sei gentile a prenderti cura dell’epidermide, in passato ho condotto assalti all’arma bianca con il rasoio elettrico, tutti finiti in ustioni di terzo grado. Se il paragone non fosse deviante, oserei proporre il tema sul come escape from shaving.
    Comunque, Eliot val bene una cicatrice.
    Sta bene e dormi sul fianco, offrirai minor superficie di contatto agli incubi.
    JFK


  17. @JFK: È un bel passaggio quello che sottolinei, altro che coppia di due.
    E me ne richiama alla mente un altro, e lo sono andata a ricercare: “La vita è fatta in modo che si può dare qualcosa al mondo solo pagandone poi il fio con sofferenze e persecuzioni. E più il dono è disinteressato, più crudeli sono le persecuzioni, e dure le sofferenze. Tale è la legge della vita, il suo assioma di base.” Sono parole di Pavel Florenskij, uno di quei Segnati, un Unto (ce ne sono stati diversi, non uno solo).

    Escape from shaving? Think Santa Claus…

    Purtroppo io sul fianco non riesco a dormire, il sonno mi coglie sempre supinamente, facile preda alle larve notturne.

    Buon week end a te.



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