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L’arco di Nut

21 aprile 2009

“Il cielo è muto, e fa eco solo a chi è muto”

(Franz Kafka, Aforismi di Zürau)


Sciolgo le spalle dal tuo peso

luna di polvere

padre inseguito e mai raggiunto

trovo

il deserto


inverso piega

il suo dorso trafitto di stelle

muto

di passi e di richiami

perno

al mio compasso

pregiata solitudine

dove parole dormono

in sepolcri inviolati


ingoia il sole

lo risputa al mattino

viva solo

nell’aspra mia vertigine

goduta all’alba

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9 commenti

  1. L’aforisma di Kafka mi ricorda un aforisma di contesto cabalistico che ho letto tanto tempo fa (chi lo sà, magari è suo):” Dio è solo, e ci ha fatti soli a sua immagine somiglianza”.

    La poesia evidentemente si riferisce al tuo recente viaggio. Mi viene da rimarcare alcune parole: “viva solo nell’aspra mia vertigine goduta all’alba”.


  2. il deserto del sahara, quello del wadi rum, luoghi in cui perdersi e ritrovarsi

    le tue rime come sempre scaldano il cuore


  3. @Mauro: Sicuramente era suo, e sicuramente era cabalistico, specialmente se scritto nel periodo di Zürau o dopo.

    (naturalmente io invece direi che Dio non è solo, perchè è Relazione)

    Neanche il cielo è muto se fa eco, in fondo, no? Ma è importante essere muti per sentirlo. Il silenzio, l’ascolto, seppellire le parole

    il deserto è l’immagine anche di questo

    @Zefirina: Non era il deserto del Sahara (di sabbia) ma quello arabo a destra del Nilo(di pietra). È importante.
    E ti ringrazio per quello che dici.


  4. “ingoia il sole

    lo risputa al mattino”

    Bella questa immagine, rende assai.


  5. @Sulromanzo: Benvenuto.
    Bel mito.


  6. sono tornato e ritornato a leggere queste parole come sempre affascinanti.
    non riesco a commentarle stavolta.
    lascio pero’ un segno della mia presenza.


  7. Sai, Artemisia, diversi anni fà ho violato i sepolcri. Ho svegliato le parole che lì dormivano sonni inquieti e che mutavano in incubi i miei sogni. Ho sollevato le pietre pesanti, ho lasciato che le parole parlassero, le ho comprese, le ho viste alzarsi in volo e vestire i colori del cielo. Ho rivisitato la mia infanzia, la giovinezza, le ho lasciate al passato, sono volate via anch’esse. Ho perdonato.

    @ Mauro e Artemisia:

    Temo che sia l’uomo a fare Dio a propria immagine e somiglianza.

    Ah! Riguardo ai sepolcri, ne ho ancora diversi da violare; è un lavoro duro!


  8. Sono piuttosto goffo nel fare i complimenti ad una signora; ti dico che la tua poesia mi ha emozionato, come mi emoziona “l’aspra vertigine all’alba” di ogni giorno.


  9. @Henry: La tua presenza vale più di ogni commento.

    @Papero: Complimenti. Tutti abbiamo i nostri sepolcri da aprire, ma forse più che violarli bisognerebbe semplicemente aprirli, guardarci dentro.
    Non so. Io a volte sono stanca di tanto parlare, e il silenzio mi fa bene.

    Su Dio (rispondo per me): Guarda che io credo che in un certo senso tu abbia ragione. L’argomento è interessante.

    Sulla presunta “goffaggine”: Io gradisco tutti i complimenti, senza eccezione, e non mi vergogno di dirlo. Il tuo non poi è affatto goffo, anzi mi fa molto felice. Grazie.



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