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Il gran salto

21 aprile 2009

La maggior parte delle persone ha nella propria testa delle idee stereotipate su questa vita, dobbiamo nel nostro intimo liberarci di tutto, di ogni idea esistente, parola d’ordine, sicurezza; dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi profondi dolori.

Etty Hillesum, Diario 1941 – 1943

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9 commenti

  1. che bella foto, dove l’hai trovata?


  2. La foto effettivamente è bellissima, e mi ha stupita perchè credevo di conoscerle tutte, ma questa non l’avevo mai vista.
    Improvvisamente, è apparsa su google, da un sito spagnolo. Chissà dove l’hanno recuperata.

    (questo post, avrai capito, è ispirato anche dal tuo ultimo)


  3. vero, e andrebbe anche fatto a più riprese. Quando sembra di aver trovato certezze essere pronti ad abbandonarle.


  4. non illudersi di possedere niente, specialmente non le certezze
    le illusioni possiedono noi, e ci incatenano
    ma è dura


  5. Consideriamo il fatto che perfino l’illusione ha un suo quanto di realtà (ho gia accennato a questo agromento, a cui tengo in maniera particolare). Essa appare con la forza dell’anticipazione, giocando sul piano dei magnetismi. In questo senso vincere l’illusione significa vincere la vita stessa (alla maniera del Budda), siamo sicuri che è ciò che vogliamo?
    Vincere l’illusione attraverso la mimesi della scrittura significa postporre la vittoria . La scrittura, se non nell’enigna, è una pratica del tutto inadeguata per vanificare l’illusione; e l’enigma, per non essere permeato dall’illusione, deve restare tale.
    Quanto alle certezze, ne esistono di due tipi: uno basato sulle condizioni e questo è destinato, già a partire da un accettabile consapevolezza di sè, a disperdersi,finire (non moriremo tutti!?) l’altro è basato sulla volontà; prescinde dalle condizioni e stabilisce uno stile, un costume (nel senso antico del termine). La sua efficacia stà nella forza interiore di chi lo pratica.


  6. bisogna aver molto coraggio o forse incoscienza per fare ciò


  7. Mauro: Il termine “illusioni” è forse fuorviante (l’ho usato io per prima). L’illusione non concerne l’esistenza o meno di qualcosa, ma piuttosto il valore che gli attribuiamo. Stabilire l’esistenza o meno di un fenomeno soggettivo è impossibile, ma è possibilissimo stabilirne la realtà.
    (Uno dei motivi per cui non sono buddista è appunto quella che io percepisco come negazione progressiva degli affetti, ed è questo anche il lato di Simone Weil per me più problematico – ma probabilmente è perchè non capisco).

    Sulle certezze: le certezze che tu definisci come “basate sulle condizioni” sono appunto quelle da abbandonare, o perlomeno da sfidare. Le certezze da non abbandonare sono quelle interiori. Tu parli di volontà, io parlerei piuttosto di un atteggiamento di assenso, un “dire di sì” alla vita nella sua totalità di gioia e dolore, amare la necessità, soprattutto saper sopportare il vuoto.

    Specialmente, è bello e vero quello che dici sul “costume nel senso antico del termine”: cioè morale)


  8. @Zefirina: Anch’io credo che ci voglia molto coraggio, ma soprattutto che ci voglia coscienza, non incoscienza.

    🙂


  9. Ciao Artemisia, avevo già intravisto questo tuo post…ma dopo sono uscita da intenet per ritornarci ora.
    Mi sto dedicando molto alla terra…e ai colori, finchè dura e spero per molto…questa passione.
    La Hillesum l’avevo letta già da parecchio, e l’ho ritrovata( come sarà capitato anche a te se hai letto la De Monticelli – lo ha fatto estesamente nel suo libro L’ordine del cuore….quindi…) infatti il giorno della memoria il post lo volevo fare su di lei, perchè è anche poco conosciuta, ma come vedo ci hai pensato tu e ne sono contenta.
    Lei, la Weil, e la Campo e io però unisco anche (fra quelle che ho approfondito finora) la Zambrano, le metterei fra le grandi…l’unico peccato è che essendo “Donne” non hanno trovato e tuttora non trovano il giusto riconoscimento, cosa di cui avremmo molto bisogno non per alimentare il narcisismo di chi non ne ha bisogno anche perchè non c’è più, ma nemmeno per quelli che intendono promuoverne le figure perchè ci si identificano un po’…ma proprio perchè il loro vissuto e il loro pensiero se avesse la possibilità di avere molti frutti come mi auguro che avvenga, darebbe al nostro mondo un aspetto diverso!!
    Un saluto per un buon fine settimana
    Con affetto
    Franca



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