h1

L’anima e la carne

2 aprile 2009

image0051

L’anima, che per l’uomo comune è il vertice della spiritualità, per l’uomo spirituale è quasi carne.

Marina Cvetaeva

Annunci

30 commenti

  1. Che pena… ma perché vuoi che questo bel blog diventi il paradiso dei cacciatori di anoressiche?


  2. Ciao Artemisia, da un po’ non ci sentiamo…sai per ora di questo post sono stata più che altro impressionata..troppo dall’immagine e non riesco a dire altro…anche perchè, come al solito questo post con una mmagine e una frase così breve, muove invece infinite sensazioni e riflessioni
    Un caro saluto
    Franca


  3. Non sono sicurissimo che l’uomo comune sappia cos’e’ l’anima in effetti, e comunque dimostra di avere altre preoccupazioni piu’ importanti.


  4. @Josif: Non credo che i cacciatori di anoressiche abbiano un paradiso, e il loro inferno possono trovarlo ovunque.

    @Franca: Era quella l’idea dietro al post, infatti.
    Ciao cara.

    @Fabio: L'”uomo comune” ha in genere opinioni ben precise sull’anima. Questo non significa che sappia cos’è, nè tantomeno che se lo sia mai domandato. E per uomo comune intendo specialmente chi crede di sapere molto su questo argomento.


  5. Credo che la carne sia l’unica interfaccia che ha l’anima di comunicare con il mondo esterno.
    Il non accettare pienamente il proprio aspetto fisico rende difficoltosa e dolorosa questa comunicazione essenziale per la nostra vita.

    Trovo che la foto sia tra le più oscene, in senso lato, che abbia mai visto.

    Provocazione interessante, Arte 🙂


  6. Dell’anima si sa poco, eppure nell’etimo c’è il suggerimento che abbia a che fare con il principio di animazione, quindi con il movimento.
    Nella frase della Cveteava aleggia una remota sapienza orientale; qualcosa che mi richima all’Esicasmo.
    L’immagine invece parla dello spirito, più specificatamente dello spirito del tempo.


  7. siamo esseri fatti di spirito e di carne, diceva un passo sacro….
    ma abbiamo, alcuni di noi, un desiderio spasmodico di cercare quello che appaga anche la nostra anima


  8. @Frank: Io credo che corpo e anima e mondo esterno siano forme della stessa sostanza e animate dalla stessa energia, e che quindi comunichino continuamente tra di loro.
    Purtroppo sia l’anima che il corpo spesso non hanno coscienza di sè, sono condizionati e umiliati in costrizioni.
    Quella della foto è particolarmente oscena, vero.

    @Mauro: Si sa pochissimo dell’anima. Nell’etimo c’è anche l’etimologia del vento, del soffio vitale che è continuo movimento, energia appunto.

    Lo spirito, hai perfettamente ragione. Purtroppo lo spirito del nostro tempo spesso è senza cuore. Un tempo i pittori esprimevano la santità dello spirito iconograficamente attraverso le aureole. Adesso, alcuni fotografi esprimono la povertà dello spirito attraverso quei corpi senza vita.

    Mi pare, non so.

    Quanto all’Esicaismo, avrei bisogno di lumi.

    @Zefirina: Spirito, carne, cuore, mente e anima. E tutti – credo – abbiamo un bisogno innato di completezza.


  9. Ciao Artemisia, l’ESICAISMO di Mauro, ha richiesto lumi anche per me (è un termine che non conoscevo…) sono andata a fare la ricerca su Wikipedia…
    te ne copio la prima parte qui..
    Divulgata da Evagrio Pontico (IV secolo) e da altri maestri spirituali tra cui nel VI secolo spicca San Giovanni Climaco autore della Scala del Paradiso, la pratica dell’esicasmo è ancora viva sul Monte Athos e in altri monasteri ortodossi. Sull’Athos essa ricevette un impulso decisivo dall’opera di Gregorio Palamas (morto nel 1359) e nei secoli successivi dagli scritti di teologi e mistici raccolti nella Filocalia.
    Grazie anche a Mauro, per aver stimolato la mia ricerca.
    Intanto ti saluto Artemisia…
    aggiungo solo che per esempio a me viene in mente (a proposito di Anima)un libro molto importante per me: Il suicidio e l’Anima di James Hillman, che è il massimo esponente del pensiero di Jung fra i contempoaranei, e di cui ho letto proprio tutto, e a proposito dell’anima ha scritto un’altro libro dal titolo ANIMA, che prendendo dalle opere di Jung, le varie definizioni che lui dà dell’Anima…Hillman mette sulla pagina sinistra i riferimenti alle opere di Jung e le sue definizioni e sulla destra, riprende queste definizioni di Jung, commentandole e spesso contestandole, e devo dire che è un libro che come altri ho consumato, a me Hillman, piace moltissimo…anzi, il libro che ti ho citato, tempo fa non lo trovavo e credendo di averlo prestato a qualcuno e non ricordando chi, quindi non potevo chiederlo indietro, l’ho ricomprato…se vuoi te lo cedo, inviandotelo per posta almeno lo dò a qualcuno che è interessato..
    Un saluto
    Franca


  10. Dall’esicasmo all’onfaloscopia il passo, ahimé, è breve…

    the primrose way to th’everlasting bonfire!

    Josglielmo Scuotilanza


  11. @Franca: Sei molto gentile. Metto da parte la tua proposta di mandarmi il libro per un momento in cui avrò più tempo. La mia lista di lettura si è fatta lunga, poi sto traducendo delle cose e scrivendone altre… ma ti ringrazio moltissimo.


  12. @Dearest mr. Scuotilanza,

    nobody is leading anybody astray here, I assure you.
    Yours sincerely,

    Ophelia

    PS: Nicola, non stai esagerando? a proposito di ombelichi…


  13. Dearest Ms. Artemisia,

    il video di “L’ombelico del mondo!” di Mr. Lorenzo Cherubini a.k.a. Jovanotti è stato girato a Palazzo Te (Mantova) nella Sala dei Giganti…

    L’ombelico, dal sanscrito nabhis, mozzo della ruota, era anche la parte estrema e sporgente del cilindretto di legno attorno a cui i latini avvolgevano la pergamena scritta.

    Cioé il punto di mezzo, il centro di ogni cosa.

    Si può sfuggire dall’ombelico del mondo? Dal centro di gravità permanente?

    Mah…

    Esageriamo!
    Esageriamo pure,

    un tristissimo

    Jos (non ephine Baker)


  14. Palazzo Te… c’è una frase scritta nella Camera degli Sposi che non mi ricordo più…o forse era la Sala dei Giganti?

    L’ombelico va benissimo, basta non guardare solo il proprio


  15. ero io naturalmente


  16. La Camera degli Sposi è palazzo Ducale e non contiene frasi, “solo” l’autoritratto di Mantegna celato in un fregio.

    Nella Sala dei Giganti non ci sono frasi ma i graffiti dei visitatori sugli affreschi (alcuni risalgono al 18° secolo)

    Il nostro labirinto è quello presente nel soffitto ligneo della “Stanza del labirinto” (appunto), nella Domus nova del Palazzo ducale di Mantova: come è noto, il Palazzo comprende un insieme di costruzioni separate che soltanto nel XVI sec. saranno collegate per costituire un unico complesso che si estende su un’area di 35.000 mq.

    È un labirinto del II tipo (vedi sotto), cioè senza vicoli ciechi; lungo tutto il percorso che conduce alla formella centrale si legge, ripetutamente, “Forse che sì, forse che no”. Purtroppo nella figura qui accanto il motto non è leggibile. È leggibile invece la scritta che corre tutt’intorno. Ma le scritte non sono coeve. Il soffitto, infatti, è stato trasportato dal Palazzo di San Sebastiano, che fu fatto costruire da Francesco II (1484-1519), terzo marchese di Mantova. La scritta perimetrale invece fu fatta incidere da Vincenzo Gonzaga (1587-1612), che promosse la costruzione della Domus aurea. La scritta recita così: DVM SVB ARCE CANISIA / CONTRA TVRCAS PVGN. / VINC. GONZ. MANT. IIII / ET MONT. FERR. II DVX, cioè: “Mentre sotto la rocca di Canissa combatte contro i turchi Vincenzo Gonzaga, quarto duca di Mantova e secondo del Monferrato”. Nella formella si legge la scritta, attorniata da lacci che si annodano a due cuori: DEDALEE INDVSTRIE ET TESEIE VIRTVTIS, un riconoscimento dei meriti dell’ingegnoso Dedalo e del valoroso Teseo. Il punto di arrivo di questo labirinto rappresenta, come sempre, la salvezza di una vita individuale ma forse anche, in questo caso, la salvezza del casato dei Gonzaga che ai tempi di Vincenzo attraversava momenti difficili. La rocca di Canissa fa riferimento alla battaglia di Kanizsa, dove il duca effettivamente combatté contro i turchi. La scritta perimetrale sarebbe da mettere in relazione, secondo alcuni, a una possibile detenzione del Duca, prigioniero dei turchi, in un labirinto. Ma la cosa è da dimostrare.

    Misterioso è anche il motto “Forse che sì, forse che no” che si svolge lungo il percorso del labirinto. Francesco II l’avrebbe tratto (ma è soltanto un’ipotesi) da una “frottola” amorosa coeva: la frottola è una composizione polifonica vocale, di origine popolare. Il motto piacque a D’Annunzio che qualche secolo dopo visitava il Palazzo ducale. Prese nota di queste parole «dubitose» che ricorrono in «un labirinto d’oro in campo oltremarino» (così scrive in un suo taccuino), tanto che “Forse che sì, forse che no” diventa il titolo di una sua opera.

    http://www.webalice.it/aekyoungkim/Dedalo_Labirinti.htm

    Jos Sparafucile


  17. A proposito, un mio amico qualche anno fa fece la sua tesi di laurea in psicologia a Padova su un’analisi di Gestaltpsychologie sulla “camera picta”

    tra l’altro

    http://www.robertofrancioso.com/PDF_lezioni/TTEI_02.pdf

    Sul tema, che mi è particolarmente caro, perché sono sempre stato affascinato dalla psicologia della percezione, specie visiva, segnalo l’ottimo libro

    Anamorfosi o Thaumaturgus opticus

    di Jurgis Baltrusaitis

    (Adelphi, 2004)

    o anche

    http://www.peinturemurale.com/index.php?page=3&level=mnu


  18. A proposito, esso un’applicazione fe no me na le degli stessi principi

    http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/effetto-pubblicita/effetto-pubblicita.html


  19. Ciao Artemisia, dico qui quello che si riferisce al commento da me…posso bene immaginare che qualcunbo che conosci non apprezza quel musicista…ti dico con la più grande sincerità, che da quando ho cominciato ad osservare la vita in un certo modo…ho anche degli occhiali speciali che mi fanno vedere in maniera diversa da prima…purtroppo ho dovuto ammettere assieme alla persona che si è occupata di accompagnarmi nel mio viaggio, che trovare qualcuno in grado di apprezzare e di entusiasmarsi per le cose di un altro (soprattutto quando si frequentano gli stessi campi) è una impresa quasi impossibile…specie poi se si tratta di persone dello stesso sesso…è richiesta una maturità che difficilmente si raggiunge…ammettere che qualcuno che ha scelto di fare la stessa cosa che facciamo noi la faccia in modo straordinario e magari meglio di noi è difficile…e qui farei una piccola puntualizzazione sulla buona fede…può darsi che da grandi intenditori di una materia…siamo in grado di cogliere cose che agli altri sfuggono…ed io per esempio dall’esterno e da non esperta, non sono in grado di valutare il confronto…(se però il giudizio mi viene espresso vis a vis, ho la presunszione di essere in grado di leggere se in quell’affermazione non si annidi l’Invidia…più che la giusta critica che serve per fare dei discernimenti fra i valori delle cose..
    Come vedi…tu accendi anche fuori dal tuo blog…credo di leggere in questo richiamare l’altro a questo coinvolgimento una tua natura passionale…che non si accontenta del superficiale..e che però dà poi il suo da fare ad essere portato avanti…natualmente anch’io sono una passionale…e so cosa vuol dire viversi in questo modo…forse questa è la ragione del nostro scambio…che non ricordo nemmeno esattamente da dove è partito!
    Un saluto affettuoso Artemisia
    Franca


  20. @Jos: Mi sa che ho scambiato la Sala dei Giganti con l’Appartamento dei Nani, ma quello è al palazzo Ducale e non al palazzo Te… o era palazzo Me… forse che sì, forse che no…

    😀

    @Franca:La mia passionalità si è sempre espressa molto cerebralmente, il che non vuol dire non fisicamente, ma so che capisci. Come una statua nel sole, con la parte in ombra gelida e quella al sole calda. Dipende da che lato mi si guarda. Ma, come dici tu, non è facile da vivere.


  21. Palazzo Te e i giganti, Mantova…finalmente ho anch’io qualcosa da dire: la gita in seconda liceo e la merenda nel pratone intorno al palazzo;)


  22. Ah, Lophelia! Ho ancora delle foto bellissime di quella gita, e ho appena ricomprato lo scanner…


  23. L’Esicasmo è quello che è descritto su Wikipedia e molto di più. Il vero centro rispetto alle pratiche del monte Athos sta in dei monasteri pittosto ritirati in Romania. Comunque in generale è un portato della chiesa ortdossa, ed appartiene in forma più nascosta, ma anche più diffusa all’anima russa. Se ne parla in “La via del pellegrino” di anonimo russo.
    Tra l’altro nella battuta di Jos c’è qualcosa di vero: si tratta infatti di una forma molto, molto sottile (nell’accezione metafisica del termine) di onfaloscopia.
    Simone Wail ne era ammirata.


  24. Mauro: Grazie del finissimo contributo.Il cerchio si chiude, perchè del misticismo russo la Cvetaeva sapeva molto.
    Si torna al paradosso-contraddizione dell’anima carne. E stavolta non resisto e cito Simone Weil: “Solo la contraddizione prova che non siamo tutto”.

    (A questo punto mi verrebbe di chiederti se hai mai letto Pavel Florenskij).


  25. praticamente tutto.


  26. oddio


  27. io, prosaicamente, vorrei solo poter denunciare chi ha mandato in passerella quella ragazza ridotta così


  28. Iko, non prosaicamente, ma giustamente.
    Avevo altre foto, molto peggiori, dal mondo della moda, ma non le ho pubblicate per pudore.


  29. Indizi
    -Marina Ivanovna Cvetaeva
    Come spostando pietre:
    geme ogni giuntura! Riconosco
    l’amore dal dolore
    lungo tutto il corpo.
    Come un immenso campo aperto
    alle bufere. Riconosco
    l’amore dal lontano
    di chi mi è accanto.
    Come se mi avessero scavato
    dentro fino al midollo. Riconosco
    l’amore dal pianto delle vene
    lungo tutto il corpo.
    Vandalo in un’aureola
    di vento! Riconosco
    l’amore dallo strappo
    delle più fedeli corde
    vocali: ruggine, crudo sale
    nella strettoia della gola.
    Riconosco l’amore dal boato
    – dal trillo beato –
    lungo tutto il corpo!


  30. Eh beh, è grandissima.

    Benvenuto qui Antonio.
    Lipperlì pensavo fosse un altro Antonio, ma dalla poesia scelta non mi sembrava.
    Infatti!

    😀



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: